Polvere di stelle – CAPITOLO XIII

Scrivere il futuro

Quello odierno, è un giorno che inizia come tutti gli altri, con il sole che si leva alto nel cielo e dona lucentezza alle anime pure e innocenti. Ad ogni modo, io so che questa giornata è profondamente diversa, per un semplice motivo. Ora come ora, convivo con la mia fidanzata,  che amo più di chiunque altro. Attualmente stiamo insieme da quasi tre anni, e il nostro rapporto non potrebbe essere migliore. Nella mia ampia e luminosa stanza c’è una nostra fotografia, che conservo con una gelosia a dir poco incredibile. Ci ritrae con indosso i nostri vestiti da competizione, ed è forse una delle nostre migliori foto. Sono tranquillamente sdraiata sul mio letto, e mi lascio lentamente andare, tentando in ogni modo di rilassarmi. Ci riesco solo chiudendo gli occhi. Il tempo scorre, e ogni rumore che mi circonda svanisce come quando ci si addormenta. Sono quindi sul punto di scivolare nel sonno, ma un improvviso rumore mi distrae, spaventandomi. Voltandomi verso la fonte di quel rumore, scopro che è stato semplicemente provocato dalla porta socchiusa che si apre con estrema lentezza. Poco tempo dopo, vedo Brianna entrare nella mia stanza, sedendosi sul mio letto e regalandomi uno dei suoi luminosi sorrisi. “Come stai?” mi chiede, spinta sia dalla preoccupazione che dalla curiosità. Sto bene, perché me lo chiedi?” rispondo, terminando il mio discorso con una domanda. “Sono solo curiosa.” Mi dice, tentando di utilizzare un tono di voce convincente. “Non mentirmi.” La avverto, guardandola negli occhi. “Mi mancano i nostri hobby.” Confessa, abbassando istintivamente il capo. “Ti va di andare in palestra?” propongo, avendo la fortuna di vederla sorridere. Annuendo, Brianna accetta la mia proposta e mi prende per mano, costringendomi ad alzarmi. Ad ogni modo, non mi oppongo al suo entusiasmo, raggiungendo assieme a lei la porta di casa e violandola con velocità inaudita. Subito dopo, Brianna sale sulla sua bici, e mi invita ad imitarla. Mi siedo quindi dietro di lei, notando che lei inizia subito a pedalare. Poco tempo dopo, mi accorsi che Brianna mi aveva riaccompagnata a casa. Inizialmente, me ne chiesi il perché, salvo poi ricordare di averci lasciato il mio borsone. Scendendo velocemente dalla sua bici, entro in casa, e ne esco in pochissimo tempo, portandomi dietro il mio pesante borsone. “Non vedo l’ora di arrivare.” Dice Brianna, completamente concentrata sul percorso. Quando finalmente arrivammo, ci dirigemmo negli spogliatoi con la ferma intenzione di cambiarci i vestiti, uscendone solo quando fummo pronte. Raggiungendo la pista di ghiaccio, ci accorgemmo che era completamente vuota. La cosa non ci toccava minimamente, poiché sapevamo che in quel modo ci saremmo sentite più libere. Pattinavamo l’una accanto all’altra, esibendoci occasionalmente nelle nostre figure preferite. Ad ogni modo, un’intera ora fece il suo corso, ed entrambe sentimmo una porta aprirsi. Voltandoci verso la stessa, notammo che qualcuno stava cercando di entrare. Avvicinandomi alla porta, la spinsi aprendola e riconoscendo la mia allenatrice. “Che cosa ci fate qui?” chiese, riferendosi sia a me che a Brianna. “Siamo qui per divertirci.” Risposi, venendo colta da un improvviso senso di vergogna. “Gli allenamenti iniziano fra un’ora ma ho delle buone notizie per voi.” Disse, mostrandoci un debole ma convincente sorriso. “Quali sarebbero?” chiese Brianna, ora spinta dalla curiosità. “A breve si terrà una competizione.” Rispose l’allenatrice, avendo cura di erudire Brianna, che sorrise alle sue parole. “Vi va di iniziare?” ci chiese, dubbiosa. Entrambe annuimmo senza parlare, iniziando a pattinare e mostrandole tutto ciò che avevamo imparato. Ci fermammo non appena l’allenatrice decise di averne abbastanza. Guardandoci negli occhi, scelse di essere chiara, dicendoci che ciò di cui avevamo bisogno era solo una maggiore pratica. Le nostre movenze erano praticamente perfette, ma secondo il pensiero dell’allenatrice, tendevamo a perdere spesso la concentrazione. Ad ogni modo, continuammo ad allenarci e seguire i suoi consigli fino a sera, ovvero quando la palestra chiuse. Poco prima di uscire, presi la mano di Brianna, e la condussi lentamente nello spogliatoio, dove ci cambiammo indossando dei vestiti più leggeri dei costumi. Per qualche strana ragione, non vedevo l’ora di tornare a casa e passare il mio tempo al fianco di Brianna, che sicuramente è della mia stessa idea. Subito dopo essermi cambiata, mi avvicinai a Brianna, uscendo dallo spogliatoio assieme a lei. Raggiungendo quindi la sua bici, iniziammo il viaggio di ritorno verso casa, che per nostra fortuna non si rivelò lungo. Non appena arrivai a casa, decisi di telefonare a mia madre, così da informarla riguardo alla gara di pattinaggio. Le dissi che alla stessa mancavano tre mesi, e fui felice di sentire la sua voce e avere sue notizie dopo tutto quel tempo. Lei rispose definendosi della stessa idea, e salutandomi dopo aver intrattenuto con me una lunga conversazione, durante la quale mi pose svariate domande, chiedendo anche notizie di Brianna. Poco tempo dopo, mise fine alla telefonata, ed io la salutai  affettuosamente. Subito dopo, spensi il cellulare, scegliendo di raggiungere Brianna nella sua stanza. Ti stavo aspettando.” Mi disse, sorridendomi. “Ti sei divertita?” le chiesi, aspettando una sua risposta. “Sì.” Si limitò a rispondere, guardandomi negli occhi. Poco tempo dopo, la vidi uscire dalla sua stanza, e decisi di seguirla. Mi ritrovai quindi nel salotto di casa, e vidi un’espressione di felicità dipingersi sul suo volto. Parteciperemo insieme.” Disse, abbracciandomi. In quel momento, capii subito a cosa si riferisse, scegliendo di stringerla a me con forza sempre maggiore. Subito dopo, raggiungemmo la mia stanza, dove entrambe ci addormentammo sfinite. Poco prima di addormentarsi, Brianna mi sussurrò una frase all’orecchio. “Non vedo l’ora.” Disse, con voce dolce e calma, alludendo alla nostra imminente competizione di pattinaggio. Scivolando nel sonno, non risposi, pur rendendomi conto di una cosa. Quella gara, unita agli innumerevoli avvenimenti che avremmo lentamente imparato a gestire nella nostra vita, avrebbe sicuramente contribuito a scrivere il nostro futuro.
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