Creature della notte -CAPITOLO III

Un importante passo

È ancora notte fonda, il cielo notturno è così scuro, che quasi si tinge di nero. Qualche timida stella, si sforza di brillare, ma quei miseri sfavillii non possono nulla contro l’oscurità di quella notte. Dormivo, e nella stanza non c’era alcun rumore, escluso il suono del mio respiro, unito al ritmico battito del mio cuore. D’improvviso, accadde qualcosa che non mi sarei mai aspettata. Fui svegliata di soprassalto da un acutissimo dolore al petto. Mi contorcevo nel letto per via del dolore, urlando con quanto fiato avevo in gola. Così facendo, svegliai i miei genitori, che, aperta la porta della mia stanza, si accorsero subito di cosa mi stesse accadendo. Non riuscivo a fare altro che continuare a lamentarmi, ma ad un tratto sentii mia madre che diceva:”Non è possibile! Sta succedendo davvero!” In quel momento, anche se il dolore era ancora lancinante, era ad ogni modo diventato più sopportabile. In lacrime, chiesi a mia madre cosa intendesse e lei rispose:”Sono i tuoi poteri, Chelsea. Stanno cambiando, lascia che il dolore ti attraversi, non opporre resistenza.” “Non ci riesco!” urlai. “Fallo e basta!” mi intimò mia madre, in evidente collera e con l’occhio invelenito. Così, non avendo altra scelta, smisi di lottare contro il dolore, e d’improvviso, tutto tornò normale. Smisi di tremare, il mio battito cardiaco si regolarizzò, e riuscii di nuovo a respirare normalmente. Tuttavia, un dubbio mi sorgeva spontaneo. Non sapevo cosa mi fosse appena accaduto, perciò ancora impaurita, chiesi spiegazioni a mia madre. Lei, evitando di mostrarsi enigmatica come al solito, mi guardò e disse:”Sei una vampira, e come tale, all’età di sedici anni, hai completato il tuo stadio larvale, raggiungendo quello di vampira adulta. Il dolore che hai provato, è segno che i tuoi poteri sono aumentati. Da ora, dovresti averne il pieno controllo.” “Come ti senti?” mi chiese infine. “Meglio.” Mi limitai a risponderle, non sapendo quali altre parole far uscire dalla mia bocca. Subito dopo, mia madre mi sorrise, mettendomi una mano sulla spalla. Rimase a guardarmi per qualche minuto, poi si volto è lasciò la stanza. Mi ritrovai da sola, con la sola compagni dell’oscurità. Decisi di rimettermi a dormire, ma ebbi appena il tempo di sdraiarmi sul mio letto, che subito iniziai ad avvertire uno strano e fastidioso bruciore in fondo alla gola. Provai a tossire per liberarla, ma non riuscii. Dopo vari e vani tentativi, decisi di alzarmi e dirigermi verso il bagno. Vi entrai lentamente, e notai, sorpresa, un breve ma costante luccichio nello specchio. Voltandomi, scoprii che quello strano sfavillio, non proveniva dall’esterno, come pensavo al’inizio, ma bensì dall’interno della stanza stessa. La fioca luce presente, mi inondò il viso, e fui costretta a sbattere le palpebre, visto il fastidio che mi provocava. Di scatto, poi, mi girai una seconda volta verso lo specchio, e mi accorsi di nuovo di quel luccichio. Ero completamente ignara di ciò che mi stava accadendo, così respirai a fondo, tentando di calmarmi. Poi, d’improvviso, tutto si chiarì. Un guizzo di memoria mi saltò in mente, facendomi ripensare alle parole di mia madre. Quindi, con un breve ma arguto ragionamento, riuscii a trovare la causa dei miei fastidi, e del misterioso luccichio nello specchio del bagno. Mi erano finalmente spuntati dei lungi ed aguzzi canini, che ogni vampiro che si rispetti, dovrebbe avere. La mia scoperta, mi sollevò, poiché finalmente, ogni singolo evento acquistava un senso, ma la mia felicità e il mio sollievo finirono per essere destinati a durare poco. L’intera faccenda, aveva anche una sorta di lato negativo. Pensavo di aver ormai chiarito ogni dubbio esiste stente, quand’ecco che un altro sovrastò ogni mio pensiero. “Perché a me?” pensai. “Perché non a Jennifer?” In fondo, lei era di due anni più grande di me, perciò la logica mi suggeriva che la trasformazione che avevo appena subito, sarebbe certamente dovuta toccare prima a lei, ma la mia stessa logica e lucidità mi tradirono, visto che evidentemente non era così. Sospirando, scossi lentamente la testa, abbassandola subito dopo. Avevo ormai perso anche l’ultima speranza di trascorrere una notte tranquilla, e per l’ennesima volta, mi ritrovai a rimanere sveglia nel mio letto, passando le lente e scorrevoli ore notturne, ad interrogarmi. Fra un pensiero e l’altro, chiudevo gli occhi sdraiandomi esausta, per poi risvegliarmi, e ricominciare quest’infinito e ripetitivo ciclo, solo qualche minuto dopo. Spossata, rinunciai ad affidarmi per una seconda volta ai miei neuroni e alla mia concentrazione, sapendo che ogni mia supposizione, aveva un unico scopo. Sapevo, infatti, che le stesse non avrebbero fatto altro che portare un’interminabile serie di dubbi all’interno della mia vita. Aggrappandomi all’ultimo briciolo di buon senso che mi era rimasto, iniziai a dubitare di me stessa, credendo che ogni vampiro, ogni creatura soprannaturale del nostro calibro, venisse al mondo con ogni possibile certezza riguardo il suo essere, ma mi accorsi che mi sbagliavo. Così, completamente stremata, e incapace di ogni ulteriore ragionamento, che mi avrebbe soltanto privata di ogni mia energia rimanente, giunsi ad un ultima importante conclusione. Le creature a noi simili non scelgono chi essere, ma lo diventano, scoprendo per tempo, il loro destino. Qualche minuto prima di riaddormentarmi, ripensai alla missione che mi era stata affidata, capendo che la stessa risultava essere di vitale importanza, poiché la posta in gioco era davvero alta. Ne andava infatti, della sopravvivenza di tutti i vampiri componenti “L’ordine del Sangue.” Dopo tale pensiero, mi sento fiera di me stessa. Finalmente ho scoperto la complicata connessione fra il nostro mondo, e quello degli umani. Fra i due non può esserci simbiosi, ma uno dovrà sempre, strenuamente tentare di prevalere sull’altro. Un qualunque altro vampiro, diverso da me, riterrebbe la mia scoperta quasi sicuramente ovvia e banale, ma io no. Un altro vampiro non capirebbe che questo si tratta di un passo in più verso le mie origini e il mio essere, ed è da ritenersi quindi, un passo importante.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *