Destino regale – CAPITOLO XVI

Nascita di una principessa

Tre mesi. Tre interi mesi sono appena passati, e l’odierno sole appare più caldo del solito. Il freddo e rigido inverno ha finalmente avuto fine. La neve ha smesso di cadere, e il vento di sibilare minaccioso.  L’inizio di una nuova e radiosa giornata allieta il mio animo, strappandomi un sorriso come si fa con della fragile carta velina. È mattina presto, ed io e mio marito Jesse siamo davvero felici e orgogliosi, poiché proprio oggi è venuta al mondo la nostra amata bambina, l’adorabile e aggraziata Miranda. Ha fatto il suo ingresso nel mondo, venendo a conoscendo del mero ignoto a cui prima era estranea. Mia sorella non potrebbe dirsi più felice, poiché è appena diventata zia. L’orgoglio dei miei genitori è paragonabile solo alla vastità del mio regno, che ora comprende l’intera Inghilterra. L’aver messo al mondo una futura principessa mi riempie il cuore di gioia, e ogni minuto passato ad occuparmi di lei non si rivela essere una mera incombenza, bensì una sentita e veritiera opera d’amore. Intanto, i giorni continuano a passare, e una settimana sembra lentamente scomparire. “Come ti senti?” chiede Jesse, mostrandosi preoccupato. “Bene.” Rispondo, sorridendo. Sentendosi rinfrancato dalle mie parole, Jesse mi abbraccia, posando poi le sue labbra sulla mia fronte. Accetto quel bacio come un’amichevole sfida, senza quindi tentare di oppormi. In breve tempo, cala la sera, ed io raggiungo subito la mia stanza, dove la piccola Miranda dorme tranquilla. Preoccupandomi per lei, decido di andare a controllarla. Raggiungo quindi la mia stanza, e aprendo lentamente la porta, mi rallegro a causa della scena a cui assisto. Difatti, vedo che mia sorella Georgia la tiene in braccio, e le sta offrendo da mangiare con un biberon. Quella così tenera scena mi strappa un sorriso. Non proferendo parola, mi limito a guardare mia sorella mentre si prende cura della nipote, e non oso staccare lo sguardo da nessuna delle due. Georgia vuole davvero molto bene a Miranda, ed io non posso che rallegrarmene. Sembra infatti che lei abbia preso davvero a cuore il suo nuovo ruolo di zia. Inoltre, ogni volta che ha l’occasione di parlarmi, mia sorella ripete che sono davvero fortunata ad avere accanto un uomo come Jesse, che mostrandomi il suo amore, mi ha reso madre, e ha promesso di restarmi fedele contro ogni avversità. Tentando di confortarla, le ripeto che non è sola, poiché al suo fianco c’è Lucas. Loro si amano, e se non sono arrivati dove io e Jesse siamo ora, questo può voler dire soltanto una cosa. Il loro cammino verso la felicità sarà sicuramente più lungo, e potrà in alcuni casi spingerli ad arrendersi e gettare la spugna, ed io so che se mai accadrà, rimarrò al fianco di mia sorella in ogni caso. Ora come ora, mi basta solo che sappia che le voglio bene, e che tale situazione non cambierà mai. Siamo profondamente diverse, e questo non si può negare, ma quello che ci lega è molto più che un semplice legame affettivo. Siamo come due nodi in una corda, molto vicini fra loro, e nel nostro caso, impossibili da sciogliere. Georgia né è completamente all’oscuro, ma sin da quando è nata, facendo il suo ingresso nel mondo, ogni singola notte prego per lei, rimanendo chiusa nella mia stanza a fissare il cielo stellato. A volte, lascio che il fiume delle mie emozioni mi travolga, abbandonandomi quindi a dei tristi soliloqui, nei quali chiedo che le mie preghiere vengano esaudite. Per mia fortuna, gli astri hanno deciso di sorridermi, e finora per lei non ci sono stati problemi di sorta. Mentre il tempo scorre incessantemente, continuo a pregare, e spero nella positività del suo immediato futuro. Le mie speranze e le mie preghiere verranno sicuramente ascoltate, e nel frattempo, continuerò ad essere felice della nascita di una principessa.

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