Polvere di stelle – CAPITOLO XII

Libertà e resistenza

La calda luce del sole mi accarezza il viso, disturbando la mia vista e costringendomi a svegliarmi. Aprendo gli occhi, rivedo Brianna, che al contrario di me dorme ancora, e sembra essere stanchissima. Improvvisamente, un ricordo legato alla notte appena trascorsa si fa lentamente spazio nella mia mente, strappandomi un sorriso. Mantenendo il silenzio, scivolo fuori dal letto senza il minimo rumore, avendo cura di non svegliare Brianna. Muovendomi lentamente nella sua stanza, apro la porta, riuscendo sorprendentemente ad evitare che cigoli. Scendendo le scale, raggiungo la cucina, incontrando i genitori di Brianna intenti a far colazione. Hanno davanti a loro due tazze di caffè, e scelgono di offrirmene una. Declinando la loro offerta con educazione e cortesia, preferisco bere un semplice bicchiere di latte, che accompagno a della dolce marmellata spalmata su una fetta di pane. Il silenzio regna sovrano in cucina, e il rumore della porta che si apre mi distrae. Voltandomi di scatto verso la fonte di quel rumore, vedo Brianna fare il suo ingresso in cucina. Salutandomi amichevolmente, sceglie di sedersi accanto a me. Sorridendole, non batto ciglio, pur non potendo fare a meno di notare un brusco cambiamento nel suo modo di essere. È infatti insolitamente calma, e continua a guardare sia me che sua madre. Il suo comportamento mi giunge quindi vagamente sospettoso, portandomi a credere che lei e i suoi genitori mi stiano nascondendo qualcosa. Mantenendo il silenzio, decido di non forzare gli eventi, guardandomi intorno e attendendo che qualcuno rompa il silenzio. In quel preciso istante, Brianna mi sorride, allungando una mano che presto intreccia alla mia. “Devo parlarti.” Mi dice, voltandosi verso di me. “Fallo pure.” Le rispondo, sorridendo e incoraggiandola a continuare. “Potrete finalmente stare insieme.” Prorompe sua madre, facendo le veci della figlia e avendo cura di erudirmi. “Che significa?” non potei fare a meno di chiedere, sentendo una giusta confusione crescermi dentro. “Da oggi vivremo qui.” Disse Brianna, sorridendo e stringendomi le mani. A quella notizia, sorrisi a mia volta, scegliendo di baciarla in quel preciso istante. In circostanze normali, non l’avrei mai fatto, ma in tale momento ero decisamente troppo felice per astenermi dal farlo. Non mi importava che i suoi genitori ci avessero appena viste, poiché la nostra relazione non era ormai più segreta. Poco dopo, Brianna mi prese per mano, e decise di mostrarmi una parte della casa che io non avevo mai notato, ovvero il piano inferiore. Senza proferire parola, mi lasciai pazientemente guidare da lei, raggiungendo una stanza calda e accogliente. Era decisamente più grande di quanto mi aspettassi, e la luce la inondava letteralmente. Camminando lentamente all’interno di quella stanza, prestai attenzione ad un particolare. Il letto, dalle bianche e immacolate lenzuola, non era singola ma matrimoniale. Continuavo a guardarmi intorno, spostando periodicamente il mio sguardo su Brianna. Non riuscivo a credere alla realtà che stavo osservando, ma allo stesso tempo sapevo che la vista non mi ingannava. “Questa sarà la tua stanza.” Mi disse, guardandomi negli occhi. “Ti piace?” chiese, sorridendo e attendendo una mia risposta. “Tantissimo.” Risposi, regalandole un ampio e luminoso sorriso. Subito dopo, Brianna mi invitò a sedere sul letto, ed io le diedi retta senza esitare. “Ora siamo libere.” Disse, posando le sue morbide labbra sulla mia guancia. Quasi istintivamente, ricambiai quel bacio, stringendola quindi in un fortissimo abbraccio. Subito dopo, le cinsi un braccio attorno alle spalle e le sorrisi. Concedendomi del tempo per pensare, compresi che Brianna aveva ragione. Difatti, dopo anni passati a nascondere la realtà della nostra relazione, vessata anche dai numerosi problemi quali i pregiudizi e il dolore derivante dagli stessi, potevamo finalmente dirci libere di essere noi stesse, amandoci ora più di prima. Eravamo ormai divenute padrone della nostra vita e della libertà che ne derivava, dettata da anni di dolore e resistenza contro qualunque cosa si frapponesse fra noi e il nostro amore.
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