Compagni di sella – CAPITOLO V

Tutti a cavallo

Quella odierna, si prospetta essere una giornata alquanto fiacca, per un semplice motivo. Visto quanto ci siamo impegnati nell’aiutarli, i nostri zii ci hanno concesso un intero giorno di pausa. Sia io che Austin, siamo ovviamente felici della cosa, ma ad ogni modo, non impiegando il nostro tempo nei consueti lavoretti che svolgiamo assieme agli zii, non sappiamo proprio cosa fare. Abbiamo cercato di pensare a qualcosa da fare, ad un’attività divertente per ingannare il tempo, ma a nessuno di noi è venuta alcuna idea. Sono tranquillamente appoggiata al recinto dove, solitamente, vengono tenuti i cavalli quando non sono chiusi nei loro box, e ad un certo punto, sento Eros che nitrisce. Quasi rispondendo a quella sorta di richiamo, mi volto verso di lui, che inizia, lentamente, ad avvicinarsi a me. Dopo poco tempo, era così vicino da poter essere toccato, perciò, allungai la mano, e gli accarezzai dolcemente il muso per qualche minuto. Poco dopo, Eros fece indietreggiò nitrendo lievemente, dopodichè, diede inizio ad un galoppo veloce ma gentile, con me che continuavo a guardarlo dall’esterno del recinto. Mentre ammiravo lo splendido galoppo di Eros, venni raggiunta da mio zio, che, scherzosamente, mi chiese come stesse andando il mio “giorno libero”. Prima di rispondere, risi di gusto alla sua battuta, poi dissi che stava andando bene, sorridendo. Ad un certo punto, anche mio zio si appoggiò al recinto, con gli occhi fissi su Eros, che ancora galoppava fiero. Poco dopo, mio zio tornò a guardarmi, asserendo di volermi mostrare qualcosa. Lo guardai senza parlare, nel tentativo di indurlo a spiegarsi meglio. Comprendendo che io non avessi idea di ciò che aveva intenzione di mostrarmi, mio zio si voltò per la seconda volta verso il recinto, e subito dopo, emise un fischio ben modulato. Notai, con grande sorpresa, che, a sentire quel fischio, Eros aveva interrotto il suo galoppo, e che stava trottando verso il recinto stesso, in modo tale da avvicinarsi a me e mio zio. Quando il cavallo fu abbastanza vicino, mio zio prese ad accarezzargli la criniera. Eros sembrava gradire la cosa, poiché notai che lasciava pazientemente fare, senza protestare o ritrarsi. Poco dopo, Eros nitrì per la contentezza,mio zio mi propose di andare a fare una galoppata in prateria, nel tentativo di combattere la noia. Accettai la sua proposta, e, dopo averlo debitamente ringraziato abbracciandolo, corsi a chiamare Austin, che era dentro casa con la zia, intenta a svolgere le faccende domestiche. Lo invitai a venire con a cavallo assieme a me, e lui, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso della zia, decise di accettare, ma propose di invitare anche Cassidy. A quella proposta, io mi strini nelle spalle, poiché per me non c’era problema. Così avvertimmo anche la stessa Cassidy, che accettò di buon grado. Abbiamo entrambi pento di invitare anche Cassidy a venire con noi, perché non volevamo farla sentire esclusa. Dopotutto, a causa del tempo che l’aiutare gli zii con il lavoro al ranch, ci occupa, ne passiamo davvero poco assieme a lei. Per cui, non c’è niente di meglio di una bella cavalcata tutti insieme per divertirci, e passare il tempo in maniera diversa dal solito. Prima che partissimo, Cassidy ci ha confessato che quella sarebbe stata la sua prima volta a cavallo. Questo, perché sebbene ha avuto a che fare con animali come i cavalli, ne ha sempre avuto paura, perciò ha accettato il nostro invito nel tentativo di affrontare e sconfiggere tutti i suoi timori una volta per tutte, così da lasciarseli finalmente alle spalle. Inoltre, ne ha anche approfittato per mostrarci Storm, il cavallo che i nostri zii, suoi genitori, le avevano regalato per il suo decimo compleanno. Era uno stallone dal manto color cioccolato, con degli occhi scurissimi, che non solo ti guardano ma ti scrutano dentro. Nonostante fosse fiera del rapporto che aveva con il cavallo, e a cui era legata, Cassidy era ancora alquanto riluttante a salirgli in groppa. Per quanto strano e inusuale possa apparire, sembrava che Storm avesse, in qualche modo, percepito la paura provata da Cassidy in quel momento, così, emise un nitrito, si spostò leggermente di lato, e le diede un colpetto sulla schiena con il muso, come per invitarla a salire, e iniziare a cavalcare. Sorpresa e stranita dal gesto compiuto dal cavallo, Cassidy esitò per un attimo, salvo poi , qualche minuto dopo, convincersi e montare in sella. Quando finalmente Cassidy fu pronta, io e Austin salimmo subito in groppa ai nostri destrieri, e partimmo. Cavalcavamo verso la vicina prateria, che Cassidy affermava di conoscere, così ci affidammo a lei per evitare di perdere la strada di casa. La nostra cavalcata, proseguiva fluida, e durante la stessa, tutti approfittammo per fare pratica con i salti e il controllo del passo, spronando, per mezzo delle redini, dolcemente i cavalli, ad aumentare e diminuire progressivamente la loro velocità, oppure saltando ostacoli che trovavamo sul nostro cammino, fra cui tronchi e alberi abbattuti ormai caduti al suolo. La pace e la tranquillità che ci circondavano, vennero però, presto sostituite da paura e preoccupazione, per un motivo, agli occhi miei e di Austin, allarmante. Lui e Cassidy, stavano entrambi per accingersi a saltare oltre un tronco, ma proprio mentre la stessa Cassidy, era ormai in procinto di farlo, si ritrovò a perdere l’equilibrio a causa di una staffa allentata, per poi cadere da cavallo e svenire. A vederla in quello stato, in terra, esanime e priva di conoscenza, ci preoccupammo tutti, cavalli compresi. Fra i tre, quello che sembrava essere più provato dalla situazione, era Storm, che, alla vista della fantina svenuta, reagì nitrendo e scalciando disperato. In quel momento, io avrei voluto avvicinarmi al cavallo, per tentare di calmarlo, ma notai che, ad ogni mio passo, Storm si innervosiva sempre di più, non permettendo, né a me né ad Austin, di avvicinarci a Cassidy. La situazione non era delle migliori, così chiesi ad Austin di tornare subito al ranch per avvertire i nostri zii, mentre io sarei rimasta con Cassidy e i cavalli, aspettando che la prima si svegliasse, e i secondi si calmassero. Sulle prime, lui non volle darmi retta, ma io sapevo che quella era l’unica cosa da fare, perciò lo fulminai con lo sguardo, e dopodichè, obbedì. Visto quel che era appena successo a Cassidy, ero nervosa e agitatissima, ma feci del mio meglio per mantenere la calma e restarle accanto. Dopo un pò, volsi lo sguardo al sentiero poco distante, e notai che Austin e gli zii, tardavano ad arrivare. Questo, non fece altro che scuotermi i nervi in maniera ancora peggiore, ma decisi, ancora una volta, di provare a calmarmi. Mentre aspettavo che Austin e gli zii arrivassero, ci sono stati momenti in cui avrei voluto montare in sella a Eros e andare a cercarli, ma non l’ho fatto, poiché sapevo di dover restare al fianco di Cassidy finché non si fosse ripresa. Dopo un’attesa che mi parve interminabile, finalmente Austin e i miei zii arrivarono in soccorso della povera Cassidy, che fino a quel momento non era ancora rinvenuta. Con molta cautela, la riportammo al ranch. Quando finalmente, dopo circa un’ora, rinvenne, chiese dell’accaduto e io, le spiegai tutto, senza tralasciare nemmeno il più piccolo dei dettagli. Quando le dissi di essere rimasta al suo fianco per tutto il tempo, mi abbracciò, apprezzando il gesto e ringraziandomi di tanta gentilezza. Cassidy era felicissima del fatto che io l’avessi aiutata a riprendersi, e non smetteva di ringraziarmi. Essendo Cassidy figlia unica, io e Austin siamo come fratelli maggiori per lei, e ci è davvero grata per ciò che entrambi abbiamo fatto per lei. Ci vuole davvero molto bene, e noi ne vogliamo a lei, ma ne è già consapevole, perciò ripeterlo è futile. Inoltre, Cassidy continua a chiederci come siamo stati capaci di un gesto simile. Ogni volta che ci pone questa domanda, io e Austin rispondiamo sempre allo stesso modo, asserendo con  grande onestà, che le uniche  cose che ci ha spinto a compiere quel gesto, sono stati il fatto che le vogliamo bene, unito ai nostri nervi saldi e ad un ottimo lavoro di squadra. L’affetto che ci lega a Cassidy, è frutto di un legame che siamo sicuri nessuno, in nessuna circostanza, riuscirà mai a spezzare. Questa piccola disavventura, ha contribuito a rafforzare il nostro legame, e quest’intera vicenda, è sicuramente qualcosa che nessuno di noi tre dimenticherà mai.

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4 thoughts on “Compagni di sella – CAPITOLO V

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