Il segreto della musica – CAPITOLO XII

Indecisione

È notte fonda. Nella mia stanza regna il silenzio, ed io sono completamente immobile nel mio letto. Respirando piano, lascio che il tepore delle coperte mi avvolga, infondendomi sicurezza. Questa sera il freddo mi gela il sangue, impedendomi qualunque tipo di movimento. Strofinandomi gli occhi, prendo in mano il mio cellulare, che avevo riposto sulla scrivania accanto al letto.  È da poco passata la mezzanotte, e sbadigliando, tento di spegnere il telefonino. Ad ogni modo, non riesco a portare a termine tale azione, poiché lo stesso inizia a squillare. Spostando il mio sguardo sul display del cellulare, noto di aver ricevuto un messaggio. Controllando il numero del mittente, scopro che quel messaggio è da parte di Julius. Con la leggere pressione di un singolo tasto, decido di visualizzare quel messaggio. “Io e te dobbiamo parlare.” Queste le parole che quel dannato messaggio di testo recitava. Le stesse, mi confondevano. Mi chiedevo, infatti, che cosa avesse mai potuto volere da me a quell’ora della notte. Mettendo per un attimo da parte la razionalità, gli scrissi velocemente un messaggio di risposta, chiedendogli che cosa intendesse con quelle parole. Dopo circa un minuto, ricevetti un secondo messaggio da parte sua. “Voglio solo vederti” diceva. Attonita, fissavo attentamente il display illuminato, quasi a voler carpire in tal modo, il significato nascosto dietro a quei messaggi. Ad ogni modo, dopo vari e vani tentativi, decisi di desistere dal provarci, spegnendo definitivamente il cellulare. Stremata, riuscii a dormire solo per le poche ore successive, fino allo splendere dell’alba. Alle prime luci della stessa, mi alzai dal letto, decidendo di iniziare a prepararmi per la scuola. Una volta uscita dalla mia stanza, mi diressi verso il bagno, con l’unica intenzione di fare una doccia. L’acqua calda mi solleticava giocosamente la pelle, ed io non osavo oppormi a tale sensazione di benessere. Nello spazio di soli cinque minuti, fui fuori dalla doccia. Tornando quindi nella mia camera, aprii l’armadio, iniziando a pensare a come vestirmi. Dato il freddo vento che soffiava, facendo tremare il vetro della mia finestra, scelsi un comodo maglione, indumento che mi avrebbe sicuramente impedito di congelare. Le condizioni atmosferiche non erano certo ottimali,  ma decisi di stringere i denti e avviarmi verso la scuola. Aprii quindi la porta di casa, e non appena mossi un passo, mi accorsi subito della presenza di Julius. Era immobile davanti a me, e aveva un sorriso stampato sul volto. Non appena lo vidi, lo salutai affettuosamente. Ricambiando il saluto, Julius mi prese per mano, e insieme iniziammo il nostro cammino verso la scuola. Fra un passo e l’altro, notai che Julius teneva gli occhi fissi su di me, non curandosi del percorso che stavamo intraprendendo. Inizialmente, non coglievo il significato di tali sguardi, ragion per cui, tentavo di evitarli. Dopo poco tempo, capii che mi stava guardando con gli occhi di chi davvero ama. Gli regalai quindi dei luminosi sorrisi, ai quali rispose con delle forti strette di mano. Tutto quello che stava accadendo, non sembrava assolutamente essere reale, e per tale motivo, una parte di me mi ripeteva di sfuggire da quegli sguardi, e di concentrarmi unicamente sul mio cammino. Dando quindi retta ai miei muti pensieri, distolgo il mio sguardo da lui. Dopo pochi minuti, Julius ed io raggiungiamo la nostra destinazione l’uno al fianco dell’altra. Entrammo in aula quasi contemporaneamente, andando subito ad occupare i nostri posti. Stranamente, vengo squadrata da capo a piedi dalla mia insegnante, la signorina Silver. Si avvicina lentamente al mio banco, chiedendomi di mostrarle uno dei miei disegni. Annuendo, apro subito lo zaino, mostrandole una delle mie ultime creazioni. Ancora una volta, ricevo lodi e complimenti dalla signorina Silver, la quale, mi rende il disegno, che ora porta la sua firma, scritta in inchiostro rosso vivo. Ripongo quindi il disegno sotto al mio banco, notando che lo stesso ha attirato l’attenzione di Camille, la quale, sta ora tenendo gli occhi fissi sul mio capolavoro. Il suo sguardo tradisce una vena di gelosia. Improvvisamente, la vidi spostare lo sguardo dal mio disegno ai miei occhi. Mi sta ora fissando, lanciandomi occhiate cariche di odio. Non oso muovermi, fino a quando Julius non mi intima silenziosamente di farlo. “Non sfidarla, potresti pentirtene.” Mi dice, in tono serio. Guardandolo negli occhi, mi interrogo sul significato delle sue parole. “Cosa vuoi dire?” gli chiedo, aspettando una sua risposta. “Sono più informato di quanto immagini.” Si limita a rispondere, apparendo inspiegabilmente enigmatico. Improvvisamente, un profondo senso di rabbia mi pervade. Non saprei spiegare la causa della stessa, riuscendo solo a dire di essere ormai stanca delle bugie che mi vengono raccontate e dei segreti che mi vengono celati. Utilizzando il mio silenzio come veicolo di disappunto, gli volto le spalle, iniziando quindi a scrivere nel mio diario. Tengo stretta in mano la mia penna, finchè non avverto dolore. Notando di avermi ferita, Julius, mi poggia la mano sulla spalla, tentando di indurmi a guardarlo. Ad ogni modo, scelgo di non farlo. La mia rabbia è ora tale da non permettermelo. Lui mi conosce bene, e sa che odio le persone bugiarde. Ha appena osato tenermi nascosto l’ennesimo dei suoi segreti. Evidentemente, anche lui sa qualcosa sul conto di Camille, eppure, proprio come Bubbles, si rifiuta di dirmi la verità. Approfitto quindi del suono della campanella per uscire dalla classe e allontanarmi da lui. Ora come ora, non ho alcuna voglia di vederlo né di parlargli. Conosco me stessa e il mio cuore meglio di chiunque altro, e lo stesso è stato appena ferito. Raggiunto il cortile della scuola, mi volto indietro per un singolo attimo, notando che Julius mi ha seguita, raggiungendomi. “Crystal, ascolta. Mi dispiace.” Disse, avvicinandosi a me. “Perché l’hai fatto?” finii per urlare, sena accorgermi che delle scarlatte lacrime mi rigano il viso. “Non volevo mentirti.” Rispose, stringendomi forte il polso. “Che cosa sai di lei?” gli chiesi, con gli occhi ancora velati di lacrime. “La conosco bene, e da molto più tempo di te. È una Rinnegata, ossia l’esatto contrario di noi due.” Disse, apparendo più serio del solito. “Faresti meglio a stare lontana da lei. È meglio per entrambi.” Aggiunse, guardandomi negli occhi. Finalmente, la mia rabbia scompare. So che Julius mi sta dicendo la verità, e ora tutto appare più chiaro. Comprendo quindi che i miei sospetti riguardo alla realtà nascosta dietro Camille, avevano un fondo di verità. Ora so tutto di lei. Può architettare anche il più losco dei sotterfugi, e assumere i comportamenti che più le aggradano, anche perché in questo preciso istante, ho scoperto tutto sul suo conto. Quell’arpia non condizionerà più la mia vita. Ad ogni modo, voglio che sappia una cosa, ossia che io non ho alcuna paura di lei. Mi fido ciecamente di Julius, e so che il segreto che ha deciso di rivelarmi, corrisponde alla pura verità. Dopo la fine della giornata scolastica, che va avanti raggiungendo il suo culmine come ogni altra, metto a posto le mie cose, tornando quindi a casa assieme a Julius. Camminiamo di pari passo, e sembra che anche i nostri battiti cardiaci si siano sincronizzati. Quando finalmente arriviamo di fronte a casa mia, Julius mi impedisce di fermarmi, invitandomi a passare il pomeriggio a casa sua. Regalandogli un luminoso sorriso, accetto di buon grado il suo invito. Entriamo quindi in casa, e lascio che mi presenti ai suoi genitori. Dopo aver intrattenuto una lunga conversazione con loro, decido di rimanere per il pranzo, consumando il mio pasto senza parlare. Subito dopo, lascio che Julius mi conduca nella sua stanza. Una volta arrivati, ci sediamo di fronte ad una scrivania, iniziando a svolgere i nostri compiti. Distratta dai miei sentimenti per lui, non riesco assolutamente a concentrarmi. I suoi bellissimi capelli castani sembrano brillare quando un raggio di sole penetra nella stanza. Dopo aver duramente tentato di concentrarmi, decisi di chiudere i miei libri e riporli nello zaino. Vedendomi nell’atto di farlo, Julius me ne chiede il motivo. “Non riesco a concentrarmi.” Rispondo, tentando di apparire calma. Senza che io riesca ad accorgermene, una serpentina ombra di malinconia si fa largo nel mio animo, finendo per prenderne completamente il controllo. Per tale ragione, sospiro abbassando gli occhi. Nel tentativo di rallegrarmi, Julius apre lentamente il suo zaino, sostenendo di avere una sorpresa per me. Lo prego quindi di mostrarmela, attendendo trepidamente. Per evitare di rovinarmi la sorpresa, chiudo quasi istintivamente gli occhi, prolungando la mia attesa. Riaprendoli dopo circa un minuto, sotto richiesta di Julius, scopro che ha in mano un foglio, sul quale ha disegnato un prisma dagli angoli appositamente smussati. Tale premura, fa assomigliare quella figura geometrica ad un cuore. In un impeto di felicità, lo abbraccio forte, stringendolo a me e posando le mie labbra sulle sue. Pochi istanti dopo, mi allontano da lui, ricevendo un bacio da parte sua. A quel bacio seguono delle carezze sulla guancia, che al calar della sera, si trasformano in qualcosa di meglio. Continuando a ripetermi che mi ama, Julius mi abbraccia e bacia dolcemente. Quella sera, lascio che i miei sentimenti mi guidino. Confessiamo quindi i nostri l’uno all’altra, lasciando che gli eventi si susseguano naturalmente, passando quindi una notte insieme.

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