Il buio della vita – CAPITOLO XIX

Punti di vista

 Tengo gli occhi chiusi, e respirando profondamente, osservo il panorama fuori dalla mia finestra, attendendo l’inizio di un nuovo giorno. In completo silenzio, ammiro il sorgere del sole, spostando quindi lo sguardo su una foto che io e Jack abbiamo scattato a nostra figlia Michelle. Allora aveva solo quattro anni, mentre ora è cresciuta, e ne ha ben venti, pur avendo ancora tutta la vita davanti. Il tempo ha deciso di essere clemente con lei, conferendole una bellezza a dir poco incredibile. È infatti poco più alta di me, e vanta due occhi di un marrone così tenue da sfumare in un dolce color ambra. Il suo sorriso è letteralmente magnetico e luminoso, ed io sono davvero orgogliosa di essere sua madre. inoltre, Michelle ha da poco iniziato a frequentare l’università, e i suoi studi procedono splendidamente. Ha recentemente scelto di voler diventare insegnante, e per tale ragione ha deciso di impegnarsi nello studio. Ad ogni modo, proprio durante uno dei suoi corsi universitari, ha conosciuto Ryan, un ragazzo della sua stessa età, con il quale condivide una grande passione per gli animali e la lettura. Il giorno in cui ha deciso di presentarcelo, Jack ed io ci siamo mostrati molto aperti, e letteralmente entusiasti riguardo alla sua relazione. Sapevamo bene che quel ragazzo così gentile, premuroso ed educato avrebbe rappresentato parte integrante del suo futuro, ma eravamo completamente all’oscuro di qualcos’altro. Da allora sono passati circa sei mesi, e circa qualche settimana fa, Michelle è tornata a casa in sua compagnia come di consueto, ma ci ha detto di avere delle notizie per noi. Mantenendo la calma, Jack ed io abbiamo sorriso, e l’abbiamo incoraggiata a parlare. A quel punto, Michelle ha respirato profondamente, e ha scelto di comunicarci la lieta novella. “Ryan ed io saremo genitori.” Ci ha detto, sorridendo a sua volta e abbracciando il fidanzato. A quella notizia, non sapevamo davvero come reagire, ma ad ogni modo decidemmo di mantenere la calma e discutere con loro del prossimo avvenire. “Cosa credete che accadrà?” chiese Jack, con aria ed espressione interrogativa. “Avrò questo bambino, ed io e Ryan ci sposeremo.” Disse Michelle, suonando estremamente convinta della sua scelta. Alle sue parole, seguì un secondo abbraccio da parte di Ryan, ora visibilmente orgoglioso della vita che conduceva assieme alla ragazza che amava. Di fronte a quella tesi così ben articolata, e a quel progetto di vita apparentemente calcolato nei minimi dettagli, Jack ed io non potemmo fare altro che arrenderci, pur non permettendo la loro immediata convivenza. Tale espediente era nato da un pensiero dello stesso Jack, che voleva evitare distrazioni per nostra, ora impegnata negli studi universitari. Inizialmente, Michelle faticò ad accettare tale decisione, ma con il tempo comprese l’importanza della sua istruzione, rinunciando a farne un dramma. Ad ogni modo, le settimane passarono in fretta, e in un’assolata domenica autunnale, successe ciò che tutti noi credemmo essere l’irreparabile. Sembrava un giorno tranquillo ed ordinario, e Ryan stava venendo a farci visita utilizzando il suo amato e affidabile skateboard, ma per qualche strana e ignota ragione, cadde direttamente sul duro e grigio asfalto, finendo per fratturarsi entrambe le gambe. Mia figlia, che aveva assistito all’intera scena dal giardino di casa, si affrettò a chiamare i soccorsi, e un’ambulanza raggiunse subito il luogo dell’incidente, trasferendo subito Ryan in ospedale. Come c’era d’aspettarsi, la prima reazione di Michelle fu quella di chiedermi di seguire Ryan, ma tale richiesta le fu negata, e non le rimase altro da fare che restare a casa, costantemente in pensiero per il fidanzato. Dopo quanto era accaduto, i giorni scorrevano lenti, e dall’ospedale non giungevano notizie concrete. Per tale ragione, Michelle ci chiese di accompagnarla a fare visita a Ryan, e dato il suo stato di elevata preoccupazione, Jack ed io acconsentimmo senza esitare. Quando arrivammo, lasciammo che i medici ci informassero sulle condizioni del ragazzo, ma le infermiere dissero che la realtà avrebbe fatto le loro veci, ragion per cui, lasciarono che gli facessimo visita nella sua stanza. Ad ogni modo, Jack ed io non tentammo di entrare, lasciando a Michelle la piena libertà di farlo. Ringraziandoci per tale concessione, nostra figlia non se lo fece ripetere, ed entrò subito in quella stanza, non riuscendo tuttavia a credere ai suoi occhi. In quel preciso istante, Ryan era infatti costretto su una sedia a rotelle, e riusciva a muoversi con il solo ausilio dei medici, che lo portavano senza esitazioni ovunque desiderasse. Ad ogni modo, Michelle scelse di avvicinarsi al fidanzato, e i due si scambiarono un bacio. “Sai quando ti dimetteranno?” gli chiese, con un filo di preoccupazione e nervosismo nella voce. “Fra circa tre settimane.” Disse Ryan, mostrandole un debole sorriso di incoraggiamento. A quelle parole, Michelle si limitò ad annuire, e lo baciò nuovamente, per poi decidere di uscire da quella stanza e tornare assieme a noi. Durante il viaggio in auto, nostra figlia manteneva un perfetto e religioso silenzio, ma anche se evitava i nostri sguardi fissando gli occhi sullo schermo del suo cellulare, io potevo ad ogni modo vedere i suoi chiari occhi divenire lucidi e velarsi di lacrime. Jack era impegnato a guidare verso casa, mentre io cercavo incessantemente di rassicurarla parlandole. Poco tempo dopo, fui ben felice di vedere un seppur debole sorriso spuntare sul suo volto. La vista dello stesso, mi fece capire una cosa. Lei ama davvero Ryan, e la vita che hanno deciso di progettare insieme, con anche l’arrivo di un bambino, non è altro che il risultato dell’amore visto con i loro occhi, ovvero sotto nuovi e diversi punti di vista.
Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *