Il buio della vita – CAPITOLO XXII

I poteri del cuore

 Un lungo giorno passa, e piove nuovamente. Il cielo si veste di tuoni, e un burrascoso temporale bagna il Texas. L’aria è fredda, e le nuvole grigie. Ora come ora, siedo tranquillamente sul divano del salotto. Le mie gambe accavallate mostrano un portamento degno di una ballerina classica. L’orologio appeso al muro della cucina ticchetta debolmente, e mia figlia siede al mio fianco. Non ha alcuna voglia di parlare, e mantiene un docile e perfetto silenzio, tenendosi occupata con la lettura. Il suo romanzo preferito giace sulle sue gambe, e le pagine sono lentamente mosse dal vento. Improvvisamente, il suo cellulare vibra, facendola letteralmente sobbalzare. Prendendolo lentamente in mano, si accorge di aver ricevuto un messaggio. È da parte di Ryan, ed è composto da due parole. “Mi manchi.” Dice, ed è ovviamente riferito a mia figlia. Non appena lo legge, lei decide di ignorarlo, scegliendo di cancellarlo senza neppure guardare lo schermo. Ryan era un ragazzo di buona famiglia, con un futuro brillante ed un intera vita davanti, fidanzato con mia figlia Michelle prima della fine del loro rapporto, avvenuto ormai due mesi fa. Dal loro amore, è iniziata l’inaspettata gravidanza di mia figlia, accettata con il tempo sia da me che da mio marito Jack. Ad ogni modo, il loro rapporto ha avuto fine per una singola e semplice ragione. Difatti, Ryan si era inizialmente mostrato entusiasta riguardo alla sua condizione, per poi rivelare il vero sé stesso e spezzare irrimediabilmente il cuore di Michelle. Un improvviso e repentino trasferimento da parte dei genitori di Ryan lo ha costretto a trasferirsi in Canada, allontanandolo sia da lei che dal suo futuro bambino. Il povero Ryan ha ovviamente cercato di spiegare ogni cosa a Michelle, ma lei non ha voluto credergli, decidendo di lasciarlo senza neppure riflettere, poiché completamente distrutta e corrotta dal dolore. La loro seppur breve relazione si è così consumata, finendo per bruciare come legna in un focolare. Il tempo scorre lentamente, e un intero mese giunge al termine. In questo preciso istante, mia figlia riposa nella sua stanza, pensando esclusivamente a sé stessa e al benessere della creatura residente proprio sotto il suo pulsante e puro cuore.   Ora come ora, la sua gravidanza prosegue, e il tempo che la separa dal vedere suo figlio nascere e fare il suo ingresso in questo grande e luminoso mondo, scoprendolo in ogni sua sfaccettatura, si accorcia sensibilmente, come un abito sapientemente e accuratamente modificato da una sarta. Mancano quindi ben cinque mesi alla nascita di mio nipote Kyle, che io amerò incondizionatamente fino alla fine dei miei giorni. Ad ogni modo, il silenzio regna sovrano e viene rotto solo dal suono del campanello, che mi spinge ad alzarmi e aprire la porta. Avvicinandomi lentamente alla porta, ne abbasso la maniglia e la apro, rimanendo letteralmente allibita. Sull’uscio non c’era anima viva, ma sullo zerbino giaceva una piccola busta contenente una lettera. Abbassandomi, la raccolgo, scegliendo di prenderla in mano e portarla in casa. Tenendola fra le dita, noto il nome del mittente, e corro subito a chiamare mia figlia. “C’è una lettera di Ryan.” Le dico, facendola scattare in piedi come una molla. Ad essere sincera, mi aspettavo quel tipo di reazione. Parlandomi, continuava a mentirmi, dicendo che non voleva fare altro che provare a lasciarsi quella delusione amorosa alle spalle, pur soffrendo internamente e sperando di poter tornare indietro. Ryan le mancava davvero, e pur non volendolo ammettere, lo lasciava intendere con tutti quei comportamenti. Ad ogni modo, aprì quella lettera e la lesse non appena raggiunse in salotto, iniziando a lacrimare per la gioia. Quel manoscritto, testimoniava infatti l’amore di Ryan per lei, e attestava a chiare lettere che lui la rivoleva indietro, e desiderava essere presente per il loro futuro figlio. Piangendo per la gioia, mia figlia mi disse che avrebbe davvero voluto rispondere a quella lettera, ed io non battei ciglio. Procurandole della carta e una penna, la lasciai completamente da sola nella sua stanza, così che il suo genio creativo potesse essere liberato. Ad ogni modo, passarono due ore prima che lei riuscisse a trovare le parole giuste per esprimersi. Una volta finita la sua lettera, scese le scale e tornò in salotto, chiedendomi gentilmente di imbucare quella lettera per conto suo. Sorridendo, decisi di acconsentire, e salendo in macchina, mi recai verso il vicino ufficio postale. Il tempo scorreva, ed io guidavo senza sosta. Sapevo di stare facendo la cosa giusta, utilizzando la mia gentilezza e il mio buon senso per aiutare mia figlia. Guidavo mantenendo una ferrea concentrazione, e in quel mentre, scorsi una figura nello specchietto retrovisore della mia auto. Un ragazzo incredibilmente simile a Ryan sembrava dirigersi verso casa mia, ma proseguendo per la mia strada, decisi di ignorarlo. Una volta raggiunto l’ufficio postale, imbucai la lettera, dirigendomi quindi verso casa, mia prossima destinazione. In quel momento, ero troppo concentrata sulla guida per parlare, ma lasciavo comunque che un roseo pensiero occupasse la mia mente. Stavo ora aiutando mia figlia, lasciando che lei fosse sé stessa, e utilizzasse i profondi poteri del suo cuore, secondo i quali, tutto sarebbe prima o poi tornato normale.
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