Compagni di sella – CAPITOLO XVIII

Di nuovo in pista

Da pochi giorni a questa parte, i miei zii ed io, abbiamo avuto il piacere di rincontrare un nostro vecchio amico, il signor Brian. Egli, oltre che amico di mio zio e mio allenatore per i concorsi equestri, ci conosce letteralmente da una vita, ed è perciò divenuto un nostro confidente, ragion per cui, è venuto a sapere da mio zio, come vanno le cose al ranch, e tutto ciò include anche la questione riguardante i debiti. Quando il signor Brian ha appreso la notizia, ha affermato di provare dispiacere nei nostri confronti, e si è offerto di aiutarci. Mio zio, uomo giusto, ma anche molto orgoglioso, ha educatamente rifiutato la proposta, ma vista l’insistenza del signor Brian, non ha potuto far altro che accettarla. La sua offerta d’aiuto è stata generosa, e consisteva nel lasciare che fosse proprio lui a sottopormi agli allenamenti necessari per il concorso che avrà luogo a Phoenix, e una volta finiti gli stessi, accompagnare tutti noi sul luogo della gara. C’è da ammettere che mio zio si è inizialmente mostrato abbastanza titubante riguardo l’offerta propostaci dl signor Brian, ma poi, comprendendo di non avere nulla da perdere, né tantomeno da obbiettare, si è ricreduto, mostrandosi d’accordo con l’amico. Dal canto mio, non riesco ancora a crederci. L’occasione che aspettavo è arrivata, ed io potrò finalmente andare a Phoenix. Il concorso che avrà luogo lì, si svolgerà all’incirca fra un mese, e ciò sta a significare che, ora come ora, ho tutto il tempo per rilassarmi, allenarmi, e raccogliere le idee riguardo a questa competizione. Non nascondo, che dall’ultima volta che ho preso parte ad una gara, è passato davvero un bel pò di tempo, perciò, a dir la verità, a dispetto di quello che ho sempre asserito e pensato non so se sono pronta a ripetere un’esperienza di questo genere. Ad ogni modo, può darsi che in questo preciso momento, sia l’ansia a parlare, quindi penso che farei meglio a prendermi una pausa da questo pensiero, prima di lasciare che si insinui nuovamente nella mia testa. Oltre a quello riguardante il concorso, ho inoltre molti altri pensieri per la mente, fra cui anche uno che riguarda i miei genitori. Dalla loro ultima visita qui al ranch, è passato un bel pò di tempo, e devo confessare di essere leggermente in pena per loro. Ho provato a contattarli per giorni, ma non rispondono mai alle mie telefonate. Tutto ciò, si traduce per me in un gran peccato, visto che avrei voluto metterli al corrente della proposta del signor Brian, informarli della competizione ippica la cui data si sta avvicinando, e chiedere loro il permesso per viaggiare, in compagnia degli zii e dello stesso signor Brian, fino in Arizona, stato all’interno del quale, il concorso avrà luogo. Oltre ad essere per me causa di nervosismo, non riuscire a contattare i miei genitori, è anche veicolo di preoccupazione. In fondo, queste sono solo alcune delle rare volte in cui non si fanno sentire, e questo, a confessarlo, mi turba non poco. Sembra proprio che oggi, la mia buona stella, abbia deciso di spegnersi. Ora come ora, sono seduta sul letto in camera di mia zia, con il cellulare in mano, aspettando che i miei genitori si rendano conto del fatto che io ho davvero bisogno di parlare con loro. La mia attesa, si è attualmente protratta per meno di cinque minuti, eppure ogni secondo che passa, sembra essere un eternità. In genere, quando mi preoccupo, qualunque sia la situazione, tendo a trarre conclusioni affrettate, pensando subito al peggio. Vedendomi così turbata e nervosa, mia zia ha deciso di telefonare lei stessa ai miei genitori, sperando ovviamente, di ottenere risposta. Fortunatamente, stavolta la chiamata non andò a vuoto, e finalmente riuscii a comunicare le notizie a mia madre. Lei stessa, è felice di avere mie notizie, ed è propensa a lasciarmi partire alla volta di Phoenix. Tuttavia, non sa se riuscirà a raggiungermi, ed assistere alla gara come la volta scorsa, poiché mia nonna Isabel è malata, ragion per cui mia madre deve prendersi cura di lei. La situazione, ovviamente, mi rattrista non poco. Mia nonna Isabel, è sempre stata una donna dalla salute cagionevole, e seppure ora non soffra di malanni di particolare entità, non mi piace affatto veder soffrire le persone a me care. A questo, si aggiunge la possibile assenza di mia madre, dal concorso ippico di Phoenix. Sono perfettamente consapevole del fatto, che detto da una diciottenne come me, può sembrare ridicolo o perfino infantile, ma avrei davvero voluto che mia madre avesse potuto avere l’occasione di vedermi di nuovo scendere in pista e gareggiare. Purtroppo, viste le circostanze legate alla salute di mia nonna, sembra proprio che non potrà esserci. Come ripeto, la cosa non mi è di conforto, ma d’altra parte, non posso certo obbligarla, non essendo, il raggiungermi a Phoenix, fra le sue possibilità. Intanto, il tempo passa, e la data della competizione si avvicina. Da circa tre giorni, su consiglio del signor Brian, ho ricominciato gli allenamenti in vista della gara stessa, che, ad un esame più approfondito, risulta essere una competizione, specificamente adatta a dei fantini davvero esperti. Questo concorso, inoltre, presenterà alcune importanti differenze rispetto al primo a cui ho partecipato. Prima di tutto, i fantini non verranno giudicati individualmente, secondariamente, i cavalli devono obbligatoriamente avere sul dorso una coperta da sella con sopra un numero che li contraddistingua, e infine, l’intera gara non si articolerà in tre fasi, ma in una, ossia una corsa di cinque giri intorno al terreno di gara. Ad essere sincera, fino ad ora sta tutto filando liscio come l’olio. Gli allenamenti procedono bene, e per fortuna senza imprevisti né incidenti come la volta scorsa. Tutto questo, rappresenta ovviamente un bene, ma ad ogni modo, esiste ancora un problema. Il mio nervosismo. Con il tempo per allenarmi che stringe, il problema legato al ranch in mente, e il pensiero di mia nonna ammalata, non riesco proprio a concentrarmi. Questo, mi porta, inevitabilmente, ad innervosirmi, poiché quando ho qualcosa di importante da fare, non deve esserci nient’altro a distrarmi dal mio compito. Tuttavia, con quei pensieri ad affollarmi la mente, gli allenamenti risultano ardui da affrontare. Inoltre, essendo questo concorso, di livello più alto rispetto al primo, stavolta il signor Brian ha intensificato il mio programma d’allenamento. Naturalmente, faccio del mio meglio, e mi impegno al massimo per rispettare il programma stesso, ma a dirla tutta, non so se riuscirò a mantenere il ritmo. Sembra che a parlare, attualmente, sia una parte di me che non fa altro che autocommiserarsi. Ora come ora, sono combattuta. So di non poter lasciar perdere gli allenamenti ora che li ho iniziati, e so anche di non potermi permettere di deludere i miei zii. In fondo, quando mi sono offerta di aiutarli a risolvere il loro problema, erano felici, e confidavano in me come tuttora fanno. È risaputo che non si può in alcun modo prevedere il corso degli eventi, quindi, lascerò che siano il tempo e la mia buona stella a decidere come andranno le cose.

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