Il mondo dei numeri – CAPITOLO IX

Il prosieguo della vita

Un’altra settimana passa lentamente, e parte di me sembra essere ormai sparita. Ora come ora, la mia tristezza è tale da aver fatto perdere importanza anche alle azioni più semplici e basilari. Affronto ogni giornata con il viso mesto e corrotto dal dolore. Paris e Nicole mi offrono un valido sostegno morale, che accetto rimanendo in silenzio. Il tempo scorre inevitabilmente, e i giorni sembrano letteralmente infiniti. Mi sveglio ogni mattina, e il mio umore non cambia. La monotonia che apprezzavo è ora divenuta odiosa, e nulla sembra valere alcuno sforzo. Secondo le mie amiche, dovrei imparare ad accettare l’assenza di Ethan, ma tutto ciò per me è impossibile. Insieme, io e lui abbiamo condiviso molte esperienze e momenti felici, e sapere che ora non possiamo più farlo, mi avvilisce. Ad ogni modo, ho deciso di provare a dar retta alle mie amiche, tentando di riaccendere il mio sorriso, ormai spento come la luce di una candela smorzata da un soffio di vento. Questa mattina mi sono svegliata, e ho raggiunto la sala da pranzo assieme a loro. Nella stessa, aleggiava la solita cupa e lugubre atmosfera degna di un cimitero, ma essendo pervasa da un grande ottimismo, decisi di ignorare tale dettaglio, consumando il mio pasto come di consueto e discutendo animatamente con le mie amiche. Ad ogni modo, pur provando a dimenticarlo, non riuscivo in alcun modo a smettere di pensare ad Ethan. Trovo incredibile il fatto che sia stato costretto ad andarsene e lasciarmi completamente da sola proprio dopo avermi dichiarato i suoi sentimenti. Rieccomi quindi nella posizione di stallo che non occupavo da lungo tempo. Continuavo a concentrare il mio pensiero e le mie energie su di lui, quando improvvisamente un rumore di passi mi distrasse, spezzando la mia concentrazione come una vecchia e arrugginita catena metallica. Con velocità inaudita, mi voltai verso la fonte di quel rumore, scoprendo che un ragazzo stava lentamente facendo il suo ingresso in sala da pranzo. Aveva i capelli rossi e gli occhi di un castano mai visto. I suoi comportamenti rispecchiavano alla perfezione quelli di Ethan. Difatti, anche lui scelse di sedersi in un tavolo in fondo alla sala, ed era così timido da non avere il coraggio di parlare con nessuno. Esisteva tuttavia un unico particolare che rendeva quel ragazzo dissimile da Ethan. Proprio come me, lui amava leggere, e per questa ragione portava sempre con sé un libro. Mi concessi alcuni secondi per guardarlo negli occhi, e notai che il testo che ora teneva sul tavolo, era caduto per terra. Il libro cadde con un tonfo, ma nessuno si degnò di raccoglierlo. Vedendo come le altre ragazze lo ignoravano, venni mossa a compassione, e decisi di alzarmi e aiutarlo. Raccolsi quindi quel tomo da terra, e procedetti a restituirglielo. Quando rialzai lo sguardo lui ne approfittò per ringraziarmi, ed io gli sorrisi. Dopo alcuni secondi, decise di presentarsi, dicendomi di chiamarsi Richard. Dopo avergli regalato un secondo sorriso, decisi di allontanarmi, tornando quindi a sedermi accanto alle mie amiche. “Sei stata gentile.” Disse Paris, guardandomi negli occhi. “Ti ringrazio.” Le risposi, rivolgendo nuovamente il mio sguardo verso Richard. Aveva appena finito di mangiare, ed era intento a leggere. Sembrava che la lettura stesse lentamente assorbendo tutte le sue energie, poiché nulla sembrava essere in grado di disturbarlo. Ad ogni modo, decise di alzare gli occhi dal suo libro per un singolo istante, unicamente per salutarmi. Ricambiai il suo gesto con un cenno della mano, e ciò che accadde poco dopo mi sconvolse. Richard aveva posato il suo libro sul tavolo, e si stava lentamente avvicinando a me. “Posso sedermi?” chiese, posando il suo sguardo su di me. “Certamente.” Risposi, avvicinandogli una sedia. Trovando il mio gesto davvero gentile, Richard non potè fare a meno di sorridere. Dopo alcuni secondi, Richard iniziò a pormi svariate domande, ma una in particolare catturò la mia attenzione. “Ti piaccio?” mi chiese, tacendo subito dopo. Continuando a guardarmi, attendeva una risposta, eppure io non riuscivo a dargliela. “Sei una bella persona. Risposi, sperando che la sua autostima non subisse un crollo pari a quello di un palazzo in via di demolizione. “Grazie.” Disse, mostrando un ampio sorriso. “Ci vediamo più tardi.” Aggiunse, alzandosi e tornando a sedersi al suo posto. Posando lentamente il mio sguardo su di lui, non risposi, limitandomi a salutarlo con un cenno della mano. Non appena Richard si fu allontanato, Nicole mi guardò negli occhi, indicando quindi Richard con un cenno del capo. “Ti piace, non è vero?” chiese, punzecchiandomi volutamente. “Sta zitta!” dissi, scoppiando a ridere e arrossendo. “A noi puoi dirlo.” Intervenne Paris, apparendo visibilmente seria e curiosa. “Credo di sì.” Risposi, abbassando conseguentemente la testa.” “Perché non gliel’hai detto?” chiese Nicole, con aria interrogativa. “Come avrei potuto?” risposi, ponendole una seconda domanda. “Hai ragione.” Proruppe Paris, decidendo di difendermi. A quelle parole, sorrisi, scegliendo di consumare la mia colazione così da poter tornare nella mia stanza. Vi arrivai in pochi minuti, e mi sedetti davanti al computer, sperando di aver ricevuto almeno un’e-mail da Ethan. Con mia grande sorpresa, ne notai una. Dopo quanto era successo con Richard, non avrei davvero voluto aprirla, ma venendo tradita dai miei sentimenti, ci cliccai sopra. La stessa, appariva come una sorta di lettera d’amore. Difatti, era composta da frasi che riflettevano i suoi sentimenti nei miei confronti. Lui mi amava davvero, ed io potevo esserne finalmente sicura. Ad essere sincera, anche se la sua partenza è avvenuta appena una settimana fa, Ethan mi manca tantissimo. La nostra relazione andava a gonfie vele, ma l’amaro destino ha giocato le sue carte, facendo in modo che la stessa prendesse una piega alquanto incerta. Ora come ora, mi trovo in una posizione di netto e totale stallo. È come se il mio cuore sia ora diviso in due. Da un lato c’è Ethan, il mio fidanzato, e dall’altro Richard, un ragazzo davvero gentile e premuroso nei miei confronti. Sono ben consapevole di dover trovare una soluzione, e a tale scopo ho deciso di prendermi del tempo solo per me, così da poter riuscire a riflettere tranquillamente. Per questa ragione, ho ripetuto le stesse azioni del passato, scegliendo di chiudermi a chiave nella mia stanza e avere la mia stessa solitudine come unica compagnia. Ho passato quindi l’intera notte a riflettere, ammirando il cielo stellato fuori dalla finestra. Per qualche strana ragione, un astro brillava più degli altri, e aveva per me un significato. Quella stessa e lucente stella, riportava alla mia mente il pensiero di Ethan. Guardando il cielo, iniziai un soliloquio colmo di realismo, secondo il quale, date i miei sentimenti per lui, non avrei mai potuto tradirlo. Mi svegliai la mattina dopo, cin un pensiero fisso nella mente. Dovevo assolutamente parlare con Richard, e dirgli tutta la verità su Ethan e me. Ad ogni modo, sapevo che non avrei potuto parlare di qualcosa di così importante di fronte alle altre collegiali, ragion per cui, decisi di condurlo nella mia stanza subito dopo la colazione. “Cosa devi dirmi?” chiese, dopo avermi raggiunta. “Richard, devi sapere una cosa.” Esordii, respirando quindi a fondo. “Io e te non possiamo stare insieme.” “Perché?” continuò, apparendo dubbioso e confuso. “Sono fidanzata.” Ammisi, guardandolo negli occhi. “Non posso starti lontano, Esma.” Disse, avvicinandosi subito a me. Rimanendo perfettamente immobile, non risposi, assistendo ad una scena che non dimenticherò mai. Richard fece qualche passo in avanti, e dopo avermi preso per mano, mi baciò. In quel preciso istante, non sapevo davvero in che modo reagire. Sapevo bene di non amarlo, ma per qualche strana ragione, non riuscivo a staccarmi da lui. Fu questione di pochi attimi, e una valanga di azione si susseguì. Nello spazio di un momento mi ritrovai sdraiata sul letto, con Richard che continuava a stringermi e baciarmi. In quel preciso istante, mi stava mostrando tutto il suo amore, ed io non sapevo cosa fare. Delle lacrime mi bagnavano il viso, poiché ero consapevole di stare tradendo il mio fidanzato, e al contempo sapevo di non poter controllare ciò che mi accadeva. Il tempo continuava a passare, ed io finii per passare un’intera notte con Richard. Non avevo idea di ciò che sarebbe accaduto con l’andar del tempo, ma ero sicura di una cosa. Il mio incontro con Richard aveva appena segnato il prosieguo della mia vita.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *