Amore e dolore – CAPITOLO XVII

Ancora problemi

Di secondo in secondo, il tempo passa, e i secondi pian piano si trasformano in minuti, i minuti in ore e infine le ore in giorni. Così, lentamente ma inevitabilmente, sono passati altri tre mesi, che sappiamo non torneranno più. La nostra vita continua senza problemi, ma non credo che tutto ciò durerà a lungo, quindi mi godo la calma prima della tempesta. Oggi, a distanza di due mesi dall’ultima volta, nostro padre è venuto a trovarci, e sia io che Melanie eravamo felicissime di vederlo dopo tutto quel tempo. Anche lui lo era, ma i saluti non durarono molto, poiché ci disse subito che doveva parlare con nostra madre di una cosa davvero importante. Per lasciarli da soli, e permettere loro di parlare in tutta tranquillità, decidemmo di andare entrambe nella nostra stanza. Appena arrivate, iniziammo subito a sentirli litigare. Non riuscivamo a capire nulla di quello che si stavano dicendo, ma utilizzavano toni accesi, il che significava che una delle loro solite liti era in corso. Tutto ciò, ovviamente, era tutt’altro che un bene. Più il tempo passava, peggiore si faceva il litigio. Ad un certo punto, notammo che perfino Buster, che era insieme a noi nella nostra stanza, sembrava essere terribilmente spaventato dalle urla dei nostri genitori. Il loro diverbio, durò per venti minuti, minuti che, per noi, sembrarono interminabili. Alla fine della lite, sentimmo la porta di casa venire violentemente sbattuta. Io e Melanie, non avevamo la minima idea di cosa stesse succedendo nel salotto di casa, né tantomeno riuscivamo ad immaginarcelo. L’unica cosa certa, in quel momento, era che quella era forse la più violenta, la peggiore di tutte le loro liti. Dopo circa due ore, arrivò il momento di cenare, e dopodiché, alla fine della stessa, mia madre mi condusse in camera sua, dicendo che doveva di nuovo parlarmi. Come la scorsa volta, si assicurò che Melanie fosse già andata a dormire, prima di cominciare il discorso che voleva farmi. Non le diedi il tempo di iniziare a parlare, infatti le chiesi subito cosa fosse successo poche ore prima nel salotto di casa. Lei non esitò nel rispondere, e mi disse che nostro padre era venuto a trovarci per scusarsi con lei di tutti gli errori precedentemente commessi, che lei non aveva accettato le scuse che le erano state offerte, e che l’inizialmente pacifica discussione, era degenerata in lite. Mia madre è dell’idea che mio padre non riesca ad accettare e metabolizzare il fatto che lei si sia sposata con il mio patrigno, e vorrebbe, a modo suo, far tornare tutto alla normalità, ma dopo tutto quello che ha passato per mano sua, non è minimamente intenzionata a farlo. Personalmente, io sono d’accordo con la scelta di mia madre, poiché so che il ritorno di mio padre nella nostra vita quotidiana, significherebbe soltanto una cosa, ossia, problemi. Mia madre, ha sempre asserito di amare mio padre, ma a quanto sembra, ora l’amore che un tempo provava per lui, ha finito per scomparire definitivamente, svanendo come fumo. È da molti risaputo, che al cuore non si comanda, e che una certa concatenazione di eventi nella vita di una persona, possono condizionare le scelte future della persona stessa. Un esempio lampante di tutto questo, è rappresentato, per l’appunto, da mia madre. Durante la sua vita, ha amato, è stata ferita, e non pensava di poter mai ritornare ad amare di nuovo, almeno fino a quando, nella sua vita, non si è presentato il mio patrigno, persona che ad oggi ama, e di cui si fida ciecamente. Il matrimonio viene generalmente definito un sacro vincolo, un legame indissolubile, ma tale unione può essere spezzata solo se uno dei due coniugi non trova la felicità che ricerca all’interno del matrimonio stesso, proprio come nel caso di mia madre. Lei, poco tempo prima dell’effettivo divorzio da nostro padre infatti, non faceva altro che arrabbiarsi con lui e lamentarsi delle continue liti, e dei continui diverbi che avevano finito per caratterizzare la loro quotidianità, ecco spiegato il perché del divorzio come conclusine del loro rapporto. Visto come tempo addietro andavano le cose fra di loro, e considerato il progressivo e continuo deterioramento della loro unione, il divorzio sembrava essere l’unica possibilità, colta al volo da mia madre, che non sopportava più un’unione costellata di conflitti, liti e diverbi. Si sa che ad ogni cosa c’è un limite ben preciso, e mia madre, dopo aver deciso che nostro padre l’aveva superato, ha deciso di divorziare da lui per porre fine alle continue e costanti ostilità che al tempo c’erano fra loro. Recentemente, mio padre sembra aver decisamente aperto gli occhi riguardo ai suoi errori, errori che però mia madre non ha la minima intenzione di perdonare, poiché tutto ciò che ha dovuto andare incontro, è solo colpa sua, perciò, dal canto suo, la solitudine è, ora come ora, ciò che mio padre si merita. Per quanto pentito possa essere, e per quanto male si senta ora, anche a mio parere, quel che le ha fatto è letteralmente imperdonabile. Mia madre si era fidata di lui, ma ora ha finalmente capito di aver riposto la sua fiducia nella persona sbagliata, ossia, in un uomo come mio padre, che l’ha illusa e irrimediabilmente ferita. Essendo sua figlia, sono felice che mia madre sia riuscita a lasciarsi tutta questa storia alle spalle, decidendo, seppur dopo un lungo lasso di tempo, di voltare pagina, e aprire un nuovo capitolo nella storia della sua vita. Perciò, quel che ora attende tutti noi, è un prosieguo della nostra vita molto più luminoso e pieno di speranze e opportunità. Ossia nettamente migliore rispetto a prima.

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