Destino regale – CAPITOLO XIII

L’erede

Il tempo ha continuato imperterrito a trascorrere, e con esso anche un altro mese della mia vita è lentamente giunto al termine. La mattinata odierna ha avuto inizio al sorgere del sole, astro brillante e di magnifica potenza. La mia stessa vita non potrebbe essere migliore, poiché ho finalmente sconfitto un nemico che avevo finito per crearmi autonomamente. Lo stesso, rappresentato dal principe Charles, ha cercato di spegnere il mio sorriso, minando la mia autostima e la mia felicità. Secondo la mia intera famiglia, affrontarlo è stata decisamente la mossa migliore. Difatti, se non avessi agito, la situazione avrebbe continuato a peggiorare e aggravarsi, finendo per diventare insostenibile. Le ore che compongono questa giornata stanno letteralmente volando, e ho deciso di investire parte del mio tempo parlando con Jesse del nostro prossimo futuro. In questo frangente, io e lui abbiamo finalmente deciso di allargare la famiglia, lasciando che il regno prosperi con l’arrivo di un neonato, destinato a divenire erede con l’andar del tempo. Volendo realizzare questo nostro desiderio, abbiamo scelto di fare un tentativo, purtroppo andato a vuoto come una miriade di molti altri. Il tempo passava, ed entrambi iniziavamo a perdere le speranze, fino a quando questa mattina la fortuna non ha deciso di sorriderci. Oggi infatti, sono felice di essere in attesa del mio primo figlio, prossimo erede al trono d’Inghilterra. Ora come ora, la felicità ci pervade, e non ci resta che aspettare fino al giorno designato per la sua nascita. La sera è intanto calata, e tenendo fede alla mia routine giornaliera, ho deciso di andare a letto presto, come d’altronde ho sempre fatto. Ad ogni modo, la mia intera famiglia è emozionata riguardo alla mia attuale condizione, e i miei genitori non vedono l’ora di conoscere il futuro erede. Per qualche strana ragione, mia sorella Georgia non sembra condividere la loro felicità. Inizialmente, non riuscivo a spiegarmi il perché di tale situazione, ragion per cui, ho deciso di parlarle chiedendo spiegazioni a riguardo. Mantenendo la calma, mi ha detto di sentirsi triste perché profondamente diversa da me. “Non saremo mai uguali.” Ha detto, inducendomi a provare pena per lei. Quasi istintivamente, mi sono avvicinata, spiegandole che le nostre differenze non hanno alcuna importanza. Il legame di sangue che ci unisce è letteralmente indissolubile, così come il nostro legame affettivo. Difatti, quando eravamo solo delle bambine, mi ricordo di averle fatto una promessa. Eravamo ancora in orfanotrofio, e lei non faceva che piangere poiché non riusciva a credere alla realtà che aveva davanti agli occhi. Essendo sua sorella, tentavo sempre di consolarla, riuscendoci per mia fortuna nella maggioranza dei casi. Inoltre, ricordo che cercavo sempre di non scompormi e mantenere la calma anche nelle peggiori situazioni, volendo evitare di spaventarla o intristirla ulteriormente. Il giorno prima di abbandonarci, i nostri genitori ci hanno regalato due bracciali molto simili fra loro, che ancora oggi conserviamo gelosamente. A volte, entrambe ci lasciamo travolgere dai ricordi, finendo quindi per naufragare in un mare di rimembranze. Ora come ora, ammiro il paesaggio visibile fuori dalla finestra della mia stanza, tenendo il mio sguardo fisso sulla maestosa luna. La stessa, è circondata dalle lucenti stelle, che sembrano giocare nel cielo notturno. Guardandomi intorno, lascio che un sorriso mi illumini il volto. Presto diventerò madre, e potrò considerarmi orgogliosa del mio futuro figlio, erede del mio vasto e magnifico regno.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *