Polvere di stelle – CAPITOLO XVIII

Le avversità del vivere

Come c’era d’aspettarsi, altri tre anni sono ormai giunti al termine, permettendomi di andare avanti con la mia vita e ammirarla in tutto il suo splendore. Concedendomi del tempo per pensare, capisco di essere davvero felice. Sono infatti sposata con la donna che amo, e la mia vita con lei non potrebbe essere migliore. Ogni giorno passato con lei equivale a scrivere una nuova pagina da inserire nel libro del mio vivere, pieno di gioia e sfortunatamente anche di dolore. Ora come ora, il tempo sta passando, ma Brianna ed io sappiamo di amarci con la stessa intensità del primo giorno. Entrambe, ricordiamo infatti con somma letizia il giorno in cui ci siamo goffamente e fortuitamente incontrate, ovvero ben otto anni fa, quando non eravamo nient’altro che due quindicenni con il cuore pieno di battiti e la vita piena di sogni. La nostra relazione è letteralmente nata per caso, ed io ringrazio giornalmente il cielo per aver messo Brianna sul mio cammino. Averla sposata è per equivalso a realizzare un vero e proprio sogno, che io stesso non ho mai smesso di alimentare, conservando con la stessa gelosia riservata ad un segreto. Ad essere sincera, credo fermamente che Brianna sia del mio stesso parere, sostenendo infatti di amarmi con tutta sé stessa, e ammettendo di non volermi assolutamente perdere. Difatti, il ricordo del mio svenimento avvenuto in età adolescenziale durante una gara di pattinaggio artistico alla quale ci eravamo entrambe iscritte, rimane ancora oggi vivo nella sua memoria, riportando sul suo viso delle amare ed occasionali lacrime. Ad ogni modo, da un roseo punto di vista, il nostro rapporto non potrebbe andare meglio, e il nostro matrimonio procede nel migliore dei modi, ma la nostra felicità è stata recentemente spezzata come una robusta corda qualche mese fa, ossia quando io ho scoperto di soffrire di cancro allo stomaco. Sembrava che tutto andasse bene, ma un giorno ho iniziato a lamentare lancinanti dolori allo stomaco, accompagnati da inappetenza e spossatezza. Inizialmente, tendevo a minimizzare qualunque cosa mi accadesse, imputando la colpa del mio evidente malessere al mio intenso ritmo di vita completamente privo di pause, anche se Brianna era di tutt’altro avviso. Difatti, è proprio grazie a lei e alla sua insistenza unita agli inconsueti comportamenti del nostro cane, che leccandomi costantemente e convincendomi a mangiare, evitava che la mia salute peggiorasse e che io svenissi. Il mio primo incontro con il dottore aveva significato fare un esame completo delle mie condizioni fisiche, a cui è seguito un attento prelievo di sangue, che opportunamente analizzato ha portato alla luce il mio problema. Per tale ragione, Brianna ha continuato a preoccuparsi, convincendomi quindi ad iniziare una terapia volta a curarmi. L’ho seguita scrupolosamente sotto suo consiglio, pur non riuscendo ad ottenere risultati concreti. Volendo quindi tentare in ogni modo di guarire, mi sono fatta prescrivere dei farmaci adatti alla mia condizione, combinandoli con la terapia che seguivo, e con mia grande sorpresa, quella mia idea mi salvò letteralmente la vita. Difatti, dopo circa un anno di assidue cure unite all’affetto di Brianna e dei miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto su ogni fronte, sono riuscita, contro il parere di ogni medico che nel corso del tempo mi avesse visitato, a guarire completamente, facendo sparire ogni singola traccia della malattia dal mio sangue e dal mio corpo, ora sano ed energico come è sempre stato. Quest’esperienza mi ha arricchito, permettendo sia a me che a Brianna di diventare più forti e di imparare quindi una preziosa lezione che entrambe ci auguriamo di non dimenticare. La vita va vissuta appieno, cogliendo ogni singola occasione, e gioendo dei propri luminosi successi superando l’amarezza delle sconfitte malgrado le avversità del vivere stesso.
Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *