Creature della notte – CAPITOLO XXIV

Novità e incomprensioni

Con la stessa tranquillità e lentezza dello scorrere dell’acqua di un fiume, dodici lungi anni della mia vita sono inesorabilmente trascorsi. Quest’oggi, secondo un mio positivo presentimento, è destinato ad essere ricco di novità. Una delle tante, è rappresentata da mia figlia Ester. Avendo ormai compiuto diciassette, è diventata una giovane vampira in età da trasformazione, e io no potrei essere più fiera del traguardo che ha raggiunto. Una seconda, consiste nel mio essere diventata zia di Andrew, il figlio ormai tredicenne di mia sorella Jennifer. inoltre, posso affermare di essere felice di un ultimo evento. Ester ha consolidato e rafforzato la sua amicizia con William, Tyler e Kayla, ossia i tre giovani figli dei miei amici Hunter e Daniella. A occhio e croce, hanno tutti la stessa età, e sono degli adolescenti allegri e spensierati. Fra i tre figli di Hunter e Daniella, spicca William, il maggiore, che possiede uno straordinario potere speciale. Oltre ad essere un licantropo, caratteristica ereditata dai genitori, ha il potere di parlare ai defunti. Tale abilità, inizialmente lo spaventava, ma ora ha finalmente imparato a controllarla, e utilizzarla quindi, solo in buona fede. Onestamente, devo ammettere in tutta onestà che sono felice dell’ottimo rapporto che Ester è riuscita ad instaurare con William. Sono infatti ottimi amici, e quest’ultimo si mostra sempre alquanto protettivo nei suoi confronti. Ad ogni modo, questa nuova giornata invernale  è appena iniziata. Malgrado il freddo pungente, il sole splende timidamente, facendo capolino fra le nuvole. Blake ed io, di comune accordo, abbiamo deciso che non potrebbe esserci giorno migliore per accompagnare Ester nel bosco, e assisterla durante la sua prima battuta di caccia. Nostra figlia è una ragazza molto sensibile e ligia al dovere, ragion per cui, ha promesso di impegnarsi a fondo non appena arriverà nel bosco. Inoltre, proprio come me e suo padre, ha deciso di nutrirsi di sangue animale, portando quindi avanti la tradizione di famiglia. Ad ogni modo, la scelta su chi dovesse accompagnare Ester a caccia, è caduta su di me. Senza perdere un istante, ho condotto Ester nel bosco vicino casa, e facendole da guida, le ho spiegato come utilizzare i suoi poteri, e quando dare retta ai suoi istinti di vampira. Camminavo accanto a lei, dispensando utili consigli fra un passo e l’altro. Tuttavia, dopo qualche minuto, decisi di darle un più libertà, permettendole di agire da sola, seppur seguendola senza perderla di vista. Iniziai a camminare dietro di lei con passo felpato, chiedendomi quale sarebbe stata la sua prossima mossa. Osservo, senza proferire parola, un corvo posarsi sul terreno davanti a lei. Lasciando che i suoi istinti prendano il sopravvento, Ester si avvicina all’ignaro volatile, e procede ad ucciderlo. Assisto all’intera scena, meravigliandomi delle capacità di mia figlia. Pur avendo ucciso quel corvo e averne bevuto il sangue, Ester era ancora assetata, e la sua sete la spinse nelle profondità del bosco. Sopraffatta nuovamente dai suoi istinti, iniziò a correre in cerca di una nuova preda. Durante la sua corsa, si imbatté in un lupo, che continuava a guardarla negli occhi. Improvvisamente, notai che gli occhi di Ester avevano cambiato colore, diventando rossi. Tale cambiamento simboleggiava la sua sete di sangue, e segnalava un suo imminente attacco. Con velocità inaudita, affrontò la bestia, ferendola al muso. Quest’ultima, anche dopo essere stata ferita, non staccava lo sguardo da Ester. La stessa, dopo aver attaccato e ferito quel lupo, tornò ad essere sé stessa, riconoscendo il suo amico William, malgrado le sembianze di licantropo. Dopo averla guardata negli occhi per qualche secondo, il lupo scappò via, allontanandosi da lei. “Ester! Vieni subito via.” Le intimo, afferrandola per un braccio. “Quello non era un lupo normale, ma…” “Non era nessuno.” Le risposi, conducendola subito fuori dal bosco. Non appena arrivò a casa, Ester corse in camera sua senza rivolgermi la parola. Mentre correva, vidi una lacrima rigarle il viso. Ad ogni modo, rimasi immobile finché non sentii la porta della sua stanza chiudersi con uno scatto. Subito dopo, salii lentamente le scale e la raggiunsi. Una volta entrata, vidi Ester in lacrime, seduta sul suo letto. “Cosa ti è successo?” le chiesi, preoccupata. “Quel lupo era William. L’ho ferito ed è scappato, ma tu non mi hai creduta!” rispose, con voce rotta dal pianto. “Ester, io non lo sapevo. Devi credermi.” “Non voglio ascoltarti!. Urlò, in evidente collera. Subito dopo, uscì dalla sua stanza, lasciandomi da sola. Rimasi interdetta dal suo comportamento, e trasalii al suono della porta di casa che si chiuse con un tonfo. Non riuscivo a crederci. Avevo appena osato dubitare della mia unica figlia, inducendola a scappare di casa. Senza neanche rendermene conto, stavo rivivendo gli stessi eventi di tanti anni prima, in un orribile dejà vu. Con il cuore gonfio di preoccupazione, decisi di raggiungere il bosco, e seguire mia figlia. Ero davvero terrorizzata al pensiero di vedere Ester in pericolo. Per evitare di essere scoperta, la seguii con passo felpato. La fresca neve appena caduta, attutiva il rumore dei miei passi, infondendomi sicurezza. Camminavo guardandomi intorno, e notando le cime degli alberi innevati, e le foglie provate dal gelo. Continuavo a seguire Ester durante la sua fuga, senza osare fermarmi. Con mia grande sorpresa, la vidi rallentare, e dopodichè cadere rovinosamente nella neve. Terrorizzata alla vista di tale scena, inizio a tremare. Mi avvicino subito ad Ester, cercando di aiutarla. Chiamo più volte il suo nome, ma non ottengo risposta. Le prendo le mani, ma non riesco a sentire il battito del suo cuore. Inerme e china verso di lei, lascio che le lacrime mi bagnino il viso. Rialzandomi da terra, inizio ad allontanarmi dal suo povero corpo. Fatico ad accettarlo, ma realizzo che mia figlia è ormai morta. Proprio mentre mi allontano da lei, sento un ululato in lontananza. Mi volto di scatto, rimanendo a guardare, mentre quel lupo si avvicina ad Ester e si sdraia al suo fianco, nel tentativo di scaldarla. Noto con piacere che lo stesso le rimane accanto per tutta la notte, anche quando io decido di andarmene. Non vorrei farlo, ma sono consapevole di dover uscire dal bosco. Il freddo, così avido e pungente, ucciderebbe anche me, proprio come credo sia successo a mia figlia. Tornata a casa, non rivolgo la parola a Blake. Non voglio assolutamente che sappia quello che è successo ad Ester. La considera il suo miracolo, e se sapesse davvero quanto è accaduto, ne uscirebbe sicuramente distrutto. La notte, che arriva fredda e inesorabile, sembra non passare mai. Le ore notturne appaiono infinite. Ad ogni modo, Blake capisce  che qualcosa non va, e pur astenendosi dal porre domande, cerca di confortarmi. “Andrà tutto bene.” Ripete, abbracciandomi. “Lo spero.” Gli rispondo, rigirandomi nel letto, e tentando di addormentarmi. Ci riesco solo dopo ore di vani tentativi, ma riuscire a chiudere gli occhi e dormire tranquillamente dopo quanto accaduto, è un vero e proprio miracolo. Ora come ora, rinfrancata dalle parole di Blake, riesco a far accendere dentro di me un barlume di speranza. Lo stesso, mi porta a credere che mia figlia è ancora viva, e che l’unica cosa da fare è sperare che riesca a tornare a casa sana e salva.

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