Il mondo dei numeri – CAPITOLO XX

Nuove scoperte

È di nuovo estate, e sembra che ogni essere vivente oggi voglia esprimere la sua gioia a riguardo. L’aria e fresca, le giornate sono più lunghe e perfino la vita migliora. In questo preciso istante, tutto mi appare perfetto, e come in una nitida e colorata fotografia, nessun particolare è fuori posto. inoltre, sono venuta a sapere da mia madre che la mia vecchia amica Paris è da poco diventata mia vicina di casa. Per mia fortuna, nonostante i numerosi impegni che riempiono le mie giornate, sono riuscita a ritagliarmi del tempo per farle visita. La sua casa era davvero grande e accogliente, e non appena entrai Paris si sedette sul divano, invitandomi a fare lo stesso. Stringendomi nelle spalle, la imitai, iniziando quindi a parlare con lei. La nostra conversazione sembrò letteralmente durare in eterno, ma la cosa non mi toccava. Difatti, non la vedevo da più di un anno, e visto il solido rapporto di amicizia che abbiamo instaurato al campo estivo, la sua mancanza non ha tardato a farsi sentire. Parlandole, ho scoperto che la sua vita non è davvero cambiata, fatta eccezione per un dettaglio da lei stessa menzionato. “Mi sento diversa.” Mi ha detto, facendomi preoccupare. “Cosa intendi?” le ho chiesto, sperando che si spiegasse meglio. “Ogni cosa è diventata monotona.” Ha risposto, tacendo subito dopo. Guardandola negli occhi, verdi come un prato in primavera, provai una strana sensazione. Conoscendola, sapevo che era una persona davvero loquace, ragion per cui, il suo improvviso mutismo mi preoccupò. “Forse hai bisogno di distrarti.” Le dissi, rompendo il silenzio creatosi fra di noi. “Hai ragione.” Rispose, sorridendomi. Subito dopo, mi rimisi in piedi, dirigendomi verso la porta di casa. “Vai via?” chiese, apparendo triste e sconsolata.” “Se ti va posso restare.” Dissi, avendo la fortuna di vedere un sorriso illuminarle il volto. Tornando a sedermi, ricominciai a parlarle. Mossa da un’ improvvisa curiosità, Paris mi chiese informazioni riguardo alla mia vita, ed io risposi raccontandole ogni cosa nei minimi dettagli. Menzionai il mio felice matrimonio con Ethan, e il fatto di essere diventata madre del piccolo Joshua. “Lo sapevo.” Proruppe, non appena finii di parlare. “Come?” esclamai sorpresa. “Non avrei voluto dirtelo, ma ho scoperto una cosa.” Essendo ormai scivolata nel più profondo mutismo, effetto della mia confusione mentale, non rispondo, limitandomi a guardarla negli occhi. “Proprio come te, sono anch’io una Psiconauta.” Esordì, riprendendo a parlare dopo un silenzio durato per dei lunghi minuti. “Non è possibile! Ho sempre creduto che fossi un’umana!” finisco per rispondere, alterando forse inconsciamente il tono della mia voce. “Ti sbagliavi. “Tu non lo sai, ma ho il potere di entrare nella mente delle persone.” Disse, completando il suo discorso con un sorriso che mi fece letteralmente tremare. Dopo quanto mi era appena accaduto, avrei semplicemente voluto andarmene, così finsi di aver troppo da fare per stare con lei. “Devo andare.” Le dissi, dirigendomi per la seconda volta verso la porta di casa sua. Con mia grande sorpresa, Paris non rispose, lasciandomi fare. Una volta fuori da quella casa, mi richiusi la porta alle spalle, iniziando quindi a camminare verso la mia auto, che guidai fino al mio accogliente nido familiare. Quando vi giunsi, aprii la porta con velocità incredibile, andando subito alla ricerca di Ethan. “Cosa ti succede?” Chiese, notando che il mio volto era ancora provato dal terrore. “Si tratta di Paris.” Dissi, tentando invano di riprendere fiato. “Ha appena scoperto di essere come noi, e mi spaventa.” Continuai, con il corpo scosso da un irrefrenabile tremito. “Calmati.” Disse Ethan. “Andrà tutto bene.” Continuò, cingendomi un braccio attorno alle spalle. “Posso fidarmi?” chiesi, dubitando scioccamente delle sue parole. “Certo.” Rispose, sorridendo. In quel momento, riuscii finalmente a tornare ad essere me stessa, calmandomi di colpo. Dopo averlo abbracciato, salii le scale che portavano alla mia stanza, scegliendo di entrarvi e sedermi davanti al mio computer, riversando quindi la paura provata nel mio blog. Scrissi facendo scivolare velocemente le mie dita sulla tastiera, e sentendo che con ogni parola, la tensione si scioglieva come neve al sole. In breve tempo calò la sera, e mentre rimanevo sdraiata sul mio letto, capii una cosa. Per quanto strano avesse potuto sembrarmi inizialmente, conoscendo Ethan sono letteralmente entrata in un nuovo mondo, che ora non ha altro da offrirmi che innumerevoli occasioni e scoperte.

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