Destino regale – CAPITOLO IX

Il ritorno di un principe

Il lento e pacato scorrere del tempo è il risultato dei cambiamenti che avvengono nel mondo. Con la stessa lentezza con cui lo stesso scorre, si assiste al sorgere del sole, alla nascita di un fiore, o anche alla formazione di un maestoso rilievo. Quest’oggi, la stagione autunnale ha inizio. Le foglie degli alberi hanno iniziato a cadere, depositandosi sul terreno sgombro o talvolta inumidito dallo scrosciare della pioggia. La magnifica quercia visibile fuori dalla mia finestra, ha perso ogni sua foglia, e tutte ora giacciono sull’erba del mio giardino, formando un tappeto di colori. Il sibilare del vento mi infonde tristezza e malinconia. Sperando di venir fuori dalla spirale di malessere in cui sono ormai caduta, siedo sul mio letto, iniziando a leggere. Mentre sono placidamente immersa nell’oceano di parole rappresentato dal romanzo che ora leggo, sento che qualcuno bussa alla mia porta. “Avanti.” Dico, evitando di distrarmi. Poco dopo, sento la porta aprirsi, e alzando lo sguardo, incrocio lo sguardo di mia sorella Georgia. “Posso disturbarti?” chiede, apparendo incerta. “Che hai da dirmi?” chiedo a mia volta, alzandomi in piedi e appoggiando il mio libro sul piccolo comodino presente nella stanza. “Si tratta di Charles.” Esordisce, iniziando quindi a tremare. “Che succede?” continuo, attendendo una risposta. “È proprio qui al castello, e vuole parlarti.” Risponde, con voce rotta dall’emozione. “Portami da lui.” Dico, esortandola a farlo. Subito dopo, scendiamo entrambe le scale, raggiungendo la sala del trono situata al piano inferiore. “Vorrei scambiare due parole con lei, regina.” Disse Charles, rivolgendosi educatamente a me. “A che proposito?” chiesi, decidendo di affrontarlo. “Perché non ha accettato la mia proposta di matrimonio?” chiese, attendendo una mia risposta. “La risposta è semplice, lei non è parte del mio futuro, e non lo sarà mai.” Dissi, sfidandolo con la voce e lo sguardo. “Non si libererà di me!” rispose, mostrando tutta la sua collera nei miei riguardi. Dopo aver ascoltato le sue parole, decisi di non replicare, dandogli le spalle e ordinando che venisse cacciato dal castello. “Portatelo via.” Dissi, in tono perentorio. Nello spazio di un momento, due dei miei servi obbedirono ai miei ordini, e quando le porte del castello vennero chiuse, mi augurai di non incontrarlo mai più. Un’altra manciata di preziosi secondi passò, ed io concentrai il mio sguardo su mia sorella Georgia. “Non sarà più un disturbo.” Le dissi, riferendomi al principe Charles. “Ne sei sicura?” mi chiese, dubbiosa. “Mai stata più sicura.” Risposi, iniziando a salire le scale che portavano alla mia stanza. Mi allontanai lentamente, e a mia sorella e ai miei genitori, non restava che guardarmi, ascoltando il suono dei miei passi affievolirsi ad ogni metro percorso. Una volta arrivata nella mia camera, ripresi a leggere sedendomi nuovamente sul letto. Ogni pagina che giravo, equivaleva ad un nuovo inizio, che io continuavo a desiderare per la mia vita. Ad essere sincera, leggere mi aiuta a riflettere, e al calar della sera, quando chiusi lentamente quel libro per poi poggiarlo su uno scaffale della mia libreria, imparai un’importante lezione. Molte sono le cose che nella mia vita hanno subito dei cambiamenti, a cominciare dalla mia famiglia, ora composta da due sovrani di nobile stirpe, e finendo con gli antagonisti che la caratterizzano, ora rappresentati dall’acido principe Charles. Ad ogni modo, volendo conservare il mio innato ottimismo, voglio semplicemente chiudere gli occhi e respirare a fondo, sperando quindi in un futuro migliore, dettato dalla mia felicità e non dall’aspro ed inaspettato ritorno di un avido principe.

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