Compagni di sella – CAPITOLO XXVIII

Il grande giorno

Ebbene, dopo una lunga e trepidante attesa, due mesi sono finalmente passati, lasciando che questa nuova giornata inizi senza indugi. Quello odierno è, sia per me che per Aidan, un giorno davvero speciale. È vero, io e lui tendiamo a definire speciali molti altri giorni, per svariati motivi, ma vista la nostra quasi incontenibile felicità, non possiamo proprio evitare di farlo. Difatti, oggi è il giorno delle nostre nozze. entrambi, abbiamo atteso questa data per mesi, e ci siamo preparati scrupolosamente, e sapere che finalmente riusciremo a coronare il nostro sogno d’amore, ci riempie il cuore di gioia. Sin da quando ero una bambina, ho sempre sognato e immaginato il mio matrimonio, e la consapevolezza del poter riuscire a vedere il mio sogno prendere vita e forma, proprio davanti ai miei occhi, è per me motivo di grande felicità. È ancora mattina presto, e pur avendo compiuto vent’anni, non ho perso le mie abitudini di ragazza mattiniera, che tra l’altro, non intendo neanche lontanamente abbandonare. Le stesse, a volte, sono dure a morire, proprio come la speranza, che tuttora conservo nel mio cuore, sperando, per l’appunto, in una concatenazione di eventi atti a portare gioia nella mia vita e in quella della mia famiglia. è passato un anno da quando mi sono trasferita qui a Scottsdale con Aidan, in modo da iniziare una nuova vita con lui, e i miei genitori, hanno avuto parecchie volte l’occasione di venirmi a trovare. Purtroppo, non si può dire lo stesso dei miei cari zii. Persone gentili, oneste, generose e di buon cuore, che non trovano mai tempo per la loro unica nipote. Anche loro hanno una loro vita, e di certo non resto qui a forzare gli eventi, in modo che vengano a trovarmi, poiché sarebbe una follia. Ad ogni modo, devo ammettere che, di tanto in tanto, gradirei davvero una loro visita. Intanto, il tempo passa, la mattinata sta volgendo al termine, e io ho ancora un sacco di cose da fare. Se non mi decido a darmi una mossa, viste tutte le commissioni che ho da sbrigare, e senza nessuno che mi aiuta, il nostro grande giorno sarà rovinato, ma  Aidan ed io non possiamo assolutamente permettere che questo accada. Fortuna vuole, che lo stesso Aidan abbia deciso di aiutarmi. Lui è sempre stato un ragazzo generoso di natura, e il suo carattere è rimasto immutato nel tempo. Difatti, ha deciso spontaneamente di farlo, senza che io dicessi nulla. Al suo comportamento, si trova immediatamente una spiegazione più che razionale. Aidan sa quanto io mi stia impegnando per organizzare il nostro matrimonio, e quanto io stia lavorando per far sì che tutto sia perfetto in onore di questo così grande evento, ragion per cui ha deciso di prendere anche lui parte nei preparativi, scegliendo di darmi una mano con le commissioni che ho da sbrigare. Grazie al suo aiuto, la mole di lavoro che ho da affrontare, è senza dubbio diminuita, ma il tempo è tiranno. Siamo infatti, nelle prime ore del pomeriggio, e il nostro matrimonio avrà luogo fra qualche ora. La cosa migliore da fare, sarebbe stringere i tempi, ma il solo pensiero mi rende ansiosa. In fondo, un matrimonio, è un’occasione speciale, non certo uno scherzo, perciò non oso neanche pensare di occuparmi di ogni singola incombenza da sola, e in fretta. Al momento, sono seduta da sola in cucina a riflettere, nel tentativo di calmarmi e schiarirmi le idee. Sena che riesca ad accorgermene, il nervosismo mi porta alle lacrime, e inizio a piangere in silenzio. Dopo qualche minuto, Aidan mi raggiunge, e vedendomi in quello stato, si avvicina e decide di sedersi accanto a me, chiedendomi quale sia il problema. Così, con il volto rigato dalle lacrime, e la gola stretta nei singhiozzi del pianto, comincio ad illustrargli la situazione. Sono triste e arrabbiata, e continuo a ripetergli che non c’è nulla che vada per il verso giusto. Aidan, che mi ascolta senza proferire parola, trova il mio discorso insensato, così, mantenendo la calma, e porgendomi un fazzoletto, mi rassicura, dicendomi che andrà tutto bene. Traggo conforto dalle sue parole, e finalmente argino quel fiume di lacrime che era ormai in procinto di esondare. Sono riuscita a calmarmi, ma ad ogni modo, trovo quel pianto alquanto liberatorio. In questo preciso istante, sono intenta a guardare la mia immagine riflessa nello specchio del salotto. Il mio viso porta ancora i segni del mio immaturo piangere, per cui decido di andare a darmi una rinfrescata nel bagno di casa. La mia permanenza in quella stanza, non si protrae per più di qualche minuto, e una volta uscita, inizio a camminare per il corridoio che conduce al salotto. Lì trovo Aidan, seduto sulla poltrona e completamente immerso nella lettura di un interessante, seppur polveroso libro, preso dalla mensola accanto al caminetto. Ho la precisa intenzione di non disturbare la sua lettura, ragion per cui evito di parlargli, ma lui sa bene che sono lì, perciò posa il libro, si alza dalla poltrona, e mi viene incontro salutandomi con un abbraccio. Mi chiede come sto, e subito dopo, dando un rapido sguardo al suo orologio da polso, mi stringe forte a sé. Ormai, al nostro tanto agognato matrimonio, manca solo un’ora. Non riesco davvero a crederci. Fra soltanto un’ora, nostro sogno diverrà realtà. Aidan ed io, diventeremo finalmente, marito e moglie. Ad ogni modo, Aidan afferma che sarebbe meglio avviarsi verso la chiesa, per evitare il madornale errore che un ritardo comporterebbe. Così, senza perdere un minuto di tempo, ci siamo subito preparati. Lui è stato molto più veloce di me, e mi aspetta al piano di sotto. Dopo qualche minuto, sono pronta anch’io, che mi accingo a scendere le scale che portano alla nostra camera da letto, per tornare in salotto e uscire di casa. Felicissimi, io e Aidan ci siamo tenuti la mano per tutta la durata del viaggio in auto fino alla chiesa. Siamo arrivati in tempo, per fortuna, e adesso, c’è un ultimo passo da compiere. Lasciare che Aidan mi prenda per mano, e mi conduca lentamente all’altare, dove finalmente mi prenderà in sposa, realizzando il sogno di una vita. Mentre camminiamo, lascia che un mare di emozioni mi pervada. La mia felicità e la mia gioia sono incontenibili. Arrivati all’altare, Aidan mi guarda e mi prende per mano, dando inizio allo scambio delle fedi. Dopo questo tradizionale gesto, arriva il momento più significativo dell’intera cerimonia, ossia lo scambio di un bacio fra i due coniugi. Quel bacio, un gesto con un significato forse ancora più profondo del precedente, ha dato modo a me e ad Aidan di completare la nostra unione. Subito dopo, mi coprii il viso per nascondere le lacrime di gioia che mi rigavano il viso, e abbracciai di nuovo Aidan. Poi, fra gli applausi degli invitati alla cerimonia, e la magia di quel momento così solenne, ci prendemmo di nuovo per mano, e ci avviammo verso l’uscita della chiesa stessa. Tutto questo, non prima di aver salutato i nostri genitori e le nostre famiglie. Era ufficiale. Aidan ed io avevamo finalmente coronato il nostro sogno. Eravamo diventati marito e moglie.

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