Il buio della vita – CAPITOLO XIV

Il peso della realtà

Aprendo lentamente gli occhi, mi risveglio dal sonno in cui sono caduta. Una strana sensazione di calore mi pervade, e non riesco a spiegarmene il motivo. Alzandomi dal letto e uscendo dalla stanza di Jack, decido di raggiungere la cucina, trovandolo intento a guardare la televisione. Sedendomi quindi accanto a lui, mantengo il silenzio, notando che si alza poco tempo dopo, facendo qualche passo verso il calendario appeso al muro. “Che stai facendo?” gli chiedo, incuriosita e al contempo stranita da quel suo comportamento. “Niente.” Disse, allontanandosi e rimettendosi a sedere. “Stai bene?” chiese, mostrando un’aria preoccupata. Mantenendo il silenzio, mi limito ad annuire, regalandogli quindi un luminoso sorriso. Il tempo scorreva, e mentre parlavamo, provai una forte sensazione di nausea. Scusandomi quindi con lui, corsi trafelata in bagno, rimettendo perfino l’anima. Quando tornai in cucina, Jack appariva ancora più preoccupato di quanto già non fosse, tanto da assumere un colorito quasi innaturale. Ritornando ad essere sé stesso quasi di colpo, Jack mi prese letteralmente in braccio, facendo in modo che io potessi sedermi sulle sue ginocchia. Lasciandomi quindi sfuggire una risatina, non mi opposi a tale comportamento, vedendo che un bacio diverso da ogni altro mi toglie letteralmente il fiato. In quel momento, il ricordo del nostro primo bacio sulla panchina di quel parco riaffiora nella mia mente. Subito dopo, guidata dai miei sentimenti per lui, inizio a prendere parte a quei baci, ricambiandoli come so di non aver mai fatto prima d’ora. Il tempo sembra fermo, ed io non oso protestare. Alla fine di quel reciproco scambio di effusioni, mi sento benissimo. Ogni sorta di dolore provato in precedenza è repentinamente svanito. Ora come ora, so che Jack è davvero la persona giusta per me. Lui mi ama davvero, e in più di un’occasione mi ha dimostrato di non volermi perdere. Difatti, sin da quando a scoperto che sono incinta, ha tentato di rassicurarmi, dicendomi che sarebbe rimasto al mio fianco, e che non avrebbe in alcun caso osato abbandonarmi. Come spesso ripete, io non sono il suo giocattolo, ma una bellissima ragazza di cui si è lentamente innamorato. Le lancette dell’orologio appeso al muro continuano a muoversi, formando cerchi perfetti attorno al quadrante. La sera cala poco tempo dopo, ed entrambi andiamo a letto, addormentandoci l’uno avvinghiato al petto dell’altra. Poco prima che il sonno mi tenda una trappola, ne approfitto per pensare, lasciandomi sfuggire un sorriso. Ad ogni modo, mi assicuro di non far rumore, volendo assolutamente fare in modo di non svegliare Jack, che ora dorme profondamente, e sembra non volermi lasciar andare. Non tentando in alcun modo di sottrarmi a quella stretta, respiro profondamente. Conosco davvero bene il mio futuro, e so che cosa sta per accadere. Lentamente, una nuova vita sta avendo inizio dentro di me, e ogni volta che Jack mi tocca, mi bacia o mi abbraccia, è come se il suo tocco raggiungesse anche il bambino dentro di me. È davvero una sensazione indescrivibile, a dir poco bellissima. Spostando lo sguardo sul display del mio cellulare, mi accorgo che è da poco passata la mezzanotte. La stessa, non è altro che il primordio di un nuovo giorno, che al mio risveglio sarà sicuramente pieno di novità. Data l’attuale situazione, so che la mia vita cambierà radicalmente, e che non tenterò in alcun modo di arrestare o impedire tale cambiamento. Difatti, Jack ed io siamo d’accordo, e sappiamo che quello che stiamo ora pazientemente sopportando senza un singolo lamento, non è altro che il peso delle nostre nuove e future responsabilità.

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