Il buio della vita – CAPITOLO XV

Attesa

Due interi mesi sono appena trascorsi, e in questo preciso istante potrei letteralmente snocciolare mille motivi per amare la mia vita ed esserne felice. Difatti, all’incirca sette mesi fa ho scoperto di aspettare un figlio dal mio fidanzato. Ora come ora, la felicità ci pervade, poiché sapere di essere incinta è dal canto mio una delle migliori notizie che si possano ricevere. Per quanto riguarda il suo punto di vista, Jack è davvero entusiasta all’idea di diventare padre. Qualche tempo fa, durante l’ultima delle mie ecografie prenatali, abbiamo scoperto di aspettare una bambina, che fortunatamente il ritratto della salute. Data la nostra gioia a riguardo, abbiamo finito per iniziare a contare i giorni che ci separano dalla nascita di nostra figlia. Ora come ora, passiamo il tempo l’uno al fianco dell’altra, e la nostra felicità alimenta il nostro incondizionato amore. In alcuni casi, l’attesa è davvero snervante, ma per nostra fortuna abbiamo imparato a dominare la nostra ansia. Noi due ci amiamo, e sappiamo bene di essere in procinto di diventare genitori, mansione a cui abbiamo diligentemente promesso di dedicarci assiduamente fino alla fine dei nostri giorni. Ora come ora, i nostri orologi biologici stanno incessantemente ticchettando, e questo si traduce in qualcosa di estremamente positivo. Attualmente, la bambina che aspettiamo si trova dentro di me, proprio sotto il mio cuore, e può essere considerata una sorta di miracolo. Difatti, pur essendo rimasta incinta alla giovane età di soli diciassette anni, non rimpiango in alcun modo tale avvenimento. Lo stesso, è il risultato dell’amore mio e di Jack, concretizzatosi in tale conseguenza. Il tempo continua a scorrere, come le fredde gocce di pioggia all’interno di una ferrea grondaia, e ogni giorno che passa, ci avvicina seppur lentamente alla nascita della nostra prima figlia. Ora come ora, taccio mantenendo un religioso silenzio mentre resto ferma e sdraiata sul mio letto. Volgendo il mio sguardo sul panorama visibile fuori dalla mia finestra, odo il canto di un giocoso uccellino che vola nel lontano ed infinito cielo. Improvvisamente, sento una sorta di scatto, e voltandomi realizzo che tale rumore è stato prodotto dalla porta della stanza ora aperta.  Jack ha deciso di raggiungermi, procedendo a sdraiarsi accanto a me. “Presto sarà qui.” Dice, sorridendo e accarezzando il mio ventre ormai gonfio. “Aspetterò.” Rispondo, sorridendo a mia volta e lasciando che posi le sue labbra sulle mie. Ci abbandoniamo quindi ad una sorta di rituale composto da mute e sincere effusioni, osserviamo l’uno il brillare degli occhi dell’altra. Negli stessi, è ora presente un luccichio che non avevo mai avuto la fortuna di notare. Data la mia condizione, ogni premura che Jack mi rivolge ha un effetto positivo sul mio corpo e sulla mia mente, che si rilassano mentre sorrido al suo leggero tocco. Sono ora immersa in una miriade di pensieri, e ho per un attimo staccato gli occhi da Jack, che contrariamente a me, non sembra voler evitare di guardarmi. “Stai bene?” chiede, con una sottile ma percepibile vena di preoccupazione nella voce. “Stavo pensando.” Rispondo, non potendo evitare di mascherare le mie reali e ora contrastanti emozioni. In quel preciso istante, Jack mi guarda, e mantenendo il silenzio, sembra chiedersi se qualcosa in me non vada. Non avrei certamente voluto dirglielo, ma in quei silenziosi istanti il mio pensiero era fisso sulla mia futura bambina, che sarebbe nata in un mondo meraviglioso, ma al contempo costellato di sfide e difficoltà. Sospirando, spero che le mie preoccupazioni tacciano, non desiderando nient’altro che la fine di questa snervante attesa.

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