Il buio della vita – CAPITOLO XII

L’amore d’estate

Quello odierno, è il mero primordio di una mattina d’estate, il cui sole spunta e sembra germogliare come una tenera e fragile piantina. Ora come ora, sono sdraiata sul mio letto, ancora sfinita dalla moltitudine di attività a cui ho preso parte ieri. Ad ogni modo, ho deciso di dare un taglio alla mia pigrizia e alzarmi dal letto. Dopo aver fatto colazione, ho deciso di vestirmi. Il mio sottile collo è oggi impreziosito da una sobria ma elegante collana, che ondeggia come i miei lunghi capelli ad ogni mio movimento. Il sole è già alto, ed io sono ora piena di energie. Non vedo l’ora di uscire di casa e divertirmi, pur non avendo alcuna idea sull’immediato da farsi. Dopo aver riflettuto, ho deciso di recarmi verso casa di Jack, pur scegliendo di camminare anziché arrivarci in bici. Ad ogni modo, quando arrivai, lui mi salutò amichevolmente, e mi invitò ad entrare. Subito dopo, mi mostrò la sua stanza. Su una delle pareti era appeso un poster raffigurante uno dei suoi cantanti preferiti. Ora come ora, Jack siede sul suo letto, e mantiene un perfetto silenzio. Non riuscendo più a sopportarlo, decido di spezzarlo come un ramoscello. “Hai dei piani per oggi?” gli chiedo, spinta dalla curiosità. “Mi hanno invitato ad una festa.” Risponde, regalandomi un sorriso. “Quale festa?” azzardo, confusa e stranita.” L’ha organizzata il mio amico Ryder.” Mi disse, in completa e totale sincerità. “Ti va di venire?” chiese, dubbioso. “Non posso.” Risposi, con un tono che lasciava trasparire tutta la mia tristezza. “Perché non puoi?” continuò, sperando di non risultare invadente. “Era con me quando sono stata rinchiusa in quel posto, e dei suoi amici mi hanno fatto del  male.” Confessai, abbassando lo sguardo. “Non ti accadrà nulla.” Mi rassicurò, cingendomi un braccio intorno alle spalle. “Dico sul serio.” Continuai, guardandolo negli occhi. Data la mia reazione, Jack finì per sbiancare e scivolare nel mutismo. Spezzai nuovamente il silenzio avvicinandomi e lasciando che mi abbracciasse. “Vuoi restare con me?” chiese, apparendo stranamente timido. “Che vuoi dire?” domandai, sperando che si spiegasse meglio. “Stanotte.” Chiarì, attendendo una mia risposta. “No. Deve accadere con qualcuno di cui mi fido.” Dissi, tacendo subito dopo. “Mi fido di te, ma ho paura.” “Di cosa? Chiese, avvicinandosi a me. “Ho paura di essere il tuo giocattolo.” Continuai, asciugandomi lentamente una lacrima. “Come puoi pensarlo? Non sei il mio giocattolo, io ti amo!” replicò, facendomi inconsciamente iniziare a tremare. “Davvero? Chiedo, ora leggermente intimorita. “Davvero.” Risponde con convinzione. “Allora sì.” Dico, lasciando che posi le sue labbra sulle mie come non aveva mai fatto prima. Il tempo sta ora scorrendo in fretta. La sera è ormai calata, e vorrei davvero che questa notte non finisse mai. Nello spazio di un momento mi trovo sdraiata sul letto di Jack. Lo bacio, lo stringo a me, lascio che agisca. Non oso lamentarmi e sorrido al suo tocco. So benissimo che questa è la mia notte. Un nuovo sentimento sta sbocciando in me come un delicato fiore in primavera, e non potrei essere più felice. Jack è al mio fianco ed io ho una certezza. So bene che questa è la nostra notte, e che quello che stiamo ora vivendo, sfruttando ogni singolo attimo, e il nostro amore. Un amore meraviglioso, reale, dolce, e incredibile. I nostri attimi si consumano in poche ore, e la nostra felicità è ora incontenibile. Ora come ora, ci siamo donati l’uno all’altra, e sappiamo che nulla potrà mai dividerci. Questa nostra credenza è legata ad un nostro pensiero. Il nostro amore è diverso dagli altri, poiché nato sotto le stelle e gli astri di una calda e indimenticabile estate.

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