Amore e dolore – CAPITOLO XVI

L’apparenza inganna

È passato un bel pò di tempo da quando nostra madre ci ha permesso di tenere in casa il nostro nuovo cucciolo Buster, che proprio oggi, compie sei mesi. Questo tempo sembra essere letteralmente volato via, e sfuggitoci dalle mani come sapone. Facendo un passo indietro e pensandoci, sembra davvero ieri che quell’adorabile palla di pelo, è entrata nelle nostre vite, iniziando a far anche, parte della famiglia. Quando l’abbiamo adottato da un vicino canile, non conoscevamo il suo passato o la sua storia, ma di recente, dopo una visita di controllo dal veterinario, abbiamo scoperto che nel nostro Buster scorrono sia sangue di golden, che di labrador retriever, e che quindi è un incrocio fra queste due razze canine. In famiglia, siamo tutti contenti di averlo scoperto, ma anche se non l’avessimo mai saputo, a noi non sarebbe importato. In fondo, quel che conta, è l’affetto che ci lega a lui, lasciando perdere il resto, e facendo passare tutto, ogni singola cosa, in secondo piano. in fin dei conti, non importa per niente il fatto che Buster appartenga o meno, ad una razza canina specifica, e che quindi ne sia, conseguentemente, un esemplare, quel che a noi interessa è averlo accanto come amico leale e fidato. Più Buster cresce, e più ci sorprende. Qualche giorno fa, infatti, mentre io e Melanie lo stavamo portando a passeggio, a Melanie è scivolato dal polso l’orologio che portava, ma lei non sembrava essersene affatto accorta, e onestamente, neanche io. La passeggiata proseguiva fluida, come di consueto, ma ad un certo punto, Buster decise di fermarsi, sedersi, e rifiutare di continuare a camminare. Né io né mia sorella riuscivamo a capirne il perché inizialmente, così rimanemmo ferme per qualche minuto. Poco dopo, notammo che Buster sembrava essersi leggermente innervosito, difatti, non voleva avanzare, ma bensì continuava a stare fermo, tirando, di tanto in tanto, nella direzione opposta rispetto alla quale ci stavamo muovendo. Visto che continuava a tirare il guinzaglio, decidemmo di assecondarlo, seguendolo. Dopo all’incirca una ventina di metri, vidi Buster abbassare la testa per qualche secondo, dopodiché rialzarla come se nulla fosse. Guardando meglio, mi accorsi che aveva qualcosa in bocca. Mi avvicinai, e continuando a guardare, mi accorsi che teneva stretto fra i denti, l’orologio di Melanie. Doveva, evidentemente, essersi accorto che le era caduto camminando, così a deciso di prenderlo e restituirglielo. Dopo essersi ripresa l’orologio, Melanie diede un buffetto a Buster, e dopodiché ci avviammo in direzione di casa nostra. Una volta arrivate, invece di entrare in casa, abbiamo deciso di restare in giardino a giocare con Buster fino al calar del sole. Quel che è successo durante quella semplice passeggiata, mi ha piacevolmente sorpreso. Sapevo che Buster era un cane intelligente, ma non avrei mai pensato che sarebbe stato capace di fare una cosa del genere, poiché in fondo, nessuno di noi gliel’aveva mai insegnato. Come le persone, anche gli animali sembrano avere delle specie di predisposizioni, dei talenti innati e naturali, e quello di Buster, sembra essere aiutare le persone che gli stanno intorno. Come ripeto, non avrei mai pensato che il mio cucciolo fosse stato capace di raccogliere spontaneamente un oggetto dalla strada, senza che tale azione gli venisse richiesta, o tale comando gli venisse impartito. Tutto ciò mi ha colto di sorpresa, ma a quanto pare, quello che inizialmente sembrava essere solo e soltanto un cucciolo pestifero ma adorabile, è anche parecchio generoso e altruista, difatti da senza chiedere nulla in cambio, se non una carezza, quindi, come recita il vecchio adagio: “l’apparenza inganna”.

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