Amore e dolore – CAPITOLO XIV

La sorpresa

Ebbene, il tempo scorre lentamente, anche se a volte, sembra davvero volare. Come il mese passato, ad esempio. Difatti, io e Melanie ne abbiamo passate talmente tante, che abbiamo a stento avuto modo di accorgerci del tempo che passava. Giorno per giorno, la nostra routine quotidiana, continua a ripetersi. La cosa, al lungo andare, ha finito per darci a noia, e nostra madre, che l’ha evidentemente notato, ha di sicuro qualcosa in mente. Quando si rende conto del fatto che qualcosa ci turba, cerca sempre di ribaltare la situazione, ravvivando, sempre in maniera diversa, le nostre giornate in modo tale che la noia passi. La mattinata odierna, sembrava praticamente uguale a tutte le altre, ad eccezione del fatto che mia madre, continuava a sfoggiare un luminoso sorriso che le andava da un orecchio all’altro. Questo, confermava i miei sospetti. Le passava qualcosa per la testa. Sono riuscita a capirlo, perché solitamente, le nostre giornate iniziano con un ritmo molto più pacato e lento. Segni inequivocabili del fatto che avevo ragione. Mia madre stava tramando qualcosa. Non sapevo ancora di cosa si trattasse stavolta, ma anche se volevo davvero scoprirlo, ho deciso, in ogni caso, di dare tempo al tempo. La mattinata proseguì normalmente, e dopo aver fatto colazione, andai velocemente a vestirmi, poiché in circa mezz’ora, sarei dovuta andare a scuola, per cui dovevo prepararmi. Fatto ciò, mi feci accompagnare a scuola da mia madre, come ogni mattina. Una volta arrivata, salutai le mie compagne, e dopodiché, iniziai a svolgere diligentemente, il mio dovere di studentessa. Mi assicurai di non distrarmi e di non farmi trovare impreparata, e visto che durante la giornata scolastica, non ebbi problema di sorta, essa finì letteralmente in un battito di ciglia. Alla fine delle lezioni, mi affrettai per raggiungere, assieme a Melanie, la fermata dell’autobus, nostro unico mezzo di ritorno a casa. Il viaggio non fu poi così lungo, ma per ingannare il tempo, tirai fuori dal mio zaino un foglio di carta e una matita, e iniziai a disegnare. Non lo faccio spesso, ma quest’ attività, ad ammetterlo, mi distende i nervi. In più, guardando fuori dal finestrino del bus, accanto al quale sono seduta, posso facilmente e senza sforzo alcuno, trarre ispirazione per i miei disegni. Inganno il tempo disegnando, praticamente per tutto il viaggio, finché non arriviamo a casa. Una volta arrivate, io e Melanie notammo con piacere che nostra madre aveva già preparato il pranzo, quindi, ci sedemmo a tavola e cominciammo a consumare il pasto. Dopo pranzo, decisi di andare a lavarmi i denti, e dopo ciò di guardare la televisione. Dopo poco tempo, anche Melanie mi raggiunse in salotto, sedendosi sul divano accanto a me. Era ormai pomeriggio inoltrato, difatti, l’orologio sul muro segnava le cinque e mezza. In circa un’ora, il nostro patrigno sarebbe tornato dal lavoro, e sia io che Melanie lo stavamo aspettando. Una volta che il programma televisivo che entrambe stavamo guardando, ci diede a noia, spegnemmo la televisione e andammo nella nostra stanza per fare ognuna i propri compiti. Stavamo studiando da circa un quarto d’ora, entrambe curve sui libri, quando all’improvviso, sentimmo nostra madre che ci chiamava dal salotto. Non sapevamo cosa volesse, perciò la raggiungemmo subito. Quando arrivammo in salotto, ci accorgemmo che il nostro patrigno era appena tornato, e guardandomi intorno, notai una scatola alle sue spalle. Incuriosita, non esitai a chiedere cosa contenesse, e mia madre si limitò a sorridere. Subito dopo, Melanie le pose la stessa domanda, ma anche lei non ottenne risposta. Poco dopo, nostra madre si avvicinò alla scatola, e la aprì. Io e Melanie eravamo davvero curiose circa il contenuto, quindi restammo a guardare, e ci meravigliammo di ciò che venne fuori da quella misteriosa scatola una volta aperta. Non credevamo ai nostri occhi, eppure dalla scatola in questione, era appena uscito un adorabile cagnolino. Eravamo felicissime del nuovo arrivo in famiglia ed entrambe ringraziammo di cuore sia nostra madre che il nostro patrigno. Nostra madre lasciò che tenessimo in braccio e accarezzassimo quel batuffolo di pelo per un pò, e dopo ci disse che era un regalo per i traguardi raggiunti. Era ovvio che intendesse l’aver notato il modo in cui, nonostante tutto, io e Melanie fossimo riuscite a superare il dolore derivante dalla nostra, ormai conosciuta, situazione familiare. Si riferiva anche alle tensioni createsi all’interno della famiglia stessa , che sperava di sciogliere con l’arrivo di un cane. Posso affermare che nostra madre è sapientemente riuscita a sciogliere queste tensioni, poiché ora che dobbiamo concentrarci sul piccolo Buster, questo il nome del cucciolo, dal quale sappiamo di poter ricevere affetto, la calma regna sovrana in casa. Buster stesso è ancora un ingenuo cagnolino, e forse non lo sa, ma il suo arrivo in famiglia semplificherà molto le nostre vite.

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