Il buio della vita – CAPITOLO XX

Gocce di speranza

 Quello odierno, è un giorno come tanti altri, e il sole sembra essere letteralmente svanito. Le bianche nuvole prendono il loro posto nel cielo lasciandosi sospingere dal vento, e la luce solare non da segni di esistenza. La mia amata cittadina appare oggi ombrosa, ed io non me ne spiego il motivo. Ad ogni modo, la mia vita scorre lenta, e mia figlia non è proprio al massimo della forma. Difatti, ora come ora è davvero giù di tono, e il suo morale è inequivocabilmente basso. Sono appena trascorsi due mesi dal giorno in cui il suo fidanzato è stato vittima di un incidente che ha finito per costringerlo su una sedia a rotelle. Il tempo continua a scorrere, e il suo umore non cambia. Ora come ora, il suo sorriso sembra aver letteralmente cessato di esistere, finendo per spegnersi come una vecchia lampadina ormai fulminata. Ad ogni modo, Michelle continua a chiedere di essere accompagnata in ospedale per poter fare visita al suo fidanzato, ma per sua mera e semplice sfortuna, suo padre Jack non ha alcuna voglia di farlo. Provando quindi per lei una pena quasi istintiva, ho deciso di provare a realizzare questo suo desiderio. Sorridendole, ho lasciato che si sedesse nella mia auto, decidendo di accompagnarla in ospedale. Non appena arrivammo, Michelle scelse di farsi comunicare il numero della stanza di Ryan, raggiungendola senza esitazioni. Rimanendo in silenzio, la guardavo muoversi agilmente, e ad una velocità tale da non permettermi di starle dietro. Ero infatti costretta ad arrancare, desiderando unicamente di rimanere al suo fianco. Guardandola, notai un rallentamento nei suoi movimenti, forse dipendentemente da una paura provata e sapientemente taciuta. Entrò in quella stanza scegliendo di avvicinarsi subito al fidanzato, che sembrava davvero felice d vederla. “Come ti senti?” chiese lei, visibilmente preoccupata. “Bene, ma ho una sorpresa per te.” Rispose Ryan, sorridendole e guardandola negli occhi. “Che cos’è?” si affrettò a chiedergli, mostrandosi ora felice come una bambina. “Chiudi gli occhi.” la pregò, tacendo subito dopo. A quelle parole, Michelle non rispose, limitandosi ad annuire, e scegliendo di fare ciò che le era stato chiesto. Chiuse quindi gli occhi, e rimase completamente immobile per alcuni minuti, ovvero fino a quando Ryan non le chiese di riaprirli. “Guardami.” Le chiese, regalandole un secondo sorriso. In quel preciso istante, mia figlia aprì gli occhi, non riuscendo quindi a credere a ciò che stava vedendo. Dopo ben due mesi di stasi forzata, Ryan era finalmente in grado di alzarsi in piedi e camminare autonomamente. A quell’istante seguì un fortissimo abbraccio, legame che in quel preciso momento sembrava essere letteralmente indissolubile. Michelle manteneva il silenzio, e delle lacrime di felicità le velavano gli occhi rigandole conseguentemente il volto. “Sapevo che ce l’avresti fatta.” Disse, abbracciando nuovamente il suo fidanzato. “Ti amo.” Rispose Ryan, sorridendo e sfiorando la mano di mia figlia. “Che mi dici del bambino?” le chiesi, con un tono che rispecchiava la sua preoccupazione e la sua curiosità. “Sta bene, ed è un maschio.” Rispose Michelle, decidendo di baciarlo. Ryan strinse la sua mano, accettando quel bacio come una vera e genuina manifestazione d’affetto. Una volta sciolto l’abbraccio in cui erano romanticamente stretti, continuarono a sorridere e guardarsi reciprocamente negli occhi. Il silenzio la faceva da padrone, ed io non osavo intervenire, volendo evitare di rovinare quel momento. “Staremo insieme per sempre.” Le disse, sfiorandole la guancia con le labbra. A quella scena, sorrisi. Due lunghi mesi erano appena passati, e l’amore di mia figlia per Ryan cresceva con l’andar del tempo. Nonostante le difficoltà della loro vita, che finivano inesorabilmente per riflettersi sul loro amore, sono riusciti a fare in modo che lo stesso prevalesse su ogni avversità. Ora come ora, sono certa di una cosa. Nonostante il lento scorrere del tempo, e le sfide di ogni giorno, sul loro amore piovono gocce di speranza.
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