Il buio della vita – CAPITOLO XXI

L’inaspettato

 Una buia e fredda notte ha fine, e il sole spunta raggiungendo le bianche nuvole ora presenti nel terso e azzurro cielo. Il panorama visibile appena fuori dalla mia finestra non sembra essere cambiato di una misera e singola virgola, eccezione fatta per la nascita di una delicata margherita nel centro del verde e rigoglioso prato. Un raggio di luce fa capolino, illuminando l’erba e facendola brillare poiché letteralmente pregna di rugiada. Ad ogni modo, per qualche strana ed a me ignota ragione, la giornata odierna sembra essere completamente fuori dall’ordinario, poiché capace di nascondere ad ognuno di noi una sorta di inconfessabile segreto. Con mia grande sorpresa, mia figlia Michelle è dello stesso parere, ma sembra nuovamente ed inspiegabilmente triste. Continua a ripetere che Ryan ha smesso di chiamarla, e che secondo il suo pensiero ha intenzione di lasciarla. Non accadrà.” La rassicuro ogni volta, lasciando che un sorriso mi illumini il volto e le sollevi il morale. “Grazie.” Risponde, avvicinandosi per abbracciarmi. “Ti voglio bene.” Le dico, guardandola negli occhi. Ad ogni modo, il tempo scorre incessantemente, e dopo un’intera settimana di silenzio e mutismo, il cellulare di Michelle ha ricominciato a squillare. Subito dopo averlo sentito, ha deciso di prenderlo in mano e raggiungermi in cucina, al solo scopo di mostrarmi quel che aveva scoperto. “È un messaggio di Ryan.” Mi ha detto, sorridendo per la contentezza. “Leggilo.” Le chiesi, guardandola negli occhi. “Sono brutte notizie.” Mi disse, fissando lo sguardo sullo schermo del suo cellulare. “Che vuoi dire?” continuai, mutando il mio stato d’animo da felice a preoccupato. Senza proferire parola, mia figlia mi passò il cellulare, dandomi quindi modo di leggere quel messaggio.  “Devo parlarti.” Diceva, interrompendosi dopo solo quelle due parole. “Andrà tutto bene.” Tentai di rassicurarla, abbracciandola con dolcezza. Accettando quella mia manifestazione d’affetto, decise di allontanarsi da me, iniziando quindi a salire le scale che portavano alla sua stanza. Continuai a guardarla finchè non sparì dietro un angolo. La sentii quindi sbattere con violenza la porta della sua stanza, e lasciarsi andare ad un pianto dirotto. Io non osavo muovermi, e pur provando un’immensa pena per lei, non potei fare altro che guardarmi intorno, notando che il suo cellulare era rimasto esattamente dove lei l’aveva lasciato, ovvero sul ligneo tavolino del salotto. Avrei davvero voluto prenderlo e restituirglielo, ma ad ogni modo desistetti dal farlo. Buia e fredda è la notte, soppiantata dalla luce solare, annunciante l’inizio di un nuovo giorno. Sono sdraiata e immobile nel mio letto, e riesco ancora a sentire il pianto ininterrotto di mia figlia Michelle. Poco dopo, anche Jack tentò di rassicurarla, seppur fallendo miseramente nel suo intento. Di primo mattino, Michelle saltò la colazione, scegliendo di recarsi senza esitazione all’università. Vi arrivò in poco tempo, e si mise subito alla ricerca di Ryan. “Michelle, mi dispiace.” Le disse, non appena la vide.” “Di cosa?” chiese lei, confusa e stranita dalle sue parole. “Non potrò crescere il bambino.” Disse, sentendo il dolore crescere dentro di sé come una robusta quercia. “Perché?” chiese, mostrandosi incredibilmente preoccupata. “Mi trasferisco.” Rispose, con la voce rotta e spezzata come vetro. “Andrò in Canada. Continuò, rassicurandola e tentando di avvicinarsi a lei. “Lasciami stare! Fra noi due è finita!” urlò, iniziando a piangere e allontanandosi subito da lui. “Aspetta!” la pregò, tentando di seguirla.” “Vattene Ryan!” urlò lei di rimando, non riuscendo a trattenere le lacrime e rompendo definitivamente gli argini presenti nei suoi occhi. Continuando a seguirla, Ryan tentò di convincerla, pur fallendo nel suo intento. Ad ogni modo, dopo alcuni vani e meri tentativi privi di qualunque significato, decise di uscire da quell’edificio, comprendendo di dover rinunciare a lei per sempre. Avrebbe seguito le orme della sua famiglia, trasferendosi in Canada e lasciandosi la sua fidanzata e il suo futuro figlio alle spalle. Stando ai piani che il destino aveva per lui, quelle non erano altro che scelte obbligate. Al povero Ryan, non restare che camminare a capo chino, e aspettarsi silenziosamente l’inaspettato.
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