Destino regale – CAPITOLO XIV

Il futuro di Georgia

L’aurora mattutina splende nel cielo, decretando l’inizio di un nuovo giorno e destando ogni pacifica creatura dal sonno in cui è caduta. Quasi a voler dar prova di tutto ciò, dei timidi uccellini iniziano a cantare, mentre ingannano il tempo volando nell’infinito, terso e azzurro cielo. La luce del sole fa loro da guida, e gli stessi non accennano a fermarsi, poiché troppo concentrati sulla loro a me ignota destinazione. Quelle docili creature staranno sicuramente svernando a sud, verso paesi più caldi, nel mero tentativo di sfuggire ai rigori dell’inverno, stagione ancora ai suoi gelidi primordi. Lentamente, un raggio di sole penetra nella mia stanza, che si illumina conseguentemente a giorno. Alcuni minuti passano, e io decido di alzarmi dal letto, con la ferma e precisa intenzione di dare inizio ad un’altra delle mie magnifiche giornate. Mi preparo quindi a dovere, procedendo a scendere le scale e raggiungere la sala del trono. Non appena vi metto piede, incrocio lo sguardo preoccupato di Jesse. Parlandogli, lo informo riguardo al mio stato d’animo, menzionando di non riuscire in alcun modo a rilassarmi. Secondo il pensiero dei miei genitori, dipende tutto dalla mia condizione. Concedendomi alcuni istanti per riflettere, comprendo di dover dare loro ragione. Difatti, il mio ruolo di regina, unito alla mia condizione stessa, grava sul mio umore, impedendomi di vivere delle giornate tranquilla. Per mia fortuna, Jesse afferma di avere la soluzione giusta per me. Stranita dalle sue parole, ho deciso di chiedere spiegazioni. “Monterai a cavallo.” Mi disse, sorridendo. In quel momento, entrai in confusione. Non riuscivo a capire perché farlo avrebbe dovuto rilassarmi. Mantenendo la calma, Jesse spiegò che l’animale avrebbe sicuramente capito come mi sentivo, e avrebbe conseguentemente modificato i suoi comportamenti. Stringendomi quindi nelle spalle e sorridendo per la seconda volta, decisi di accettare la sua proposta. Mi accinsi quindi ad uscire dalle mura del mio castello, venendo bruscamente fermata da mia sorella. “Dove vai?” chiede, dubbiosa. “Io e Jesse andremo a cavallo.” Rispondo, regalandole un sorriso. “Fa attenzione.” Dice, mostrandosi ora preoccupata. Guardandola negli occhi, non proferisco parola, limitandomi a scuotere la testa. “Non mi accadrà nulla.” La rassicuro, allontanandomi da lei e raggiungendo Jesse, che mi aspetta nella stalla. Prima che potessi muovere un singolo passo, Georgia mi chiamò per nome, distraendomi nuovamente. Mi voltai quindi verso di lei, aspettando che riprendesse a parlare. “Vengo anch’io.” Disse, guardandomi negli occhi. Alle sue parole, annuii, non trovando motivo valido per impedirle di unirsi a noi. Ripresi a camminare, e lei mi seguì in silenzio, standomi vicina. Quando finalmente fummo fuori dal castello, salimmo in groppa ai nostri cavalli. Sorprendentemente, mi accorsi che Jesse aveva ragione. Difatti, non appena spronai il mio destriero per invitarlo a correre, lo stesso si rifiutò, accompagnando a tale dissenso un basso e soffocato nitrito. “Te l’avevo detto.” Rise Jesse, spostando il suo sguardo dal sentiero che percorrevano al mio viso. Incrociando il suo sguardo, risi a mia volta, afferrando saldamente le redini del mio cavallo. Lo stesso, procedeva con passo lento, ma nonostante tutto riuscii a non rimanere indietro. Non avevamo una meta precisa, e dovetti ammettere che la passeggiata aveva sortito l’effetto sperato. Mi sentivo infatti molto più calma, e qualcosa mi diceva che per me le sorprese non avevano ancora avuto fine. Decisi di smontare da cavallo e sdraiarmi fra l’erba venendo imitata da Jesse qualche istante dopo. I cavalli ci guardavano, brucando tranquillamente l’erba vicina. Mantenevo il silenzio, ma lasciai che il panico si impadronisse di me non appena mi voltai. Facendolo, scoprii con orrore che Georgia era sparita. Guardandomi negli occhi, Jesse notò l’espressione dipinta sul mio volto, e non potè fare a meno di porre la più ovvia delle domande. “Che ti succede?” chiese, assumendo quindi il mio stesso stato d’animo. “Georgia è sparita.” Risposi, iniziando inconsciamente a tremare. “Rilassati, sarà al fiume.” Disse, sorridendo e avvicinandosi al suo cavallo. “Monta, ti accompagno.” Continuò, guardandomi negli occhi. Obbedii senza protestare, e mi lasciai guidare da lui in completo silenzio. Cavalcammo senza sosta per una decina di minuti, e notai che la nostra destinazione era proprio oltre una vasta e verde radura. L’attraversammo velocemente, raggiungendo quindi il fiume. Provai un profondo senso di sollievo quando vidi che Georgia era tranquillamente seduta fra l’erba. Ad ogni modo, guardando meglio mi accorsi che era in compagnia di un ragazzo. Avvicinandomi lentamente, la chiamai per nome. “Chi è quel ragazzo?” chiesi, curiosa. “Si chiama Lucas.” Rispose, presentandomelo. Feci qualche passo nella sua direzione, e gli tesi la mano perché me la stringesse. Il ragazzo afferrò la mia mano con una vena di riluttanza nei movimenti, e quando gliela lasciai, notai che Jesse non riusciva a staccargli gli occhi di dosso. Alcuni istanti dopo, notai che quella sorta di interesse era ricambiato dal ragazzo stesso. Entrambi finirono per osservarsi intensamente per alcuni minuti. Allo scadere degli stessi, si abbracciarono. “Vi conoscete?” non potei evitare di chiedere, stranita. “Siamo fratelli.” Disse Jesse, sorridendo. In quel preciso istante, lasciai che anche le mie labbra si dischiudessero in un luminoso sorriso. Mi avvicinai quindi a mia sorella, che intanto continuava a guardare Lucas negli occhi. Quasi istintivamente, mi bloccai, rimanendo immobile davanti alla scena che seguì. Il silenzio e la natura facevano da perfetta cornice alla giornata odierna, ed io respiravo piano. Fu quindi questione di un attimo, e vidi le labbra di mia sorella sfiorare quelle del ragazzo. Sorrisi nuovamente, scambiandomi un occhiata d’intesa con Jesse. In quel momento, fui pervasa da una sensazione di profonda felicità. Avevo sempre sperato in una novità per mia sorella, ed ora sapevo che il giovane e gentile Lucas, avrebbe rappresentato il futuro di Georgia.

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