Polvere di stelle – CAPITOLO III

Problemi scolastici

Il sole mattutino decreta l’inizio di una nuova giornata, ed io mi sveglio con la ferma e precisa intenzione di prepararmi per la scuola. Dopo una sana e robusta colazione, decido di liberarmi del pigiama vestendomi, procedendo quindi a raggiungere la scuola a piedi. Questa mattina sono sveglia e piena di energie, e la mia amica Brianna mi ha suggerito di unirmi a lei nel tragitto fino a scuola. Sorridendo, ho accettato la sua proposta, trovandomi a camminare al suo fianco verso una meta comune, che raggiungemmo dopo circa una ventina di minuti. Sorprendentemente, il viaggio a piedi risulta essere più corto, poiché spostarsi in macchina equivale a restare fermi nel traffico e nello smog cittadino anche per delle ore. Il tempo scorre e noi ci avviciniamo alla nostra aula, destando ad ogni modo l’attenzione degli altri studenti. Uno di loro, che evito di guardare negli occhi, ci sta fissando con amarezza, ed io  non riesco a spiegarmi il motivo di tale comportamento. Tentando di ignorarlo, non lascio il fianco di Brianna finchè non arriviamo in aula e la lezione ha inizio. Ascoltando attentamente l’insegnante, decido di ignorare anche gli innumerevoli biglietti che mi scrive, evitando di leggerli perfino mentalmente. Le ore passano, e il trillo della campanella segna l’inizio dell’intervallo, nostro unico momento di libertà e svago. Come ogni giorno, mi alzo in piedi dirigendomi verso la porta dell’aula, e avendo tutta l’intenzione di uscirne, non arresto il mio cammino. Ad ogni modo, tutto cambia quando vedo qualcosa scivolare fuori da uno dei miei libri. È l’ennesimo bigliettino di Brianna, che leggo nel mio solito e mero silenzio. “Sta attenta.” Dice, facendo suonare in me una sorta di campanello d’allarme, che mi invita a stare lontana da chiunque. Mantenendo la calma, decido di uscire dall’aula, venendo tuttavia bersagliata dagli sguardi dei miei compagni non appena ne vengo fuori. Cammino lentamente nel corridoio, e sembra che tutti mi fissino con sguardo malevolo. Non so cosa vogliano da me, ma guardandomi intorno, mi accorgo della presenza di un ragazzo, Adam. Mi guardava fissamente, e sembrava volermi dire qualcosa con il solo sguardo. Istintivamente, mi allontanai, trovando rifugio nel bagno delle ragazze. Mi sciacquai il viso e le mani, sperando che il timido e lento scorrere dell’acqua lavasse via la mia paura e i miei sentimenti negativi. Alzando lo sguardo verso lo specchio del bagno, vidi il riflesso di Brianna. Mi aveva raggiunta, e per qualche strana ragione, il suo naso sanguinava. “Che ti è successo?” le chiesi, preoccupata. “È stato Adam.” Disse, asciugandosi una lacrima e parte del sangue che ancora sgorgava. “Mi ha picchiata perché gli ho rubato la fidanzata.” Continuò, ricominciando a piangere. Guardandola negli occhi, le cinsi un braccio attorno alle spalle, tentando di consolarla. Subito dopo, la sentii spingermi contro il muro, e iniziare a baciarmi. Non mi sottrassi minimamente alle sue manifestazioni d’affetto, chiave del nostro vero amore. Dopo averla aiutata, scelgo di uscire dal bagno, notando che Adam mi stava aspettando. “Non ero abbastanza, vero? Preferisci le ragazze?” chiese, con un tono che lasciava trasparire tutta la sua rabbia. Fu questione di un mero attimo, ed io mi ritrovai nuovamente schiacciata contro il muro. Rimasi immobile e ferma come una statua. La paura mi portò a chiudere gli occhi, e di colpo sentii un suono sordo e soffocato. Riaprendo gli occhi, vidi la mano di Brianna stringere il pugno di Adam, che aveva evidentemente tentato di farmi del male. “Lasciami stare! Le disse, tentando di divincolarsi e liberare il pugno dalla sua ferrea presa. “È la mia ragazza, e non permetterò che qualcuno le faccia del male.” Mi difese Brianna, avvicinandosi a me. Subito dopo, la presi per mano, e mi avviai verso la nostra aula. “Perché l’hai fatto?” le chiesi, durante il tragitto. “Perché ti amo, Allison Brown.” Disse, sorridendomi e appoggiando le sue labbra alle mie. “Anche io ti amo, Brianna Lancaster.” Risposi, baciandola a mia volta. Tornando in classe, preparai i miei libri per la lezione seguente, ovvero una stimolante ora di scienze, nella quale Brianna riuscì ad eccellere dopo tutti i miei insegnamenti. Le risposte corrette e complete che diede all’insegnante, le valsero un altissimo voto sul registro, di cui lei andò fiera. “Non ce l’avrei mai fatta senza di te.” Mi disse, sorridendo. “Era solo un favore.” Risposi, guardandola negli occhi e indicandole il suo quaderno. Alla fine di una pagina, avevo scritto una specie di piccolo messaggio, semplicemente per farle sapere che le volevo bene. Ad ogni modo, anche l’ultima ora di scuola passò in fretta, e dopo aver rimesso ognuno dei miei libri nello zaino, mi avviai con Brianna verso l’uscita della scuola. Raggiungendo quindi il parcheggio, intravidi l’auto di mia madre, e mi avvicinai fino ad entrarci salutando Brianna, che al contrario di me, tornava a casa in pullman. La salutai guardando fuori dal finestrino dell’auto di mia madre, che ora guidava con grande attenzione. “Siete davvero amiche.” Osservò, vedendomi sorridere. “È vero.” Mi limitai a rispondere, ancora impegnata a guardare il pullman sparire in una curva stradale. Subito dopo, guardai dritto di fronte a me, non riuscendo a vedere nient’altro che gli occhi di mia madre, ora incollati alla strada. Una volta arrivata a casa, mi fiondai letteralmente nella mia stanza, ed estrassi il cellulare dal mio zaino. Subito dopo averlo preso in mano, scopro di aver ricevuto un messaggio da parte di Brianna. Mi ha appena inviato una sua foto, che procedo a salvare e inserire nella galleria fotografica del mio cellullare. Ad ogni modo, non riesco letteralmente a staccare gli occhi da quella bellissima immagine. I suoi bellissimi e lucenti capelli neri, che sposano alla perfezione due occhi di un azzurro profondo quanto l’oceano. Lei è la ragazza che amo, e ora so finalmente che i miei sentimenti sono corrisposti e ricambiati, ragion per cui, credo che nulla potrà mai riuscire a dividerci o indebolire il nostro legame. Insieme, ignoreremo ogni pregiudizio, e continueremo ad amarci nonostante i problemi e le numerose avversità della vita. Il tempo continuerà a scorrere, e le opinioni della gente non cambieranno, ma a noi non importa, poiché anche essendo solo due piccole, mere ed insignificanti gocce nell’oceano dell’amore, sappiamo che un giorno io lei diventeremo una cosa sola.
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