Il segreto della musica – CAPITOLO XXIV

L’epilogo dei miei giorni

Un altro lungo e lugubre mese è ormai passato, e Bubbles è ormai scomparso dalla mia vita come una fresca impronta nella neve, ormai cancellata dall’inesorabile soffio del vento. Era davvero un ottimo amico e compagno, e adesso che se n’è andato, gli unici ricordi che ho di lui sono la sua ormai vuota gabbia, e la miriade di saggi e utili consigli che mi ha lasciato in eredità. La sua morte è stata davvero un evento inaspettato, che ha toccato il cuore di tutti noi. Ad ogni modo, la persona che sembra essere più provata da tale evento, è oltre a me mia figlia Destiny, che ha amato quel coniglio fin dal primo momento. Bubbles ci ha lasciati esattamente un mese fa, e da allora la nostra tristezza non ha mai accennato a diminuire. Julius cerca di confortarmi, continuando a ripetere che un giorno troverò un nuovo famiglio, ma io non ne sono affatto convinta. “C’è ancora Luna.” Ripete, lasciando sempre che quella calma e serafica gatta bianca mi si sdrai pacificamente in grembo. Tutte le volte, io non rispondo, limitandomi ad abbassare lo sguardo ed emettere un lungo e avvilente sospiro, segno di inequivocabile e somma tristezza. Alzandomi lentamente dalla poltrona in cui ora siedo, decido di dirigermi verso la mia stanza, in maniera tale da non mostrare le mie amare e scarlatte lacrime a Destiny, la quale, sta ora accarezzando Luna al mio posto. Le emozioni sono parte integrante della nostra anima, e nel caso di noi Figli della Musica, le stesse assumono un valore ancora più importante. Per noi, sentire un peso sul cuore, o avere lo stomaco attanagliato da angoscia, paura e sentimenti negativi, non sono semplici e meri modi di dire, ma realtà che viviamo giornalmente. Il dolore e la gioia ci caratterizzano, formando quindi di giorno in giorno, quello che in un futuro non troppo lontano, si rivelerà essere parte di noi, proprio come il pezzo mancante di un puzzle, o la colorata e vitrea tessera di un mosaico, meraviglioso e freddo al tempo stesso. Tutto quello che io desidererei ardentemente in questo preciso istante, non è che un isolato angolo, dove rimanere completamente da sola e pensare, facendo sì che mille ricordi mi ritornino in mente, e rimembrando quindi ogni aspetto della mia vita. Un posto dove recarmi nei momenti bui, al quale posso accedere unicamente attraverso il pensiero, un luogo sicuro, dove so di poter finalmente riuscire a liberare il mio fragile e ferito animo dai pesi che lo tengono saldamente ancorato al gelido terreno. Un angolo tranquillo, dove sedermi e pensare, scrivendo, parola per parola, riga dopo riga, e pagina dopo pagina, il meraviglioso epilogo dei miei giorni.

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