Compagni di sella – CAPITOLO VI

Un talento nascosto

È passato all’incirca un mese dal giorno dell’incidente a cavallo di mia cugina Cassidy, che ora, a distanza di un mese dall’accaduto, si è completamente ripresa. Oltre allo svenimento, infatti, ha sofferto anche di fastidiosi dolori alle gambe e alle spalle, ma ora afferma di sentirsi decisamente meglio. Quell’incidente è parte del passato, ed entrambe ci auguriamo che una cosa del genere non si ripeta mai più. Cassidy ricorda bene che spavento io mi sia presa a causa dell’incidente stesso, ma ora come ora, è acqua passata, per cui, sia io che lei, siamo più che pronte a lasciarcelo alle spalle. Quest’oggi, una nuova giornata, è in procinto di iniziare. Il sole si è già levato, e fa capolino tra le nuvole bianche come la crema. Come d’abitudine, mi sono svegliata di buon’ora, e da quando l’ho fatto, ho l’impressione che ci sia qualcosa che non quadra. Ho iniziato a destare non pochi sospetti, perciò ho deciso, nel tentativo di vederci chiaro di parlare con mio zio Dylan. Dopo aver palesemente finto che non ci fosse alcun problema e che tutto fosse tranquillo, ha deciso di dirmi finalmente la verità. Disse di essere seriamente preoccupato, poiché Perla, la giumenta di mio fratello, gli stava dando problemi. Continuava a ripetere che Perla dava spesso segni di nervosismo e dolore, e non sopportava venire toccata, per cui aveva chiesto il mio aiuto, nella speranza che io potessi scoprire cosa c’era che non andava in quella giumenta. Né lui né mia zia Holly, erano riusciti a venire a capo di niente, perciò si sono rivolti a me. Così, senza la minima esitazione, ho accettato di aiutarli, e ho lasciato, pazientemente, che mi conducessero nella stalla. Quando arrivammo, decisi di avviarmi lentamente verso il box di Perla, che era visibilmente nervosa. Nel tentativo di calmarla, cominciai ad accarezzarle il fianco, e poco dopo, la sentii emettere un lungo nitrito di dolore. Pensando di averle fatto male, le tolsi la mano dal fianco, e iniziai ad allontanarmi. Entrambi i miei zii erano lì assieme a me, e rimasero letteralmente stupefatti dal comportamento di Perla, anche perché non l’aveva mai mostrato prima. Avvilita, tornai dai miei zii, e risposi che non sapevo cosa stesse succedendo alla giumenta. Loro mi confortarono, asserendo che perlomeno avevo tentato di capire il suo problema, e che se non ci ero riuscita, a loro non importava. Ero triste per aver fallito nel mio intento, e sapevo di dover aiutare i miei zii, poiché non avrei mai voluto deluderli. Qualche ora dopo, decisi di tornare nella stalla, così da far mangiare i cavalli. Mentre davo da mangiare a Eros, notai che Perla, che era nel box accanto, continuava a gemere e nitrire di dolore. Uscii in tutta fretta dal box di Eros, e mi precipitai nel suo, per controllare cosa potesse essere stato a causarle quel dolore improvviso. All’interno del box, non c’era assolutamente nulla di pericoloso per la sua salute, quindi compresi che doveva essere qualcosa di strano nella giumenta stessa. Poco dopo procedetti nel darle da mangiare, e facendolo, notai un insolito rigonfiamento nella pancia e nell’addome di Perla. La scoperta che feci, mi scosse leggermente, per cui, raggiunsi subito i miei zii per avvertirli di ciò che avevo appena visto. Qualche minuto dopo, tornai nella stalla insieme ai miei zii, con la precisa intenzione di mostrar loro la mia inaspettata scoperta. Quando anche mio zio, si rese conto di quello strano gonfiore presente sia sull’addome, che sulla pancia della giumenta, si affrettò a chiamare subito il suo veterinario. Dopo avergli telefonato, disse che c’era soltanto da aspettare che raggiungesse il ranch. Al veterinario, ci volle all’incirca un’ora per raggiungerci e visitare la povera Perla, che intanto, continuava a gemere e nitrire di dolore. La visita durò una decina di minuti, e quando uscì dalla stalla, il veterinario ci diede, per nostra fortuna, delle buone notizie. Difatti, ci disse che il rigonfiamento dell’addome e della pancia di Perla, erano causati da una sua gravidanza. La notizia, per quanto inaspettata potesse essere, ci rese davvero molto felici, poiché sapere che Perla era in attesa di un puledro, era senz’altro positivo. Sfortunatamente, e con grande sconforto di mio fratello, suo fantino, Perla non potrà essere cavalcata né montata per l’intera durata della gestazione, che, a detta del veterinario, durerà circa un anno, alla fine del quale, darà alla luce il suo puledro. Il lato positivo dell’intera faccenda, sta nel fatto che ci siamo accorti per tempo della condizione di Perla, avvalendoci prontamente, del parere e dell’ausilio del veterinario. Mio zio Dylan, è davvero orgoglioso di me. Questo perché, se io non mi fossi accorta di quel sospetto rigonfiamento presente sulla pancia e sull’addome di Perla, non avremmo mai potuto renderci conto della sua dolce attesa, né avremmo potuto prepararci a dovere. Entrambi i miei zii, sostengono che io possieda una qualche specie di talento nascosto, una naturale empatia con il mondo animale, del quale affermano che debba andare fiera. Personalmente, trovo piacevole stare in compagnia degli animali in genere, siano essi domestici o selvatici. Inoltre essere consapevole di possedere questo talento, che mi rende capace di stabilire forti legami con loro, e di rendermi conto dei loro eventuali problemi e delle loro eventuali sofferenze, mi fa sentire importante e orgogliosa di me stessa. Il mondo animale è vastissimo, pieno di meraviglie e sorprese, e come tale, va rispettato e salvaguardato. Ognuno di noi, tramite piccoli gesti quotidiani, può efficacemente garantire la salvaguardia di questo meraviglioso mondo, perciò credo che, per quanto stia nelle possibilità di ogni individuo, quest’ultimo dovrebbe compiere dei piccoli sforzi per far sì che la natura e gli animali, continuino ad esistere, in modo tale da non svanire, un giorno, come fumo. Ogni essere vivente sulla Terra, vive per un periodo di tempo stabilito, secondo la specie, e  prolungare la speranza, e migliorare la qualità di vita, anche solo di un animale, per mezzo di abitudini più salutari, può servire come primo passo, e con volontà e anche un pizzico di fortuna, innescare una reazione a catena formata da eventi positivi , atti e volti a migliorare ancor più di prima, la qualità della vita del regno animale.

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4 thoughts on “Compagni di sella – CAPITOLO VI

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