Il mondo dei numeri – CAPITOLO XIV

Il coraggio ed il perdono

Il tempo non cessa di scorrere, portandosi via giorni, mesi ed anni. Un’intera settimana è appena trascorsa, ed io continuo a crogiolarmi nel mio infinito dolore. Quest’oggi, ho tuttavia deciso di armarmi di coraggio, e prendere un’ennesima ma importante decisione. Il mio rapporto con Ethan si è incrinato quando ha scoperto del mio tradimento, e vorrei davvero che in cuor suo riesca a perdonarmi. Riflettendo, ho capito di aver commesso degli errori, ai quali voglio rimediare. Ora come ora, siedo pigramente dietro alla mia scrivania e navigo in rete, nel mero tentativo di sconfiggere la noia che riempie le mie giornate. Poco tempo dopo, decido di uscire dalla mia stanza, dirigendomi quindi verso l’ufficio della preside. Lo stesso, è un luogo al quale non accedo sovente, ma è ora l’unico posto in cui posso recarmi per un consiglio. Mi avvicino lentamente alla porta, abbassando lentamente la maniglia ed entrandovi. “Signorina Davis! Cosa la porta qui da me?” chiese la preside, apparendo visibilmente sorpresa. “Sono qui per un consiglio.” Risposi, con un tono che lasciava trasparire la mia educazione. “Riguardo a cosa?” continuò la Delacour, ora incuriosita dalla mia richiesta. “Alla mia salute.” Ammisi, provando una leggera vergogna. “Mi segua.” Disse, ritornando seria. Silenziosa come un topo che si aggira furtivo in un’abitazione, annuii, iniziando a seguire i suoi passi. Lentamente, mi condusse nell’infermeria del collegio, dove mi lasciò subito dopo avermi affidata alle cure di una dottoressa. “La aiuti in ogni modo possibile.” La ammonì, prima di andarsene richiudendosi la porta alle spalle. Mi sedetti occupando una sedia vuota accanto alla scrivania della dottoressa, e subito dopo arrossii leggermente. Mi vergognavo come una ladra, ma al contempo sapevo che la decisione che stavo per prendere era la migliore. Dopo aver preso un profondo respiro e deglutito sonoramente, decisi di parlare, confessando tutto. “Vorrei abortire.” Dissi, abbassando il capo per la vergogna e lo spavento. “Dici sul serio?” chiese la dottoressa, in tono confidenziale.” In quel momento, mi limitai ad annuire, pregandola quindi di aiutarmi. “Sdraiati.” Disse, indicando un lettino posto appena dietro di me. Senza proferire parola, decisi di obbedire, assumendo la più comoda delle posizioni. Aspettai quindi le istruzioni dell’infermiera, così da capire quale fosse il prossimo passo da compiere. “Sta ferma e respira normalmente.” Continuò, appoggiandomi una mascherina sul volto. Fu quindi questione di pochi minuti, e finii per cedere all’effetto dell’anestesia. Mi svegliai dopo circa un’ora, rimanendo positivamente colpita dalle parole della dottoressa.  “È tutto finito.” Disse, sorridendomi. “Puoi tornare nel tuo dormitorio, informerò io la preside.” Continuò, accompagnandomi alla porta. L’ultima frase che pronunciò mi fece letteralmente rabbrividire. Non potevo assolutamente lasciare che la Delacour scoprisse tutto, ragion per cui, tentai più volte di impedirlo. “Lo farò io.” Continuavo a ripetere, nella speranza di essere ascoltata. Andai avanti con tale assurda preghiera per interi minuti, e finalmente vidi la dottoressa desistere. Lasciai quindi il suo studio, dirigendomi verso la mia stanza. Durante il cammino, vidi Ethan. Si aggirava guardingo per i corridoi, e non appena mi vide, mi salutò. “Ti stavo cercando.” Disse. A quelle parole, sorrisi spontaneamente, guardandolo negli occhi, che ora brillavano per la contentezza. “Possiamo parlare?” chiese, mostrandosi leggermente intimorito. “Certamente.” Risposi, annuendo e regalandogli un secondo sorriso. Subito dopo, Ethan mi prese per mano, e mi condusse nella sua stanza. Ad essere sincera, avevo altri piani per quel pomeriggio, ma decisi comunque di non ribellarmi, seguendolo senza fiatare. Quando arrivammo, mi fece sedere sul letto, imitandomi dopo qualche secondo. Fu questione di un attimo, e le nostre mani si unirono. Ci guardammo negli occhi, e la solennità di quel momento fu coronata da un bacio. Era passato del tempo dall’ultima volta in cui Ethan aveva mostrato questo tipo di comportamenti nei miei confronti, ed ero felice, ma anche timorosa. Dopotutto, ci eravamo lasciati, ed ero certa che nutrisse ancora dell’astio nei miei riguardi. Ad ogni modo, non riuscii ad oppormi a quanto stava accadendo, e lasciai quindi che i miei sentimenti per lui avessero la meglio su di me. Il nostro amore prevalse, e presto calò la sera. La luce della splendida luna illuminava i nostri caldi corpi, e sembrava che nulla potesse distrarci dal nostro amore. Ethan ed io eravamo finalmente insieme, e il silenzio, spezzato solo dal ritmico battito dei nostri cuori, regnava attorno a noi. Dopo alcuni minuti, ci lasciammo completamente andare, crollando spossati sul letto, l’uno fra le braccia dell’altra. Quella magica notte era stata meravigliosa, e un senso di sicurezza si faceva strada nel mio cuore. Avevo finalmente compreso la realtà e i suoi valori, fra cui l’importanza del coraggio e del perdono.

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