Compagni di sella – CAPITOLO XXIII

Miglioramenti

Con un ritmo a volte lento e pacato, e altre sostenuto e incalzante, in maniera del tutto imprevedibile ed inevitabile, il tempo scorre, imprimendo nelle menti delle persone, innumerevoli ricordi. Gli stessi, possono essere positivi o negativi, a seconda delle esperienze vissute, e delle emozioni provate. Purtroppo, la mia famiglia ed io, conserviamo un orribile ricordo, che risale ad una vicenda che ha avuto luogo all’incirca tre mesi fa. Con nostra grande sorpresa, infatti, abbiamo ricevuto un’ alquanto spiacevole visita da parte del signor Guinness, il banchiere con cui mio zio, ha a che fare ormai da lungo tempo. A suo dire, ci ha fatto visita unicamente per esaminare la nostra situazione finanziaria, ed è proprio ciò che ha fatto, ma la brutta notizia è che, anche dopo tutti questi sforzi, secondo accurati calcoli da lui stesso effettuati, siamo ancora lontani dal possedere la cifra necessaria ad estinguere il debito esistente. A questo, si aggiunge il mio inaspettato incontro con Samantha, la figlia dello stesso banchiere, che ora mi odia poiché convinta che io abbia di proposito messo la parola fine alla nostra amicizia. Sfortunatamente, lei stessa sembra essere incapace di comprendere che si sbaglia, ma spiegarglielo non servirebbe. Ho tentato più volte di farlo, ma senza risultati, perciò ora, sono riuscita a giungere ad un’importante conclusione. In alcuni casi, il silenzio è l’unica risposta da dare a persone di questo calibro. Quindi adesso taccio, lasciando quella ragazza da sola, con la sola ed unica compagnia delle sue convinzioni, delle sue idee, e del suo effimero sapere. Ad ogni modo, un briciolo di bontà, è riuscito furtivamente, ad insinuarsi all’interno dell’ormai scorso mese, portando delle significative novità. Difatti, ho appreso da mia madre, una lieta novella. Lei stessa, ha avuto modo di rimanere in contatto con la madre di Aidan, dopo la dimissione di quest’ultimo dall’ospedale. A mia completa insaputa, ha anche avuto l’opportunità di incontrare il padre di Aidan e scambiarci amichevolmente due parole. Quest’ultimo,  durante la discussione avuta con mia madre, ha affermato di sentirsi in debito con la nostra famiglia. Non capendo di cosa parlasse, né tantomeno a cosa si riferisse, mia madre gli chiese spiegazioni. A quel punto l’uomo la guardò, asserendo che se non fosse stato per me, sua figlia, ora Aidan non sarebbe il ragazzo che è oggi. Finite le spiegazioni, il padre di Aidan è tornato nuovamente a discutere della questione riguardante il debito che sentiva di avere nei nostri riguardi. A quel proposito, ha deciso di farci una sorpresa, chiedendo a mia madre di non dirci nulla a riguardo, poiché io e gli zii, l’avremmo ricevuta quanto prima. L’intera vicenda, si è schiarita completamente qualche giorno fa, ossia quando, all’interno della cassetta della posta, ho trovato una lettera a me indirizzata, speditami stavolta, dal padre di Aidan. Alla stessa, era allegato un assegno, la cui cifra bastava, finalmente ad estinguere ogni prestito ottenuto da quell’odioso e avido banchiere. Quando l’ho scoperto, ammetto di essere stata felicissima, a tal punto da essere fuori di me dalla gioia. Anche gli zii, in quel momento condividevano il mio entusiasmo, arrivando perfino a reputare un miracolo quanto ci era successo. La prima cosa che ci venne in mente di fare, dopo aver giustamente gioito della meravigliosa sorpresa, fu fare cortesemente visita ad Aidan e alla sua famiglia, in maniera tale da ringraziarli della loro gentilezza. Quando arrivammo a destinazione, dopo circa un’ora, ad aprire la porta di casa, fu proprio Aidan, che appena mi vide, mi salutò affettuosamente, stringendomi in un abbraccio che sembrò quasi soffocarmi. Era ovvio, che anche lui era al corrente della sorpresa, ma c’era qualcosa, in quel suo sguardo così gioioso e pieno di vita, che mi convinceva della presenza di qualche altro piccolo particolare a noi ignoto. Ad ogni modo, i miei zii intavolarono un amichevole discorso con i genitori di Aidan, e in quel mentre, lui stesso mi fece capire, con fare discreto, che doveva parlarmi. Io non potei fare altro che annuire e sorridere, nel tentativo di non rovinare la lieta atmosfera presente al momento, nel salotto di casa sua. Così, Aidan ed io decidemmo sapientemente di levare il disturbo, lasciando gli adulti ai loro discorsi, e raggiungendo, in tutta calma, la camera di Aidan, unico posto in cui io e lui potevamo parlare tranquillamente, con la certezza di non essere ascoltati o interrotti da nessuno. Una volta entrati in camera sua, ci sedemmo entrambi sul suo letto. Io intanto, giocherellavo distrattamente con una ciocca dei miei capelli castani. In quella stanza, c’era solo silenzio, che venne poi interrotto da Aidan, che senza usare mezzi termini, mi spiegò che era stato lui a convincere suo padre ad aiutare la sua famiglia, poiché sapeva quanto il ranch dei miei zii contasse per me, e soprattutto per un motivo assai più importante. Aidan mi amava. Confessò che durante la sua amnesia, il ricordo dei suoi sentimenti per me era solo annebbiato, ma non era mai svanito, al contrario degli altri. Le sue parole, mi avevano letteralmente colto alla sprovvista, per cui, non sapendo cosa dire, mi limitai a ringraziarlo sorridendo. Romantico com’era, Aidan non si accontentò di un mero e semplice ringraziamento verbale, perciò mi strinse le mani, chiedendomi quindi, di baciarlo. Io lo amavo davvero, i miei sentimenti erano forti, perciò non mi curai affatto della sua richiesta, ma lo baciai ugualmente, sapendo che non stavo solo esaudendo un suo desiderio, ma anche uno mio. Volevo che capisse cosa provavo, e che quel ricordo rimanesse per sempre fisso nella sua memoria, in modo che non ci fosse oblio, o amnesia capace di cancellarlo. Quella semplice e cortese visita pomeridiana, si tramutò per me, in un altro momento magico passato assieme al ragazzo dei miei sogni. Il mio cuore, or batte all’impazzata, traboccante di gioia e d’amore. Ora, in questo preciso istante, ognuna delle mie sciocche e infantili preoccupazioni, è svanita, e sono sicura, che la vita d’ora in poi, non mi riserverà altro che momenti felici.

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