Compagni di sella – CAPITOLO XXXIII

Una vera famiglia

Gli uomini, sono creature alquanto abitudinarie, ognuno con i propri piani da seguire alla lettera, le proprie decisioni, e i propri assurdi schemi, che si ripetono infinite volte, in un altrettanto assurdo e incomprensibile circolo vizioso. Chiaramente, ammetto di non essere nessuno per esprimere giudizi di questo genere, poiché anch’io faccio parte di questo mondo, governato da un costante e continuo susseguirsi di eventi, volti a comporre e caratterizzare, sempre in modo diverso la vita delle persone. Tuttavia, posso ancora affermare, di aver finalmente trovato un modo per uscire dalla monotonia che regnava sovrana all’interno delle mie giornate. Questo è per me, motivo di grande gioia e felicità, poiché finalmente, sono riuscita a realizzare il mio sogno di diventare mamma. Io e mio marito Aidan abbiamo adottato i nostri due figli, Liam ed Aubrey, grazie a una mia cara amica, e abbiamo preso il nostro nuovo ed importante ruolo di genitori, molto sul serio. In fondo, esserlo diventati, è per noi un grande traguardo, e averlo finalmente raggiunto, ci rende davvero fieri e orgogliosi di noi stessi. Ad ogni modo, adattarsi ad una nuova routine quotidiana, non si sta rivelando un compito facile, per nessuno di noi due. D’altro canto, Aidan è sempre impegnato con il suo lavoro, perciò mi ritrovo spesso costretta a rimanere da sola con entrambi i bambini. Gli stessi, mi danno molto da fare, ma comprendo di dover iniziare ad abituarmi al mio nuovo ruolo di madre. Inizialmente, ogni mestiere è difficile per chiunque, perciò penso che l’unica cosa di cui ho bisogno, oltre ad una mano d’aiuto da parte di Aidan, sia semplicemente un pizzico di dimestichezza in più. Da quando Liam ed Aubrey sono entrati nella nostra vita, la stessa ha finito per cambiare radicalmente. non eravamo affatto abituati ad essere svegliati dal pianto notturno di due neonati, né a tutte le attività che solitamente, compongono la vita di un genitore. Ad ogni modo, credo che questo nuovo stile di vita, abbia anche dei lati positivi, molto più numerosi e importanti rispetto a quelli negativi. I bambini ora hanno due mesi, e la sensazione che provo quando li stringo fra le braccia è indescrivibile. Quella stessa sensazione, è capace di riempirmi il cuore di gioia, e di indurmi a pensare. Difatti, ogni volta che accade, penso a quanto fortunata io sia ad averli nella mia vita. Liam ed Aubrey, sono la mia nuova finestra sul mondo, da quando sono entrati nel mio cuore e nella mia vita, la mia prospettiva dello stesso è profondamente, se non totalmente, cambiata. Riesco finalmente a vedere ogni cosa con occhi diversi, in maniera più gioiosa e positiva. I giorni, come di consueto, trascorrono lentamente, ma dal loro arrivo, mi sono accorta che nella mia vita non c’è più spazio per le giornate grigie e uggiose, o per i sentimenti negativi. Le emozioni che costellano la vita di un genitore, sono indescrivibilmente forti e positive. Una persona capace di confermarlo, risulta essere mia madre Angela. Lei stessa, ricorda ancora benissimo le emozioni ed i sentimenti provati quando io ed Austin, da bambini, crescevamo di giorno in giorno, imparando e muovendo i primi passi verso l’ignoto del mondo a noi circostante. Questa è la ragione per cui, lei sarà la prima delle  persone della mia famiglia a conoscere i miei figli. Proprio oggi, infatti, ho intenzione di prendere la macchina, e andare a trovare mia madre. Dal giorno in cui Aidan ed io abbiamo adottato Liam ed Aubrey, io e lei non abbiamo più avuto modo né occasione di rivederci, ragion per cui, questo non potrebbe essere momento migliore. A conti fatti, la cosa sarebbe positiva per entrambe. Io riuscirei finalmente a rivedere mia madre, dopo un così lungo lasso di tempo, e lei riuscirebbe finalmente a conoscere i suoi due nipotini, che sperava di incontrare, ormai da tempo immemore. Non volendo farla più aspettare, ho avuto cura di telefonarle, mettendola al corrente del fatto che oggi, il suo desiderio sarebbe diventato realtà. Così, dopo esserci accuratamente preparati per il nostro lungo viaggio verso casa di mia madre, Aidan ed io siamo partiti alla volta della nostra destinazione. Entrambi, eravamo completamente consapevoli della lunghezza del viaggio stesso, perciò ci siamo preparati a dovere. Alla fine, dopo ore passate in auto, siamo riusciti ad arrivare a Sydney, mia città natale. Prima di conoscere Aidan, sposarmi ed andare a vivere con lui a Scottsdale, vivevo proprio in questa città, assieme ai miei genitori e a mio fratello. Ad ogni modo, raggiunta casa di mia madre, abbiamo pazientemente aspettato che aprisse la porta, dopodichè l’abbiamo salutata affettuosamente. Subito dopo averci salutato, ci ha invitati ad entrare, e noi abbiamo accettato senza batter ciglio. Non appena misi piede in casa, un fiume di ricordi mi attraversò la mente. Non visitavo quella stessa casa da circa un anno, eppure non era cambiata di un virgola. Ogni cosa era rimasta al suo posto, compresa la vecchia e polverosa foto di famiglia posta sul mobile del salotto. Ad ogni modo, Aidan ed io passammo una buona mezz’ora a chiacchierare con i miei genitori. Dopo un pò, mi resi conto della vera ragione per cui avevamo fatto loro visita, così, senza esitare, decisi di prendere delicatamente in braccio la piccola Aubrey, che, fino a quel momento, dormiva beata all’interno del suo passeggino. La strinsi fra le mie braccia per qualche minuto, e non appena mia madre la vide, si avvicinò a lei, iniziando ad accarezzarle le candide e paffute guance. Inoltre, mia madre ebbe anche cura di aggiungere che la bambina mi somigliava, avendo i miei stessi occhi color nocciola. Accettando di buon grado il complimento, notai che Aubrey si era addormentata fra le mie braccia, motivo per cui, decisi di rimetterla nel passeggino, facendo attenzione a non svegliarla. Subito dopo, Aidan, che teneva in braccio Liam, permise a mia madre di fare lo stesso, lasciando che fosse lei a prenderlo in braccio. Mia madre, coccolò amorevolmente il nipotino per qualche minuto, affermando in seguito, che almeno secondo il suo pensiero, quel bambino era identico allo stesso Aidan. I miei genitori, sanno perfettamente dell’adozione dei due bambini da parte nostra, eppure, continuano a ripetere, che pur essendo noi, soltanto i genitori adottivi degli stessi, con il passare del tempo, alcune somiglianze fra noi e loro, iniziano a farsi notare. Inizialmente, ero alquanto scettica riguardo al loro pensiero, ma ora comprendo di dovermi ricredere, e dar loro ragione. Sono ovviamente contenta del pensiero dei miei genitori riguardo ai bambini, ma ad ogni modo, Aidan ed io non ci curiamo del loro aspetto esteriore. Sappiamo che sono dei bellissimi bambini, e vogliamo che a loro volta, loro sappiano che noi li amiamo e li ameremo per sempre, poiché finalmente, siamo una vera famiglia.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *