Creature della notte – CAPITOLO XV

Richieste di aiuto

Quella odierna, sembra essere una tranquilla serata come tante altre. È primavera, ma la pioggia ha appena smesso di scrosciare, e ad essa è seguito un freddo pungente. Il vento, sibila minaccioso, esibendosi in lamenti degni di un lupo, e facendo tremare il vetro della mia finestra. Per nulla spaventata, guardo attraverso la stessa, posando lo sguardo sul cupo ma meraviglioso cielo. Anche stasera, è punteggiato di coraggiose stelle, che brillano sfidando l’oscurità della notte. La calma che respiro e che provo, si trasforma in paura, poiché l’ululato di un lupo, attira la mia attenzione. Ancora una volta, scopro la presenza di un licantropo sotto la mia finestra. Tento di non mostrarmi sorpresa, seppur fallendo nel mio misero tentativo. L’oscurità mi impedisce di vedere, ma all’improvviso, lo sfavillio di due occhi quasi aurei, tradisce il buio. Quel piccolo particolare, mi basta per capire che il licantropo a me dinanzi, è Hunter. Ripetendo le stesse azioni compiute mesi prima, gli faccio capire che posso aiutarlo. Con un rapido cenno della mano, gli chiedo di non muoversi, ma lui sembra ignorarmi. Questa così sospetta indifferenza, mi lascia intendere che stavolta, si tratta di una questione davvero importante. Così, esco dalla mia stanza, con la ferma intenzione di aprire la porta di casa. Dopo averlo fatto, invito nuovamente Hunter ad entrare. Lo stesso pare irremovibile, ma io non sono da meno. Così, con gli occhi bassi e la coda fra le zampe, è costretto ad entrare. Per la seconda volta, lo conduco nella mia stanza. Una volta entrati, entrambi ci sediamo sul mio letto, e proprio in quel preciso istante, Hunter riprende le sue sembianze umane. “Qual è il problema stavolta?” gli chiedo, con voce bassa ma ferma. “Va bene, sarò breve.” Risponde, rimanendo calmo. “Come sai, ho avuto un ennesimo screzio con il preside. Secondo lui, io e Daniella non possiamo stare insieme, perciò ho bisogno del tuo aiuto.” Concluse, guardandomi negli occhi. “Cosa devo fare?” gli chiesi, aspettandomi una risposta. “Devi convincere Daniella a seguirti nel bosco, io sarò lì ad aspettarvi.” Mi disse, in tono serio ma preoccupato. Non volendo deluderlo, mi limitai ad annuire. Subito dopo, Hunter si voltò verso la porta della mia stanza, la aprì, e si diresse verso quella di casa. Visto che era chiusa a chiave, dovetti aprirgliela io, ma ciò non rappresentò un problema. Difatti, per compiere tale gesto, mi bastò un semplice e rapido movimento del polso. Lo lasciai uscire, mentre, per la seconda volta, rimanevo a guardarlo riprendere le sue sembianze lupesche, e allontanarsi sparendo nel bosco. Dopo qualche istante, richiusi la porta di casa, attraversando il corridoio che conduceva alla mia stanza. una volta lì, presi il mio cellulare dal mio zaino, e composi il numero di Daniella. Era ormai calata la sera, perciò pensai che non rispondesse, ma con mia grande sorpresa, lo fece. Evitai quindi di dilungarmi, scegliendo di andare dritta al punto. La invitai a fare una passeggiata assieme a me. Lei accettò di buon grado, facendosi trovare, dopo circa una ventina di minuti, davanti a casa mia. Dopo averla salutata, la invitai a iniziare la nostra passeggiata. “Dove andiamo?” mi chiese, dubbiosa. “In un bosco poco lontano da qui, stammi vicina.” La avvertii. Daniella si limitò ad annuire, iniziando a camminare al mio fianco. “Ci siamo perse.” Continuava a ripetere Daniella, fermandosi di continuo. “Non è vero, ora sta calma.” La rassicuravo, avvicinandomi di tanto in tanto a lei. Dopo pochi passi, lasciai che i miei istinti di vampira avessero la meglio su di me. In tale circostanza, sapevo che sarei riuscita a guidare Daniella nel punto in cui Hunter ci stava aspettando. In quel mentre, iniziai ad interrogarmi sulle sue intenzioni. Ignoravo il perchè di questa sua richiesta, ma ero sicura che tale interrogativo avrebbe presto trovato risposta. Svuotando la mente dai pensieri negativi, mi concentrai su Hunter. Per raggiungerlo, dovemmo addentrarci nella parte più fitta, buia ed oscura del bosco stesso. Dopo qualche istante, mi accorsi che era proprio davanti a noi. Aveva un’aria calma, e la schiena appoggiata contro un albero. “Finalmente siete arrivate.” Disse, rivolgendosi sia a me che a Daniella. “Proprio come volevi tu.” Risposi io, in tono secco. “Perchè sei qui?” chiese Daniella, guardando Hunter negli occhi. “Avvicinati, c’è qualcosa che devi sapere.” Aggiunse Hunter, assumendo improvvisamente un’aria piuttosto seria. Senza protestare, Daniella obbedì, facendo qualche passo in direzione di Hunter. Quando fu abbastanza vicina, lui la abbracciò stringendola a sé, e si scambiarono un bacio sulle labbra. Poco dopo, Hunter si schiarì la voce. “Daniella, so di non avertelo mai detto, ma spero che tu capisca ciò che sto per dirti.” asserì Hunter, studiando il suo volto. La stessa, rimaneva muta e immobile, aspettando che lui finisse il suo discorso. “Io non sono umano, Daniella. Sono un licantropo. Ti amo, e confessartelo è l’unico modo che ho di stare con te. Non voglio che fra di noi ci siano segreti, mai.” Dichiarò Hunter, in tono dolce ma austero. “Neanche io lo voglio.” Rispose Daniella, rompendo il suo silenzio. “Ne sono felice.” disse Hunter. “Ora prendimi le mani.” le chiese, porgendogli delicatamente le sue. Rimanendo immobile, osservo le loro mani intrecciarsi, e dopo pochi istanti, noto che Hunter graffia dolcemente la mano di Daniella. Quest’ultima, si lamenta per il dolore provato, pur senza smettere di sorridere. Si perdono l’uno negli sguardi dell’altra, e all’improvviso, le condizioni di Daniella sembrano peggiorare. Si sforza di non gridare, ma è costretta a stringere i pugni nel tentativo di lenire il dolore che prova. “Daniella sta calma!” urla Hunter, preoccupato. “É del tutto normale, stai per diventare come me. Il dolore sparirà, ma non opporre resistenza.” Le dice, sperando di tranquillizzarla. Fortunatamente, ci riesce, ed ha appena il tempo di vederla trasformarsi in lupo per la prima volta. Dopo qualche secondo, la imita, assumendo le sue stesse sembianze. Da mera spettatrice, rimango a guardare, mentre si siedono l’uno accanto all’altra. ad un tratto, Hunter si avvicina a me, colpendomi lievemente la mano con il muso. Per pochi istanti, rimango interdetta, salvo poi realizzare che quello è il suo modo di ringraziarmi. Volgendo su di lui il mio sguardo, sorrido, voltandomi e iniziando a camminare, allontanandomi da loro. Fatti pochi passi, mi accorsi che il rumore degli stessi era attutito dai loro ululati in lontananza. Sentendoli, non potei fare a meno di voltarmi e sorridere. Sapevo che ora Hunter e Daniella avrebbero potuto continuare ad amarsi. Entrambi, sono ormai spariti nel fitto bosco, e forse non possono sentirmi, ma ad ogni modo, voglio che sappiano una cosa. Anche se a volte, abbiamo avuto contrasti e dissapori, la nostra amicizia non ne ha risentito, e sono davvero fiera della forza della nostra amicizia.

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