Il mondo dei numeri – CAPITOLO VII

Realtà strazianti

Un nuovo giorno è in procinto di iniziare, ed io mi sveglio lentamente da un sonno tormentato e privo di sogni. In questa radiosa mattinata estiva, le mie amiche hanno il volto illuminato da un sorriso, mentre io mi sento come se l’intero mondo fosse appena collassato, schiacciandomi inesorabilmente sotto il suo peso. Difatti, anche compiendo sforzi sovrumani, non avrei mai potuto immaginare il tipo di vita che Ethan è costretto a vivere, rimanendo a stretto contatto con la Delacour, con la quale, ha un legame di sangue. Ultimamente, seppur scaturendo da ragioni diverse, i nostri sentimenti sono davvero simili. Entrambi, proviamo infatti una tristezza quasi disarmante. Anche oggi, ho deciso di saltare la colazione, così da rimanere chiusa nella mia stanza e aver modo di riflettere. Ora come ora, sono pigramente seduta sul mio letto, e il mio computer giace sulle mie gambe, che non oso muovere per evitare che cada. Lo schermo emette una forte luce, e sembra che neppure la colorata immagine presente sullo stesso, riesca a migliorare il mio pessimo umore, strappandomi un sorriso. Il mio volto è ora cupo, e contratto in una smorfia dimostrante la mia tristezza. Visto il mio attuale stato d’animo, ho anche rinunciato ad aggiornare il mio blog, poiché sento di non avere neppure la forza di farlo. Sospirando, appoggio il portatile sulla scrivania, e raccogliendo tutto il mio coraggio, sguscio fuori dalla porta della stanza, dirigendomi lentamente verso quella di Ethan. So bene di stare inequivocabilmente contravvenendo al regolamento dettato dalla preside, ma ciò non mi tocca, poiché Ethan è davvero troppo importante per me. Un incontro puramente casuale ci ha avvicinato, e ha fatto sì che una splendida amicizia nascesse. Inoltre, malgrado il mio essere estremamente timida, tendo a formare legami molto solidi con le persone, arrivando grazie alla mia sensibilità, a capire come si sentono, e comportarmi di conseguenza. Per questa semplice ragione, ho deciso di raggiungere Ethan nella sua stanza, e provare a parlargli. Camminavo lentamente nel corridoio, e dopo pochi passi, raggiunsi la sua camera. Trovando la porta chiusa, decisi di bussare, e fui felice quando la stessa venne aperta da Ethan in persona. “Come ti senti?” gli chiesi, dopo averlo salutato. “Bene.” Si limitò a rispondere, fallendo nel misero tentativo di nascondere la sua evidente tristezza. Dopo alcuni secondi, lo vidi sedersi accanto al suo letto, e assumere un’espressione pensosa. Provando istintivamente pena per lui, mi sedetti al suo fianco, cingendogli un braccio attorno alle spalle. Ad ogni modo, il mio tentativo di confortarlo fallì, poiché lui si ritrasse inaspettatamente. Mi limitai quindi a guardarlo con occhi colmi di stupore, apparendo leggermente spaventata. “Scusa.” Mi disse, riavvicinandosi subito a me. “Mia madre ha scoperto tutto.” Aggiunse, guardandomi a sua volta negli occhi. A quelle parole, sussultai letteralmente. “E adesso?” chiesi, sperando che perdonasse la mia ignoranza. “Ho trasgredito le regole, e lei ha preso una decisione orribile. Lo ascoltavo parlare, senza neanche tentare di interromperlo, e invitandolo a continuare con leggeri movimenti del capo. “Secondo lei, c’è solo una cosa da fare.” Aggiunse, facendomi gelare il sangue nelle vene. Mantenevo un religioso silenzio, attendendo pazientemente che completasse il suo discorso. “Andrò in Francia dai miei nonni.” Ammise, abbassando conseguentemente lo sguardo. “Ma è meraviglioso! Tu ami viaggiare!” risposi, mostrandogli tutta la mia felicità. “No, Esma. Se parto non tornerò più.” Disse, apparendo perfino più freddo della candida e luccicante neve dicembrina. Dopo aver ascoltato quelle parole, mi avvicinai quasi istintivamente, e lo strinse nel più forte degli abbracci. I pochi istanti che passai fra le sue braccia parvero positivamente infiniti, e per tale ragione, avrei davvero voluto che il tempo si fermasse. Purtroppo, anche questa mia preghiera venne tristemente ignorata, ed io non potei fare altro che arrendermi a tale evidenza. Colta da un momento di improvvisa ma motivata tristezza, mi rimisi lentamente in piedi, per poi dirigermi verso la porta della sua stanza, aprirla, e andar via, lasciando Ethan in compagnia della sua stessa e mera solitudine. Ogni mio passo era ora una sofferenza, che mi trovai ad ogni modo costretta a soffocare, non volendo apparire debole ai suoi occhi. Ad ogni modo, dopo un tempo letteralmente infinito, raggiunsi la mia stanza, e sedendomi sul letto, lasciai che tutto il mio dolore venisse lentamente trasferito all’interno del mio blog. Lo stesso, è una sorta di diario, letteralmente colmo di frasi che esprimono impeccabilmente i miei sentimenti. La notizia che ho appena ricevuto è davvero incredibile, poiché non avrei mai potuto pensare che la Delacour potesse essere capace di adottare misure così drastiche. A quanto sembra, il suo unico scopo è allontanare Ethan da me. Ad ogni modo, sembro non aver voce in capitolo, pertanto non posso in alcun modo impedirlo. Parlando con Ethan, ho scoperto che alla sua partenza mancano due mesi, e anche se questo lasso di tempo risulta essere relativamente lungo, non credo di poter in alcun modo sopportare il lento scorrere del tempo ben sapendo cosa mi aspetta. Concedendomi quindi qualche minuto per riflettere, sono giunta ad una singola e semplice conclusione. Sono ben consapevole di non poter fermare il tempo, ma so che la mia buona stella ha deposto un asso nella mia manica. Per questa ragione, ho deciso di passare ogni momento del mio tempo libero con lui, così da poter pensare ai giorni trascorsi al  suo fianco prima della sua imminente partenza. Ora come ora, non mi resta altro da fare che mantenere la calma, e accettare lentamente questa realtà così straziante.

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