Il segreto della musica – CAPITOLO XVI

Realtà da affrontare

Alto nel cielo, il sole splende, mostrando la sua forza e la sua determinazione nel ripristinare gli equilibri universali. Ogni giorno, prende il posto della luna, scaldando con i suoi raggi il terreno, così come fa con la mia morbida pelle. Tre settimane sono ormai passate, e io non mi sento affatto in forma. Oggi infatti, ho in mente di non andare a scuola. Ad ogni modo, mia madre è fermamente convinta che stia fingendo, e che la mia sia solo una montatura, così mi costringe ad andarci, accompagnandomi in auto. Durante il viaggio, la prego di tenere aperti i finestrini, sperando che la fresca e pura aria mattutina mi riempia i polmoni, liberandomi, almeno parzialmente dal dolore di stomaco di cui soffro ormai da tempo. La stessa, si stringe nelle spalle, esaudendo il mio desiderio. Come se il dolore allo stomaco non fosse abbastanza, allo stesso si aggiunge anche un terribile dolore alla schiena, che sono costretta a sopportare appoggiandomi contro il sedile dell’auto. Una volta arrivata a scuola, le cose sembrano peggiorare. I dolori di cui soffro mi portano un inspiegabile senso di nausea, a causa del quale, sono costretta a rimettere più di una volta. Dopo essere uscita dall’aula varie volte per quello scopo, i miei compagni iniziano ad avere dei sospetti. Julius e Sophia, in particolare, continuano a chiedermi come mi sentissi, e cosa ci fosse che non andava. Non volendo che entrambi si preoccupassero inutilmente, continuavo a minimizzare ogni cosa, ritenendo infondato ognuno dei loro sospetti. Sfortunatamente, per la terza volta consecutiva, sono costretta a uscire dall’aula a causa dei miei problemi di salute. Quando finalmente ritorno, appaio pallida agli occhi di Julius. “Come ti senti?” mi chiede, preoccupato. “Male.” Ho la sola forza di rispondere. Tutte le mie energie sono prosciugate dal mio stato di salute, perciò non posso fare altro che biascicare frasi tenendo basso lo sguardo. Un’acuta fitta di dolore alla testa mi frastorna, e non riesco a fare altro che lamentarmene. “Non hai una bella cera.” Mi disse, con lo stesso tono. “Lo so.” Risposi, con la voce corrotta dal dolore. Nel tentativo di risollevarmi il morale, Julius mi sorride, e il suo espediente funziona. Sorrido infatti a mia volta, stringendogli istintivamente la mano. Rispondendo al mio tocco, Julius stringe ancora più forte. Gli sorrido per una seconda volta, venendo ad ogni modo distratta dallo sguardo indagatore di Sophia. Mi volto quindi verso di lei, che guardandomi, si stringe nelle spalle. La conosco come il palmo della mia mano, e so che quello è il suo modo di nascondermi qualcosa. Per tale motivo, attendo il suono della campanella dell’intervallo per parlarle.“Hai qualcosa da dirmi?” le chiesi, dubbiosa.” “Sì.” Rispose, con sincerità inaudita. “Parla pure.” Le dissi, aspettando che ricominciasse a parlare. “Tu non stai bene, e non puoi continuare a negarlo.” Mi disse, diventando improvvisamente seria. “Hai perfettamente ragione.” Le risposi, evitando il suo sguardo. “Ho qualcosa da dirti.” Affermai, con voce rotta dall’emozione. Ascoltandomi in silenzio, Sophia non proferì parola, invitandomi a continuare con un gesto della mano. “Sai tenere un segreto?” le chiesi, tacendo subito dopo. “Sarò una tomba.” Mi disse, sorridendomi. Trassi conforto dalle sue parole, ragion per cui, presi un profondo respiro e le dissi la verità. “Sono incinta.” Le dissi, sospirando. Proprio in quel momento, vidi Sophia sbiancare. Non riusciva a crederci, e pensai che si sarebbe arrabbiata, ma inaspettatamente, si avvicinò a me, abbracciandomi. “Congratulazioni.” Mi disse, sorridendo. “Chi è il padre?” mi chiese subito dopo. “Julius.” Ammisi, abbassando di nuovo lo sguardo. “Gliel’hai detto?” chiese, guardandomi negli occhi. “No. Non ne sa nulla.” Dissi, con un tono che lasciava trasparire chiaramente la mia tristezza. “Devi assolutamente farlo!” mi disse, apparendo incredibilmente seria. “Ho paura.” Confessai, giustificandomi. “Crystal, non puoi nasconderglielo per sempre.” Aggiunse, posando una mano sulla mia spalla. “Hai ragione.” Le risposi, ringraziandola della comprensione e lasciando subito l’aula. Camminavo per i corridoi scolastici, incontrando Julius dopo pochi passi. Lui stesso, mi salutò non appena mi vide, abbracciandomi e stringendomi forte a sé. “Possiamo parlare?” gli chiesi.” Certo!” rispose, in tono felice. Subito dopo, lo presi per mano, attraversando il corridoio fino ad arrivare nel cortile della scuola. “Siamo finalmente soli.” Esordii. “Cosa dovevi dirmi?” mi chiese Julius, regalandomi un ampio e luminoso sorriso. Subito dopo, mi si avvicinò, prendendomi dolcemente per mano. “Ti prego di ascoltarmi, perché è la pura verità.” Dissi, trattenendo un fiume di lacrime che sapevo avrebbe sicuramente straripato. Julius mantenne il silenzio, rafforzando la presa che esercitava sulla mia mano. Presi quel gesto come una risposta positiva. “Noi due avremo un bambino.” Gli dissi, sentendo il mio animo liberarsi dei pesi che lo opprimevano. Dopo aver ascoltato le mie parole, Julius mi lasciò le mani, pronunciando parole alle quali non riuscivo a credere. “Mi dispiace, Crystal, non posso farlo.” Disse. Allontanandosi quindi da me e lasciandomi completamente sola. Tentai di fermarlo, ma senza successo. In preda alla tristezza, mi appoggiai contro un muro, iniziando quindi a versare lacrime figlie di un dolore mai provato prima. Le osservavo mentre cadevano copiose in terra, bagnando il freddo e arido cemento. Sconsolata e amareggiata, mi incamminai verso la mia aula, che raggiunsi lentamente. Dopo quanto mi era accaduto, non mi importava di essere arrivata in classe in ritardo, né di ciò che i compagni ora pensano di me. Non credo che esistano parole capaci di descrivere il dolore che ora provo. Sono stata appena lasciata dal ragazzo che amo, e presto sarò anche madre del nostro bambino. Julius ha deciso di uscire dalla mia vita dopo aver scoperto la mia condizione, lasciandomi quindi da sola con questa nuova realtà da affrontare.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *