Creature della notte – CAPITOLO XVI

Gioie e scoperte

Altri tre mesi della mia vita, sono passati senza possibilità di fare ritorno. Lentamente, se ne sono andati anche i secondi che li componevano. A tratti insignificanti, ma ad ogni modo preziosi, secondi che  non riavrò mai indietro. Con lo scorrere del tempo, la mia dolce attesa prosegue, facendosi sempre più evidente. Attualmente, sono incinta di quattro mesi, e a causa della stessa, ho smesso di andare a scuola. Vista la mia attuale condizione, Taylor, Daniella, e Blake sono i miei unici confidenti. Difatti, oltre a loro e alla mia famiglia, nessuno è a conoscenza di questo mio segreto. Non avendo più la scuola e i doveri che concerne, a riempire le mie giornate, è pressoché inevitabile che la noia si impadronisca di me. In momenti del genere, decido di invitare a casa le mie amiche, proprio come ho scelto di fare oggi. Sfortunatamente, Taylor è ammalata e febbricitante, perciò Daniella è stata l’unica a potermi fare visita. Non appena ci incontriamo, mi saluta amichevolmente. Io ricambio affettuosamente, dopodichè la invito a entrare in casa. Daniella viene accolta da mia madre e da Jennifer. Quest’ultima, sta ascoltando nostra madre suonare il piano. Una volta arrivata alla fine della melodia che stava suonando, mia madre si alza in piedi, allontanandosi dal pianoforte. “Daniella! Che piacere rivederti!” esordisce, guardando la mia amica negli occhi. “Anche per me è un piacere, signora Hale.” Risponde lei, con educazione. Dopo aver salutato mia madre, Daniella ed io ci dirigiamo verso la mia stanza. Senza proferire parola, lascio che si accomodi sul letto, imitandola. “Perché non stai venendo a scuola?” mi chiede, sperando di non essere invadente. “Non posso dirtelo.” Rispondo, guardandola. “Chelsea, io e te siamo migliori amiche, sai bene che puoi dirmi tutto.” Mi incoraggia lei, tentando di farmi cedere e svelare il mio segreto. Notando la sua insistenza, sospiro, e decido di vuotare il sacco. “Va bene, ma nessun altro deve saperlo.” Guardandomi negli occhi, Daniella annuì, aspettando che finissi di parlare. “Sono incinta.” confessai, abbassando lo sguardo, in preda alla vergogna. “Davvero? Congratulazioni!” Risponde lei, sorridendo e stringendomi in un abbraccio. Dopo averla abbracciata, la ringraziai. “Hai intenzione di ritornare?” mi chiede, con aria preoccupata. “No.” Le rispondo, in tono calmo. “Non sei sola, vero?” replica, guardandomi negli occhi. “Che intendi?” le chiedo, sperando che si spieghi meglio. “Blake lo sa, sbaglio?” “Non sbagli.” Rispondo, facendo segno di no con la testa. “Bene.” Afferma, annuendo subito dopo. “Ti aiuterò per quanto posso.” Promette, rimettendosi in piedi. “Grazie.” Rispondo, regalandole un sorriso. “Sarà meglio che vada ora.” Mi avverte, mentre esce dalla mia stanza. “Va bene, ci vediamo!” la saluto, con un sorriso sul volto e un cenno della mano. Pochi istanti dopo, in uno slancio di generosità, mi offro di accompagnarla alla porta, e noto con piacere, che accetta di buon grado. Dopo averlo fatto, la saluto amichevolmente. Subito dopo, ritorno nella mia stanza, sdraiandomi sul letto a riflettere. Durante la mia pausa di riflessione, un fiume di pensieri mi attraversa la mente. Lo stesso, vale per le mie emozioni. Sono, difatti, combattuta. Mi sento felice, poiché so bene di stare aspettando un figlio, e custodendo una nuova vita proprio sotto il mio cuore. Al contempo, un sentimento i profonda tristezza mi avvolge. Dopo aver affondato per qualche minuto, il viso nel cuscino, mi rimetto in piedi, approfittandone per specchiarmi. La mia immagine riflessa nello specchio, sembra essere quella di sempre. I miei capelli neri, assieme ai miei occhi nocciola, e ai morbidi lineamenti del mio viso, non sembrano essere stati scalfiti e modificati dallo scorrere del tempo. L’unica differenza, è rappresentata dalla mia condizione. Ora come ora, sono in dolce attesa, e ogni giorno che passa, mi avvicina sempre di più al giorno in cui ammirerò il miracolo della vita prendere lentamente forma davanti ai miei occhi. Di questi tempi, le discussioni che ho con mia madre, non concernono più il nostro mondo, ossia quello delle creature magiche, ma bensì me e il nuovo cammino che intraprenderò, ovvero quello di madre. Onestamente, ammetto di essere una ragazza naturalmente pessimista, ma comprendo di dover avere un approccio più positivo alla vita e alle gioie della stessa. Inoltre, ho avuto modo di discutere della mia condizione anche con Blake. Dopo innumerevoli discussioni, siamo entrambi giunti ad una rosea conclusione. Difatti, entrambi speriamo di accogliere nella nostra nuova vita di genitori, una bellissima bambina.

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