Polvere di stelle – CAPITOLO IX

Incredibile realtà

Due anni. Ventiquattro lunghi mesi che si sono rincorsi in un calendario formato da giorni interamente scanditi dalle mie forti emozioni unite a quelle della mia amata Brianna. Stiamo insieme e ci amiamo nonostante l’odio e i pregiudizi della gente, a nostro parere ignorante poiché incapace di comprendere le mille realtà che l’amore presenta. Ora come ora, ci sentiamo benissimo, ed è come se una di noi due vivesse letteralmente in funzione dell’altra. La sua lontananza mi provoca dolore, e lo stesso discorso è applicabile a lei, che ammette di sentirsi persa senza me al suo fianco. Ad ogni modo, dopo questo così lungo lasso di tempo trascorso con lei, mi sono concessa la libertà di pensare a cosa è meglio per noi e per la funzionalità del nostro rapporto. Difatti, anche se  malincuore, ho deciso di confessarle un segreto che non ho avuto il coraggio di confessarle fino ad ora. Lo stesso, giace come un enorme peso nel mio cuore, e mi impedisce di vivere una vita sana e completa. Brianna ne è completamente all’oscuro, eppure io sono ancora tormentata da un problema che non credo riuscirò mai a risolvere. L’alcolismo. In sua assenza il vino e la birra scorrono nelle mie vene e nel mio sangue, e la dipendenza che mi lega a tali bevande è pressochè paragonabile alla forza del nostro rapporto, ovvero infinita ed incrollabile. Le uniche persone a conoscenza di tale problema sono i miei genitori, che hanno scelto di sostenermi ed aiutarmi, e che a tal proposito, hanno scelto di farmi incontrare uno specialista. “Non ho bisogno di nessuna terapia.” Ho ripetuto loro più volte, pur venendo pesantemente ignorata. “Ti sarà d’aiuto.” Continuano a dirmi, volendo solo il mio bene. Ad essere sincera, capisco le loro intenzioni, ma a costo di sembrare sfacciata e testarda, ho scelto di ragionare seguendo il mio pensiero, e rifiutando qualunque tipo di aiuto. Ora come ora, sono davvero arrabbiata. Continuo a ripetere che andrò a vivere con Brianna appena ne avrò l’occasione, e finisco spesso per litigare con i miei genitori. “È per il tuo bene.” Dicono, mostrandomi sorrisi che ignoro completamente. Ad ogni modo, ci sono giorni in cui malgrado la presenza di Brianna non riesco a sopportare le pressioni date dalla scuola e dai frequenti litigi con i miei genitori, e questo non fa che alimentare il mio problema. Trovo quindi rifugio nell’alcol, finendo per bere innumerevoli lattine di birra e svuotando intere bottiglie di vino. I giorni passano, e i miei genitori rimangono della stessa idea, non tentando minimamente di cambiare idea. Secondo il loro pensiero, ho un disperato bisogno di contattare uno specialista. In questo preciso momento, sono seduta nella mia stanza, e sono impegnata a scambiarmi messaggi con Brianna. Ci poniamo domande semplici, che concernono i nostri stati d’animo e il nostro stile di vita, così come il nostro sconfinato amore. “Va tutto bene?” mentre fatico a leggere dato il mio incredibile mal di testa. “Non direi.” Rispondo, premendo lentamente i tasti del mio cellulare. “Che cos’hai?” continua, attendendo una mia risposta. “Ho un segreto.” Mi affretto a scriverle, sentendo che il mio mal di testa aumenta d’intensità. “Vengo subito a trovarti.” Mi scrive, spezzando la catena di messaggi. Da quel momento in poi, attendo il suo arrivo, tuffandomi nella poltrona del salotto e sperando che un rilassante documentario mi calmi i nervi. Ad ogni modo, presto ogni immagine diviene ombrosa e indistinta, ed io non riesco più a vedere nulla. Mi addormento a causa dell’alcol che ho in circolo, e mi risveglio dopo ben tre ore, ancora in preda ad un incredibile dolore alle tempie. Cercando di lenire il dolore, mi dirigo verso il bagno, e sciacquandomi il viso riesco a riprendermi completamente. Tornando in salotto, sento che qualcuno bussa alla porta, e mi precipito ad aprire. Non appena mi vede, Brianna mi saluta, stringendomi in un abbraccio. Avvicinando le sue labbra alle mie, prova a baciarmi, ma io mi ritraggo quasi istintivamente. Avendo appena bevuto, non voglio che lo scopra in questo modo. “Che ti succede?” mi chiede, avvicinandosi e sedendo sul divano accanto a me. “Devi parlarmi?” continua, apparendo preoccupata. “Esattamente.” Rispondo, guardandola negli occhi e tacendo di colpo. Subito dopo, vidi Brianna fare un gesto con la mano, notando che mi invita a continuare il mio discorso. “Ho un problema con il bere.” Confesso, abbassando il capo in preda alla vergogna. “Non è vero. Hai solo bisogno di aiuto.” Dice, abbracciandomi teneramente. “Grazie di aver capito.” Rispondo, scegliendo di baciarla come non ho mai fatto prima. Il tempo continua a scorrere, e Brianna mi ricopre di attenzioni. Siede nuovamente con me sul divano, e non osa smettere di guardarmi. “Ti amo.” Mi dice, sorridendomi e mostrandomi la sua felicità. Istintivamente, sorrido a mia volta. Guardandola, vengo improvvisamente colta dai sensi di colpa. Io la amo, eppure sto anteponendo le mie esigenze al nostro amore. Lei è infatti dello stesso parere dei miei genitori, ma io ignoro la sua idea, non avendo alcuna voglia di seguire una terapia apposita. “Devi farlo se vuoi guarire.” Mi dice, in tono inequivocabilmente serio. “Tu credi?” le chiedo, dubbiosa. “Certamente.” Risponde, sorridendomi. “Grazie.” Le dico, abbracciandola. Ad ogni modo, la sera cala in fretta, e finiamo sdraiate l’una accanto all’altra sul mio letto. Avvertendo i suoi genitori, ha ottenuto il permesso di restare da me, ed ha la ferma intenzione di restare al mio fianco in questo lungo cammino, definito da entrambe una dura ed incredibile realtà.
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