Polvere di stelle – CAPITOLO X

Drastiche decisioni

Un nuovo giorno sta lentamente iniziando, con il sole che si leva e splende come ogni mattina. La mia vita scorre come la strada che sembra scivolare durante un lungo viaggio. Ad ogni modo, sotto consiglio dei miei genitori e della mia amata Brianna, ho deciso di contattare uno specialista al fine di risolvere il mio problema d’alcolismo. Ho quindi conosciuto la dottoressa White, che ha subito tentato di farmi sentire a mio agio nel suo studio. Le mie sessioni di terapia iniziano oggi, ed io non vedo l’ora di provare a superare questa sorta di invalicabile ostacolo. Mi sono quindi fatta accompagnare dai miei genitori nello studio della dottoressa, che subito mi ha accolta caldamente. “Come ti senti oggi?” mi ha chiesto, dopo avermi stretto la mano e invitato a sedermi. “Le mie terapie hanno un’efficacia stabilita dal paziente stesso.” Disse, guardando negli occhi sia me che mia madre. “Alzati e specchiati.” Continuò, tacendo subito dopo. Alzandomi in piedi, mi avvicinai allo specchio presente nello studio, ammirando la mia immagine riflessa. “Che cosa vedi?” mi chiese la dottoressa, mostrando una calma a dir poco inaudita. “La ragazza di sempre.” Risposi, spostando il mio sguardo su di lei. “Molto bene. Ora guarda dentro di te e dimmi ciò che vedi.” Disse, sedendo alla sua scrivania e prendendo degli appunti circa le mie risposte. “Vedo una ragazza ferita e distrutta.” Dissi, sentendo un enorme peso svanire dal mio cuore. “Va pure avanti.” Chiese, continuando a prendere appunti e scrivendo incessantemente.  “Mi sto facendo del male, e sto ferendo anche qualcuno che amo.” Continuo, abbassando lo sguardo in preda alla vergogna. “Bene Allison, a chi ti riferisci?” mi domandò, guardandomi negli occhi. “Alla mia ragazza.” Risposi, venendo letteralmente pervasa da un’indescrivibile sensazione di calma. “Come si chiama?” continuò la dottoressa White, attendendo una mia risposta. “Brianna.” Dissi, lasciando che le mie labbra si dischiudessero in un sorriso. “Tu la ami, non è vero?” chiese, dopo alcuni attimi di silenzio passati nuovamente a scrivere. “È parte di me.” Continuai, facendo suonare quella frase come una confessione. In quel momento, sapevo di essere assolutamente sincera, poiché non avrei mai potuto mentire riguardo a me stessa o a Brianna. “Capisco perfettamente.” Disse la dottoressa, sorridendo debolmente e continuando a mantenere la calma. “Il nostro tempo per oggi è finito.” Continuò, avvicinandosi alla porta del suo studio con la chiara intenzione di aprirla. Riuscirai sicuramente a risolvere il tuo problema.” Mi incoraggiò, sorridendo una seconda volta. “Puoi tornare quando vuoi.” Concluse, lasciandomi uscire dal suo studio e porgendomi un cartoncino che scoprii essere il suo biglietto da visita. “La ringrazio.” Disse mia madre, rivolgendosi alla dottoressa e facendo le mie veci. “Ho fatto solo il mio dovere.” Rispose quest’ultima, sorridendo e chiudendo subito la porta. Non riuscivo a spiegarmene il perché, ma ad essere sincera, non appena uscii da quello studio mi sentii subito meglio. Aver parlato del mio problema con una donna esperta e capace come la dottoressa White, mi ha davvero aiutato a levarmi un peso di dosso, facendo in modo di alleggerire perfino il mio animo, ora incredibilmente pesante perché letteralmente colmo di dolore e afflitto da una pressione di proporzioni incalcolabili. Il prossimo passo, secondo il parere della dottoressa, era tornare a casa e cercare di rilassarmi, eliminando qualsiasi cosa che mi spingesse a bere, tentando quindi di sradicare questo problema e stroncarlo in caso di rinascita. Ad ogni modo, durante l’intero viaggio in macchina appariva nervosa ed agitata, ma il mio comportamento aveva una chiara e limpida spiegazione. Difatti, non vedevo l’ora di tornare a casa e compiere quest’importante passo. Non appena vi arrivai, entrai subito in cucina, aprendo il frigorifero e procedendo a buttar via ogni singola lattina di birra che conservavo. Come c’era d’aspettarsi, la stessa sorte toccò alle bottiglie di vino, che finirono, seppur ancora piene, in un sacco della spazzatura posizionato sul ciglio della strada, in attesa di essere prelevato da puntuali e operosi netturbini. Ad ogni modo quella notte andai a letto serena, pur non riuscendo a dormire e pensando a Brianna. Ero sdraiata sul mio letto, e il tempo continuava a scorrere. Il silenzio che mi circondava fu rotto dalla vibrazione del mio cellulare, che segnalava l’arrivo di un messaggio di Brianna. “Com’è andata?” chiedeva, interrompendosi dopo solo quelle due semplici parole. “È andato tutto bene.” Le scrissi, sorridendo mentre guardavo lo schermo del telefonino. In quel momento, il mio morale era letteralmente alle stelle. Stavo ricevendo aiuto e affetto dalla ragazza che amavo, e sembrava che nulla potesse interrompere o rovinare la nostra relazione. Con il passare del tempo, entrambe ci convinciamo che il nostro amore sarà letteralmente eterno. Sappiamo bene che le difficoltà che finiremo sicuramente per incontrare non ci scalfiranno neanche. Ad ogni modo, sento finalmente che il mio problema di alcolismo sta svanendo come fumo, e tutto grazie all’amore di Brianna unito a delle drastiche ma importanti decisioni.
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