Destino regale – Capitolo VIII

La realtà secondo il cuore

Dopo un intero mese di incessante e scrosciante pioggia, il sole è tornato a splendere, annullando la diarchia instaurata con la pioggia stessa, la cui umidità ha ormai smesso di permeare l’aria, che ora spira allietando gli animi dei miei sudditi. Sin da stamattina, ho iniziato a notare dei cambiamenti nel comportamento dei miei genitori. Lo stesso, è ora vagamente sospetto, ma io non oso porre domande a riguardo. Scendendo lentamente le scale, raggiungo il grande salone, dove scelgo di rimanere nella speranza di carpire i dettagli presenti nei loro discorsi. Mantenendo il silenzio, ascolto. Li sento pronunciare il mio nome diverse volte, e per tale motivo, sorrido. Volendo ad ogni modo evitare di essere scoperta, decido di tornare nella mia stanza. Durante il mio cammino negli ampi corridoi del castello, incontro Georgia, che sembra essere felice almeno tanto quanto me. “Va tutto bene?” mi chiede, mutando l’espressione del suo volto. “Perché lo chiedi?” azzardo, aspettandomi una risposta. “Ti ho sentita piangere.” Alle sue parole, un ricordo riguardante la scorsa notte mi torna in mente. Riuscendo a capire a cosa si riferisce, annuisco, fornendo quindi una risposta alla sua domanda. Poco dopo, mi saluta, inchinandosi rispettosamente davanti a me. Riprendendo il mio cammino, mi allontano da lei, trovando il suo comportamento alquanto strano ed inusuale. Sono regina ormai da lungo tempo, ma ad essere sincera, non l’avevo mai vista inchinarsi di fronte a me. Dopo aver riflettuto, conclusi che la serie di eventi ai quali avevo assistito, doveva forzatamente essere indice di un repentino cambiamento all’interno del mio regno e della mia vita. Le lunghe ore passarono in fretta, e in breve calò la sera, che tinse di nero il cielo, punteggiandolo di stelle. Rimango perfettamente immobile e seduta sul mio trono, con gli occhi fissi sul portone del castello. Un rumore mi costringe a voltarmi, e dopo averlo fatto, mi accorgo dell’arrivo di entrambi i miei genitori. “Abbiamo delle buone notizie per lei, regina.” Esordisce mio padre, tacendo subito dopo. “Di che si tratta?” chiedo, scivolando quindi nel silenzio in attesa di una risposta. “Io e sua madre abbiamo riflettuto, e lei è ora libera di sposare lo straniero.” Continuò, sorprendendomi. Ad ogni modo, l’ultima parola che mio padre pronunciò mi fece irrigidire. “Sappiate che ha un nome.” Rispondo, rivolgendomi ad entrambi. “Quale sarebbe?” chiese mia madre, apparendo confusa. “Si chiama Jesse.” Continuai, mostrandomi leggermente stizzita. Sapevo che i miei genitori non avevano alcuna colpa, ma visti i miei sentimenti per lui, il fatto che si rivolgessero alla sua persona definendolo uno straniero, mi feriva, e si traduceva in una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Alcuni istanti dopo, ritrovai la calma, ricominciando a discutere con i miei genitori, così da riuscire a decidere la data del mio matrimonio. Dopo aver lungamente discusso, decidemmo che il mio matrimonio si sarebbe celebrato entro due mesi. Mi trovai quindi di fronte ad una libera scelta, secondo la quale, non avrei dovuto fare altro che avvisare i miei genitori non appena fossi stata pronta a celebrare le mie giuste nozze. Ringraziandoli quindi della loro clemenza, mi congedai da loro, raggiungendo lentamente la mia stanza. Mi lasciai quindi cadere sul letto, scivolando in un profondo sonno dettato dalla mia stanchezza unita alla mia indescrivibile felicità. Poco prima che riuscissi ad addormentarmi, un sorriso mi illuminò il volto. In cuor mio sapevo di essere finalmente libera di agire e amare, e sapevo che quella che stavo ora vivendo, era la realtà secondo il mio cuore.

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