Compagni di sella – CAPITOLO XXII

Amicizie e problemi

Un altro mese, è quasi passato, e nel corso dello stesso, la mia famiglia ed io abbiamo affrontato tantissimi problemi. Fra questi, figura anche quello riguardante la questione legata ai debiti dei miei zii. Entrambi stanno lavorando alacremente, al fine di estinguere ogni debito esistente, e anch’io li aiuto come posso, ma per quanto noi tutti ci sforziamo, continuiamo ad avere il sentore che i nostri stessi sforzi non bastino mai. L’intera faccenda ci infonde un senso di rabbia, impotenza, e rammarico. Come se questo non fosse già un fardello abbastanza pesante da sopportare, a peggiorare le cose si aggiunge un’altra alquanto spiacevole situazione. Mia zia, infatti, ha ricevuto un’altra telefonata da parte della banca, nella quale le è stato espressamente comunicato che proprio oggi, il banchiere in persona, verrà a farci visita, con l’intenzione di esaminare la nostra attuale situazione finanziaria. Tutto questo, ci rende parecchio nervosi, difatti, mia zia, con lo scopo di evitare altri problemi, avrebbe voluto rispondere per le rime, ma non ha potuto farlo, limitandosi ad accettare la visita del banchiere. Abbiamo atteso per ore, rassegnati e tesi come corde di violino, che il banchiere ci facesse visita, e dopo qualche ora, egli stesso arrivò nel nostro ranch. La prima cosa che fece, fu parlare a quattr’occhi con mio zio. Io avrei voluto rimanere al suo fianco, ma mia zia non me lo permise, fulminandomi con lo sguardo. In quel momento, ero in procinto di rientrare in casa, ma ad un tratto, mi bloccai. Durante la discussione, infatti, avevo sentito il banchiere pronunciare il mio nome. Fu così, che di scatto mi voltai, e iniziai a camminare lentamente verso mio zio, avendo cura di rimanere in silenzio accanto a lui. In quel mentre, mi sorse un orribile dubbio. Non avevo neppure la più pallida idea di come quell’uomo freddo come il ghiaccio, e arido come un deserto, conoscesse il mio nome. Non volendo interrompere la loro discussione, tenevo la testa bassa evitando di parlare. Poco dopo, sentii un rumore. Ero completamente ignara del luogo dal quale quel rumore provenisse, ma per qualche ragione, una decisione istintiva mi portò a sollevare la testa. Fu proprio allora, che da dietro le spalle del banchiere spuntò una ragazza, che mi guardava fisso negli occhi senza parlare. In quel momento, anche io la stavo guardando molto attentamente, poiché mi sembrava di averla già vista prima. Continuai a fissarla per alcuni istanti, e alla fine, un guizzo di memoria mi saltò in mente. Quella ragazza, non era altri che Samantha Guinness, mia vecchia amica sin dai tempi delle elementari. La nostra, era davvero una bella amicizia, che purtroppo finì per logorarsi e cessare di esistere, a causa di una futile rivalità. Sin da quando eravamo soltanto delle bambine, Samantha è sempre stata gelosa di me e delle mie capacità. Non aveva altre amiche oltre a me, e quando poi, dopo la fine delle scuole elementari a dovuto trasferirsi in un’altra città, la gelosia che già provava, si è unita alla sensazione di abbandono da parte mia. Tutto ciò, mi suonava alquanto strano. In fondo, non ero stata io ad abbandonarla, ma il suo forzato trasferimento in una nuova città ad allontanarla da me. Con il tempo, ognuna di noi ha preso strade diverse, perciò ci siamo inevitabilmente perse di vista, e a quanto sembra, Samantha pare non aver mai smesso di pensare a cosa era accaduto a quel tempo. Non appena mi vide, non proferì parola, limitandosi a fissarmi, con negli occhi uno sguardo che lasciava trasparire tutta la sua rabbia nei miei confronti. Mantenendo la calma, ho cercato di parlarle, spiegandole il mio punto di vista riguardo a ciò che era successo in passato, ma senza ottenere risultati concreti. Da bambine, io e Samantha, avevamo un ottimo rapporto, ma ormai non era più così. Lei era profondamente cambiata. Non era più la dolce ragazzina che conoscevo, ma si era letteralmente trasformata in un mostro, diventando una ragazza irascibile, collerica e acida. In quel preciso istante, era ferma davanti a me, e non accennava a rompere il suo silenzio, se non per dirmi che mi odiava, e che sperava nella rovina della mia famiglia. A volte, risulta essere davvero incredibile, se non completamente ineccepibile, il modo in cui, il carattere e i modi di fare di una persona cambino, mostrando un lato sconosciuto e oscuro, della persona stessa. Ad essere sincera, non riesco minimamente a comprendere la ragione per cui Samantha abbia finito per serbare così tanto rancore e astio nei miei riguardi. Continua a ripetermi che alla rabbia che prova, c’è un motivo valido, ossia il fatto che io abbia deciso di abbandonarla, rovinando così il nostro splendido rapporto. Attualmente, Samantha è accecata dalla collera,e per quanto io tenti di farla ragionare, spiegandole con calma la realtà dei fatti, lei si ostina a non volermi dare ascolto, restando fedele alla sua idea, secondo la quale io l’ho abbandonata. Onestamente, credo che se Samantha non si fosse messa in testa quest’idea, la nostra amicizia avrebbe potuto continuare ad esistere e non finire per appassire come un fiore che perde tutta la sua bellezza bruciando nel gelo. Mi dispiace davvero sapere quale sia il suo pensiero, ma quel che è peggio, è che io, nonostante la mia calma e la mia buona volontà, non sia riuscita a farle cambiare idea riguardo alla mia persona. Mi è davvero inconcepibile, il perché di tanta collera mi lascia sconcertata. Come ripeto a me stessa, da tempo ormai immemore, un’amicizia non si costruisce in un giorno, ma viene vissuta e coltivata nel tempo, durando solo se vera. È un sentimento meraviglioso, che non si chiede, non si ruba, ma si conquista.

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