Creature della notte – CAPITOLO XXIII

Miracoli d’amore

Nel libro della vita, ogni pagina viene lentamente girata, ma mai, neanche nella peggiore delle occasioni, strappata. Una nuova e radiosa giornata ha inizio, ed io non posso fare altro che esprimere, silenziosamente, la mia meraviglia a riguardo. Un altro mese è ormai finito, spegnendosi lentamente, proprio come un fatuo focolare. La mia vita accanto a Blake, scorre tranquilla e senza imprevisti. A volte, non mi trovo davanti a scelte dissimili dal vivere ogni giornata così come si presenta, dovendo, per sfuggire a problemi e difficoltà, attingere alla mia calma interiore. Quello odierno, mi si prospetta come un giorno felice, ma sfortunatamente, lo stesso risulta essere molto triste per mia sorella Jennifer. Difatti, oggi è appena passato un lungo mese dalla morte del suo fidanzato Sebastian. Per questa ragione, è davvero giù di corda, e non ha alcuna voglia di vedere nessuno. È tutto il giorno che è chiusa nella sua stanza a piangere, inondando di lacrime il suo cuscino. Jennifer sa bene di averlo ucciso per evitare che la stessa sorte toccasse a me o a sua nipote Ester, ma tale azione, l’ha nel contempo, enormemente intristita. Ogni volta che trova la forza di parlarne, mi ripete di non riuscire più a vivere con tale peso sul cuore, definendosi colpevole della sua morte. Tentando di confortarla, le rispondo che non deve preoccuparsi, poichè prima o poi, sarebbe accaduto comunque, esortandola a non essere così dura con sé stessa, ma senza risultati. “Tu non puoi capire! Se è ormai morto è soltanto colpa mia! Lo amavo, e non avrei mai voluto farlo!” urla, con le lacrime agli occhi, che le rigano inesorabili il volto. “Jennifer, devi calmarti. Sebastian se n’è andato, e sai bene che non tornerà più indietro.” Le rispondo, mantenendo la calma e avvicinandomi a lei. “Non toccarmi! Non mi serve la tua pietà!” replica con rabbia, uscendo dalla sua stanza e raggiungendo la porta di casa, per poi uscire sbattendola. Rimasta per l’ennesima volta senza parole, riapro la porta, pregando mia sorella di tornare indietro. La rabbia che prova, la porta ad ignorarmi e a continuare a camminare senza voltarsi. Vorrei seguirla e tentare di farla ragionare, ma comprendendo che tale scelta si rivelerebbe inutile, evito di farlo. Per tale motivo, non mi resta altro da fare, se non chiudere la porta, e fingere che nulla sia accaduto. ad ogni modo, non riesco a non rimproverarmi per il comportamento mostrato nei confronti di mia sorella, perciò esco subito di casa, e mi reco nell’unico posto in cui sono sicura di trovarla. Il cimitero. In questo preciso istante, Jennifer è in piedi davanti alla tomba di Sebastian, e si china per depositarvi dei fiori. Improvvisamente, la tristezza la priva della forza di rialzarsi, ragion per cui, si lascia andare ad un pianto dirotto. Io la osservo da lontano, ma non ho il coraggio di parlarle o avvicinarmi. Le sue lacrime bagnano la pietra tombale, penetrando nel terreno. La gelida lapide di fronte a lei riflette i suoi sentimenti. Ha il cuore freddo, ed è affranta dal dolore. Tentando di ignorare lo stesso, si rialza da terra, dando le spalle alla tomba del fidanzato, e iniziando a camminare, con l’unico scopo di lasciarsi lentamente alle spalle l’accaduto. Ad ogni modo, sa bene che tale tragedia si è ormai consumata, corrodendole il cuore e il fragile animo. Proprio mentre è nell’atto di voltarsi, sente una voce alle sue spalle, dirigendosi subito verso la fonte della stessa. Con sua grande sorpresa, trova il suo amato Sebastian proprio dietro di lei. Felice di rivederlo, gli corre incontro, stringendolo in un fortissimo abbraccio. “Sebastian! Sei tornato! Com’è possibile?” si chiede, dubbiosa e stupefatta. “Sono tornato solo grazie a te, Jennifer. Tu non lo sai, ma i tuoi poteri sono più forti di quanto pensi. Possiedi il Potere della Vita, mia Jennifer.” A quelle parole, mia sorella non può trattenersi dal lacrimare per la contentezza. “Non posso crederci! È un miracolo!” dice, con voce rotta dall’emozione. Ero ancora immobile e completamente nascosta alla vista di Jennifer, e dovetti ammettere che nulla avrebbe potuto prepararmi alla prossima frase che avrebbe pronunciato. “Avremo un bambino.” Disse, rivolgendosi a Sebastian, che sorrideva guardandola negli occhi. La notizia che avevo appena ricevuto, suscitò la mia incredulità. Non lo credevo possibile, eppure era così. A breve, Sebastian e Jennifer sarebbero diventati genitori. Sono certa che non esistano parole per descrivere quanto io sia felice per mia sorella in questo momento, ma ciò non importa minimamente. Improvvisamente, vidi Jennifer salutare Sebastian e voltarsi, segno che si stava avviando verso casa. Non appena Sebastian fu lontano da lei, mi avvicinai a Jennifer per salutarla. “Cosa ci fai tu qui? “ mi chiese, con una vena di sorpresa nella voce. “Volevo scusarmi per quanto è successo, così ti ho seguita.” Confessai, abbassando lo sguardo. “Scuse accettate.” Rispose lei, sorridendo. Non appena finì di parlare, la abbracciai, avviandomi assieme a lei, verso casa. Per l’intero tragitto, non dissi una parola. Il fiume di emozioni che avevo provato, me le aveva tolte di bocca, e inoltre, sapevo che non mi sarebbero servite per esprimere la mia gioia.

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