Il segreto della musica – CAPITOLO I

 

La mia storia

Sono una quattordicenne alta, dai capelli biondi e gli occhi color verde smeraldo, e rispondo al nome di Crystal Collins. All’apparenza, posso sembrare una ragazza normale, ma purtroppo non è così. Alla completa insaputa di ogni altra persona al di fuori dei miei genitori, Marcus e Mary, nascondo un segreto che per anni, non ho mai osato rivelare ad anima viva. Proprio come mio padre, infatti, io sono una Figlia della Musica. Ad ogni modo, il possedere tale appellativo, non mi rende diversa dagli umani. Difatti, noi Figli della Musica, possediamo delle speciali abilità legate alla stessa, che ci permettono di esprimerci attraverso le arti. Come ogni altra ragazza della mia età, sto per accingermi a frequentare il primo anno di liceo. Anche se tale dichiarazione potrebbe suonare per certi versi infantile, devo ammettere con grande sincerità di essere davvero emozionata. Oggi è il mio primo giorno di scuola, e non vedo l’ora di scoprire quante nuove amicizie riuscirò a stringere. In passato, quando ero ancora bambina, i miei genitori ed io siamo stati costretti a trasferirci diverse volte, sempre per motivi legati al lavoro di uno dei due. Per nostra fortuna, sembra che tale evento non si ripeterà mai più. La città dove ora viviamo, porta il nome di Shady Point. È completamente immersa nel verde, e il centro abitato brulica di vita. Finalmente, dopo mesi di attesa, il mio primo giorno di scuola è arrivato. La stessa, non è affatto distante da casa mia, ma per questioni di tempo, lascio sempre che sia mia madre ad accompagnarmi. In questo preciso istante, sono tranquillamente seduta sul sedile posteriore dell’auto, con lo sguardo fisso in avanti. “Va tutto bene, Crystal?” chiede mia madre, preoccupata e sorpresa dal mio silenzio. “Sì, sono solo un pò stanca.”Le rispondo, quasi ignorandola. Mia madre sa bene di non potermi dare tutti i torti. Essendo emozionatissima riguardo alla nuova scuola, e volendo a tutti i costi arrivare puntuale, mi sono alzata prestissimo. Difatti, alle sette del mattino, ero già in piedi. I cancelli scolastici non aprono fino alle otto, e per adesso, posso affermare di essere in largo anticipo. Ad ogni modo, prima che riesca minimamente a rendermene conto, arriva il momento di scendere dalla macchina. Silenziosamente quindi, aspetto che mia madre parcheggi e fermi l’auto, per poi scendere aprendo cautamente lo sportello. In pochi minuti, arrivo davanti alla scuola. Il metallico suono di una campanella, segna l’inizio delle lezioni. senza perdere un istante, corro attraverso il cancello scolastico, raggiungendo quindi i corridoi. Tutto quello che mi resta da fare, è trovare la mia aula. Fortunatamente, la riconosco subito, ragion per cui, dopo aver lentamente abbassato la maniglia, la apro ed entro. La classe è piena di ragazzi e ragazze che hanno ad occhio e croce la mia stessa età. Stranamente, nessuno di loro mi rivolge la parola. Decido di non badare a tale insignificante dettaglio, andando a sedermi nell’unico banco libero dell’aula. A causa della mia inguaribile timidezza, non oso proferire parola fino all’intervallo. Quello è l’unico momento di pausa dalle lezioni che ci viene concesso, per cui cerco di sfruttarlo al meglio. Rimango seduta al mio posto, in completo silenzio. Mentre sono persa in una miriade di muti pensieri, una ragazza dai lunghi capelli ricci e rossi mi si avvicina, salutandomi amichevolmente e regalandomi un sorriso. “Tu devi essere la nuova arrivata, vero?” chiede, sempre sfoggiando quel luminoso sorriso. “Sono proprio io, ma puoi chiamarmi Crystal.” Le rispondo educatamente. “Io sono Sophia.” Dice lei, con lo stesso tono educato che mi sono permessa di riservarle. Ad ogni modo, dopo esserci reciprocamente presentate, ci siamo strette la mano in segno di amicizia. In quel breve lasso di tempo, ho a stento modo di accorgermi che è ormai giunta la fine dell’intervallo. Notando un posto libero accanto al mio, Sophia si siede, trasferendosi dal banco in fondo all’aula al mio. La fine del breve intervallo, segna l’inizio di una stimolante lezione di geografia. La stessa si preannuncia anche interessante, poiché fortunatamente la professoressa, ossia la signorina Rogers, sa bene come creare un rapporto di fiducia con i suoi studenti, facendosi allo stesso modo rispettare. La giornata scolastica passa in fretta, e durante la stessa, Sophia ha l’occasione di presentarmi ad un’altra ragazza. Quest’ultima, che risponde al nome di Jamie, ha gli occhi chiari, e dei capelli di un marrone scuro come le foglie autunnali. Dopo ore di attesa, il suono dell’ultima campanella della giornata, annuncia la fine delle lezioni, decretando concluso il mio primo giorno di scuola. Concedendomi un attimo per salutare le mie nuove amiche, mi attardo in aula, rimanendo poi da sola all’interno della stessa. Dando un rapido sguardo al mio cellulare, realizzo che la campanella è ormai suonata da cinque minuti, ragion per cui, mi affretto a raggiungere l’uscita della scuola. Attraversando lentamente la strada, mi dirigo verso l’auto di mia madre, salendovi senza parlare. da quel momento in poi, mi aspetta un breve viaggio di ritorno verso casa. Comodamente seduta sul sedile posteriore dell’auto, inizio a chiacchierare con mia madre per ingannare il tempo. La stessa, mi pone varie domande, compresa una alquanto ovvia, riguardante il mio primo giorno di scuola. “Com’è andata?” mi chiese, senza distogliere lo sguardo dalla strada. “Bene.” Mi limitai a risponderle, con fare leggermente annoiato. “Mi fa piacere.” Rispose mia madre, sorridendo. Ad ogni modo, una volta arrivata a casa, mi diressi subito verso la mia stanza, rimanendoci per il tempo che bastava  togliermi la giacca e riporla nell’armadio. Sorprendentemente, ho appena il tempo di uscire dalla mia camera, per poi accorgermi che è arrivata l’ora di pranzo. Silenziosamente, mi sedetti a tavola e iniziai a mangiare, consumando il mio pasto senza proferire parola. Dopo aver pranzato, tornai lentamente nella mia stanza. Una volta entrata, mi sedetti alla mia scrivania, tirando fuori il libro di storia dal mio zaino, e iniziando quindi a svolgere i compiti assegnati. Finii per passare l’intero pomeriggio curva sui libri. Quando finalmente andai a letto, prima di addormentarmi, pensai al mio primo giorno di scuola. Mi ritornarono quindi in mente le mie due nuove amiche Jamie e Sophia. Le conosco da poco, ma so bene che la loro amicizia ha un grande valore.

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