Il segreto della musica – CAPITOLO XX

Speranze e imprevisti

Sono sveglia e vigile come ogni notte, e poso il mio sguardo sulla piccola Destiny, la quale, in questo momento dorme beatamente accanto a me. Il silenzio che regna attorno a me, è spezzato dal respiro di mia figlia, che ha sempre avuto dei problemi a farlo, a causa di una grave malattia cardiaca di cui soffre dalla nascita. Rimango completamente immobile ad osservarla, mentre respira a fatica. Venendo colta alla sprovvista da tale evento, sveglio subito Julius, il quale, accorgendosi di quanto sta accadendo, provvede a prendere in braccio Destiny, sperando di calmarla e aiutarla a respirare. Dopo alcuni secondi, noto che il respiro e il battito cardiaco di mia figlia si regolarizzano, e provo un profondo senso di sollievo a riguardo. Con il passare del tempo, Destiny sta crescendo, rispettando fortunatamente ogni singola tappa della sua crescita. Difatti, ha appena compiuto due anni, e nonostante la sua malattia, si comporta come ogni bambina della sua età. È una bambina molto curiosa, e ama scoprire il mondo che la circonda. Ad ogni modo, sono felice di sapere che mia figlia sta lentamente migliorando. Personalmente, amo vederla camminare in giro per casa, e sentirla parlare con me, mentre arricchisce di giorno in giorno il suo vocabolario. L’unica pecca è che gli altri bambini che conosce la prendono in giro, poiché a loro dire, lei non tiene il loro passo. Tale consapevolezza ci avvilisce entrambe. So bene che Destiny vorrebbe essere una bambina normale, senza alcuna limitazione fisica, ma purtroppo, questo suo desiderio non si realizzerà mai. Ad ogni modo, mi ripeto che è una bambina forte, e che in qualche modo riuscirà a superare questo durissimo scoglio. Destiny possiede una notevole forza d’animo, unita ad una determinazione di proporzioni incredibili. Essendo sua madre, non posso che sentirmi ogni giorno orgogliosa e fiera di lei, poiché recentemente ha trovato il modo di mettere a tacere tutti i bambini che osano prendersi gioco di lei. Non urla, non alza la voce, ma li allontana silenziosamente, facendoli progressivamente scomparire dalla sua vita. Con questi ingegnosi espedienti, Destiny sta lentamente costruendo la sua indipendenza, garantendosi quindi, una certa dose di libertà. Volendo dimostrarle quanto sono fiera di lei, le ripeto giornalmente che le voglio bene, non dimenticando mai di dirle qualcosa di ancora più importante. Difatti, data la lunga lista di difficoltà che è costretta ad affrontare, mi sono presa la libertà di dedicarle una frase, che secondo il mio pensiero è ricca di significato. Difatti, Julius ed io esprimiamo giornalmente l’affetto che proviamo nei suoi confronti, ripetendole che è una bambina speciale, e facendole quindi capire, con parole semplici e adatte alla sua giovane età, che se le persone attorno a lei storcono il naso alla sua vista, o la deridono e feriscono attraverso l’uso delle parole, deve fingere la loro inesistenza, poiché i banali pezzi di vetro provano invidia nei riguardi dei preziosi diamanti. Di giorno in giorno, la piccola Destiny continua ad imparare, facendo tesoro di ogni mio insegnamento. Difatti, nonostante la sua giovane e tenera età, sembra davvero essere molto più matura. Da ormai lungo tempo, Julius ed io siamo costantemente disturbati da un singolo e nefasto presentimento. Una flebile voce all’interno dei nostri fragili animi, continua infatti a ripeterci che Destiny va salvata prima che sia troppo tardi. Entrambi vorremmo davvero sapere quale sia il prossimo passo da compiere, così come la nostra prossima meta. Ad ogni modo, volendo mantenere viva la mia positività, assieme alle mie ormai morenti speranze, mi sono rivolta a mia madre, la quale, sembra essere l’unica persona disposta ad aiutarmi. La stessa, ha finalmente trovato il coraggio di rivelarmi un segreto che aveva finora taciuto. La vidi quindi posare il suo sguardo su di me. “So che cos’ha tua figlia, e posso aiutarla.” Disse, in tono solenne. Ad ogni modo, non potei evitare di guardarla negli occhi, pur senza capire. “Sono una Guaritrice.” Aggiunse, con lo stesso tono utilizzato fino a poco prima. In quel preciso istante, Julius fece il suo ingresso nella stanza. Dopo alcuni secondi, notai che proprio dietro di lui, c’era la piccola Destiny. Aveva trotterellato accanto al padre fino a quel momento, e non potei evitare di lasciarmi sfuggire un genuino e luminoso sorriso, quando mi accorsi che lui le stava tenendo la mano. Pochi istanti dopo, mia madre chiese alla bambina di avvicinarsi a lei. La bambina obbedì senza fiatare, iniziando quindi a muovere qualche passo verso la nonna. Quando finalmente la raggiunse, lasciò che la stessa le prendesse la mano. Subito dopo, intravidi uno strano bagliore provenire dalle mani di mia madre. Tacendo la mia scoperta, non osai parlare, guardando mia madre negli occhi. “Come ti senti?” chiesi a Destiny, dubbiosa e preoccupata. La bambina non rispose, limitandosi ad annuire e sorridere. Interpretai quindi quel responso come positivo, non potei evitare di sorridere a mia volta. “Cos’è successo?” chiesi a mia madre, stranita dall’accaduto. “L’ho guarita.” Rispose, sorridendo debolmente. In quel preciso momento, Julius ed io ci scambiammo un occhiata d’intesa. Ad un tratto, mia madre mi si avvicinò, ed io la strinsi in un abbraccio. Ero davvero felicissima. Difatti, mia madre era riuscita a guarire mia figlia, soltanto grazie all’utilizzo dei suoi poteri. Finalmente, Destiny poteva essere considerata al pari di ogni altra bambina, poiché è finalmente riuscita a vincere la lotta contro la sua malattia. Sa bene di essere finalmente guarita, e per tale motivo, continua a ripetermi che non sarà mai abbastanza grata a sua nonna. Se non fosse stato per il suo intervento, infatti, la piccola Destiny sarebbe sicuramente morta. Julius ed io, non potremmo chiedere di meglio. La nostra amata bambina ha finalmente visto la luce alla fine di questo tunnel, e sembra che non esista modo di esprimere la nostra felicità. Ad ogni modo, un ennesimo e tuttavia negativo presentimento, fa in modo che un orribile pensiero si faccia strada nella mia mente. Difatti, non vedo Camille dalla nascita di Destiny, e ciò mi porta inconsciamente a pensare che stia tramando qualcosa contro di me, proprio come ai tempi del liceo. Quella serpe bruna è una Rinnegata, ossia l’esatto contrario di noi Figli della Musica. I suoi genitori sono la causa della morte di mio padre, e da quando l’ho scoperto, mi chiedo giornalmente cosa potrebbe accadere. In questo preciso momento, io e Julius siamo sicuri di una cosa. Sappiamo bene infatti di aver ripristinato le nostre speranze, così come i nostri dubbi. Inoltre, siamo perfettamente consapevoli di essere circondati da persone che ci amano, e che sono pronte ad aiutarci e sostenerci su ogni fronte. Ad ogni modo, per qualche strana ragione, un nuovo pensiero inizia a galleggiare nella mia testa, potendo quindi essere paragonato ad una soffice e bianca nuvola sospesa nel cielo azzurro. Per un’infinita serie di motivazioni, so che assieme alla mia felicità e alle mie speranze, anche tantissimi imprevisti stanno per tornare a far parte della mia vita.

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