Il buio della vita – CAPITOLO VII

Il sapore della libertà

Il passare dei mesi mi ha in qualche modo riavvicinata alla normalità che vivevo in precedenza. Ora come ora, ogni cosa sembra essere tornata alla normalità, e il mio futuro si prospetta più roseo. Difatti, ho imparato a controllare i miei sbalzi d’umore, Sarah non ha più intenzione di andarsene, e Christian sembra essere cambiato radicalmente. Da qualche giorno a questa parte, non smette di parlarmi dei suoi amici, continuando a scusarsi del loro comportamento. “Ryder e Thomas non avrebbero dovuto avvicinarsi.” Ripete, con un tono genuinamente gentile. Alle sue parole, sorrido ogni volta, non potendo evitare di sentire una sorta di peso scivolare fuori dal mio cuore. Il tempo sta passando, e il vento riempie le giornate di cambiamenti. Attualmente, secondo il pensiero dell’infermiera, sia io che la mia amica siamo ormai pronte per essere dimesse da questo Istituto, mentre il destino di Christian e dei suoi compagni appare incerto. Difatti, pochi giorni fa Ryder è stato sorpreso a fare uso di droga, ragion per cui, il suo soggiorno è stato prolungato. La dottoressa continua a ripetere che nessuno di loro uscirà da quella struttura finchè non saranno completamente guariti da questa loro dipendenza. Ad ogni modo, per qualche strana e a me ignota ragione, a Christian viene  data molta più libertà rispetto a quella che è ora concessa ai compagni. Difatti, è libero di lasciare la sua stanza e visitare le altre, e anche di uscire dall’edificio seppur rispettando una sorta di coprifuoco. Sin da quando ha tentato di proteggermi, sia l’infermiera che la proprietaria dell’Istituto hanno cambiato radicalmente idea su di lui. Entrambe, sono infatti convinti di aver visto nei suoi occhi una sorta di debole barlume di speranza, ragion per cui, hanno deciso di riporre in Christian tutta la loro fiducia. Ad ogni modo, nel mio cuore sorge e permane un dubbio, secondo il quale, Christian non sia cambiato per niente. Tentando di allontanare quel pensiero dalla mia mente come farei con una fastidiosa mosca, scossi il capo, scegliendo di passare il resto della giornata con Sarah. Lei stessa, mi ha oggi raccontato di essere parte di una famiglia numerosa, composta oltre che da lei e dai genitori, da altri tre fratelli minori di lei di cinque anni. Ho ascoltato il suo racconto in perfetto silenzio, e poco tempo l’ho sentita rigirarmi la domanda. Dopo aver inesorabilmente spezzato il silenzio creatosi nella stanza, le ho risposto dicendole che ero figlia unica, e che avere una sorella era uno dei miei più grandi desideri di bambina. “Hai un gran cuore.” Mi ha detto, sorridendo. “Ti ringrazio.” Ho risposto, guardandola negli occhi e vedendoli brillare. Alle mie parole, Sarah sorrise, sdraiandosi quindi sul suo letto. Posando nuovamente il mio sguardo su di lei, la imitai, respirando profondamente la pura aria che entrava dalla finestra ora aperta. Improvvisamente, sentii uno scatto, e voltandomi verso la fonte di quel rumore, scoprii che la porta era appena stata aperta. “Salve ragazze.” Disse la proprietaria, in tono gentile ed educato. “Buongiorno a lei.” Rispondemmo all’unisono. “Ho delle buone notizie per voi.” Continuò, facendo crescere in noi un’ansia indescrivibile. Ad ogni modo, attendemmo che ricominciasse a parlare senza proferire parola. “Ho appena parlato con le vostre famiglie, siete libere di andare.” Concluse, sorridendo e facendo in modo che la felicità si impadronisse dei nostri animi. A quella notizia, non potei fare a meno di sorridere a mia volta, procedendo quindi a spostare il mio sguardo su Sarah. “Riesci a crederci?” le chiesi, ormai fuori di me dalla gioia.” “Sembra un sogno.” Rispose, con gli occhi che ora brillavano come astri notturni. La nostra conversazione terminò con quella frase, e subito dopo iniziammo a raccogliere le nostre cose e prepararci, così da essere pronte per l’arrivo dei nostri genitori. Ad essere sincera, ogni secondo passato qui mi è sembrato eterno, e sapere di poter finalmente andare via è davvero un sollievo per me. Ora come ora, sono impegnata a riordinare i miei vestiti e riporli accuratamente in una delle mie valigie, ma sono certa che Sarah è del mio stesso avviso. Il lungo lasso di tempo trascorso qui ci ha unite, e per tale ragione speriamo che il nostro forte legame di amicizia, ora ferreo, non si spezzi mai. Ora come ora, io e lei possiamo dirci felici e libere di vivere, assaporando quella che a breve scopriremo essere la vera libertà.

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