Compagni di sella – CAPITOLO XXVII

Fra felicità e tristezza

Con la stessa e medesima lentezza di quello precedente, un altro anno se n’è andato, per far posto all’inizio di quello nuovo, appena cominciato. La relazione che esiste fra me ed Aidan, dura da ormai ben due anni, e proprio oggi, nel giorno del mio ventesimo compleanno, lui ha deciso di farmi il regalo più bello di tutti. Difatti, dopo due anni passati insieme, crede che nella nostra duratura relazione, manchi qualcosa. Per sopperire a questa mancanza, ha deciso di agire, e infatti, desidera ardentemente sposarmi. Ormai da tempo, continua a ripetere che questo sarebbe senza dubbio, il sogno della sua vita, ed io so bene di non essere di certo la persona che gli impedirà di realizzarlo. D’altra parte, sono più che felice all’idea di diventare sua moglie. Ad ogni modo, entrambi pensiamo che sia meglio non correre troppo, e non giungere a conclusioni affrettate, visto che ci sposeremo soltanto fra tre mesi. Tuttavia, anche se gli stessi rappresentano un lasso di tempo relativamente lungo, Aidan ed io ci stiamo già dando parecchio da fare con i preparativi per il nostro grande giorno. Siamo entrambi al settimo cielo, ci sentiamo come se nulla ormai fosse in grado di dividerci né rovinare questa meravigliosa atmosfera che aleggia attorno a noi. Ad ogni modo, è largamente risaputo che il destino è del tutto imprevedibile, perciò, sempre secondo il pensiero mio e di Aidan, è meglio dare tempo al tempo, e lasciare che ogni tessera di questo mosaico trovi lentamente il suo posto. Come prima cosa, ci siamo occupati insieme della lista degli invitati. Entrambi vogliamo che quella per il nostro matrimonio, non sia una cerimonia sfarzosa, perciò abbiamo scelto un’opzione migliore, spostando la nostra attenzione, sull’idea di una più intima e riservata. Per questa semplice ragione, la lista degli invitati non sarà molto lunga. Nella stessa, infatti, figureranno solo e soltanto i nomi dei componenti delle nostre rispettive famiglie. Proprio a questo proposito, ho colto la prima occasione, per parlare del matrimonio con la mia famiglia. Mia madre e mio padre, ne erano felicissimi, e mia cugina Cassidy si è addirittura proposta come mia damigella d’onore. Visto quanto ci teneva, non ho potuto dirle di no, così ora lei ricopre quest’importante ruolo. Quanto ad Austin , mio fratello, lui stesso sostiene di essere felice per me, ma anche un pò geloso, seppur in maniera alquanto benevola. Lui infatti, pur avendo ormai la mia stessa età, non si è ancora trovato una fidanzata, dato il suo scarso successo con le ragazze. Nostra madre, che conosce noi suoi figli, come il palmo della sua mano, è convinta che un giorno, anche Austin troverà l’amore, poiché, sin da quando eravamo bambini, lei stessa continua a ripeterci che nulla è impossibile, e che tutto lo è solo se si crede in sé stessi. Inoltre, sostiene anche che l’impossibile, sia un limite esclusivo della mente, ma non dell’anima e nemmeno del cuore. Purtroppo, Austin non ha mai prestato neanche un briciolo di attenzione ai consigli, e alla filosofia di nostra madre, e proprio per questo, almeno a mio avviso ora conduce questa vita così ordinaria. Lui stesso afferma di essere felice così, e nessuno in famiglia osa contraddirlo, ma in ogni caso, io mi sento triste a riguardo. Vorrei davvero che conducesse una vita migliore, costellata di gioie proprio come la mia, ma purtroppo non posso controllare né manipolare le sue scelte, perciò, anche conservando una lieve tristezza nei suo riguardi, devo accettarlo. Austin vive la sua vita, proprio come io vivo la mia. Inoltre, sono anche profondamente consapevole che intromettermi, frapponendomi fra lui e le sue decisioni, risulterebbe insensato, e per di più non sortirebbe alcun tipo di effetto. Perfino Aidan, che conosce bene mio fratello, ha tentato di dissuadermi dal farlo, riuscendoci. In fondo lui stesso non ha tutti i torti. Di certo, la mia tristezza non svanirà in un battito di ciglia, ma comprendo che l’unica cosa che posso fare per Austin, è augurargli tutto il meglio. Ogni persona, prima o poi, riceve il dono della felicità, sceglie solo di aprire quel pacco più tardi rispetto ad un’altro

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