Amore e dolore – CAPITOLO XII

Problemi in vista

Un’altra giornata è ormai volta al termine, ed una nuova è in procinto di iniziare. Con la tristezza che ha ricominciato a pervaderci da giorni, ora come ora, anche compiere azioni fondamentali, che fanno parte del vivere quotidiano, è per noi diventato un peso, qualcosa di davvero ingombrante e difficile da sopportare. Inoltre adesso, proprio quando sembrava che i problemi che abbiamo da affrontare non siano già abbastanza, ecco che un altro, fa improvvisamente la sua comparsa sulla scena. Questo pomeriggio, tutto sembrava procedere normalmente, senza alcun dettaglio fuori posto. Difatti, nel soggiorno di casa c’eravamo soltanto io e Melanie, tutte e due intente a guardare un film. Di solito, quando la noia ci assale, io e Melanie cerchiamo ognuna un passatempo differente, e se ad esempio, io decido di leggere un libro nella mia stanza, lei si mette, in tutta calma, ad ascoltare della musica. I film, però sono la passione di entrambe perciò non è raro che, all’occasione ci mettiamo comodamente sedute sul divano a guardarne uno. Mentre ce lo gustavamo, però, tutto d’un tratto, il telefono ha preso a squillare. Avendolo sentito, sono subito corsa in cucina per rispondere, e feci appena in tempo, poiché, una volta arrivata, il telefono sembrava essere sul punto di smettere di squillare, ma fortunatamente, non fu così. Al telefono, era nostra madre, che era uscita di casa da qualche ora, e aveva telefonato per accertarsi che a casa tutto andasse bene. In casa, era tutto tranquillo, così la rassicurai su questo fronte, e poco dopo lei aggiunse che avrebbe voluto, una volta arrivata la sera, farci conoscere una persona. Incuriosita, le chiesi di chi si trattasse, ma lei preferì non rispondere, limitandosi a dire che io e Melanie l’ avremmo scoperto a tempo debito. Dopodiché, la conversazione telefonica avuta con mia madre, finì. Una volta aver messo giù il telefono, mi avviai verso la porta della cucina, con l’intenzione di tornare in salotto. Quando mi vide, Melanie mi chiese chi avesse telefonato, e io le risposi che, a chiamare, era stata semplicemente nostra madre. subito dopo aver risposto alla domanda di Melanie, mi sedetti di nuovo sul divano, tornando a guardare il film. Avevo gli occhi fissi sullo schermo da una decina di minuti al massimo, ma tuttavia, mi accorsi di non riuscire a concentrarmi su ciò che stavo guardando. La cosa mi sembrava abbastanza strana, poiché in fondo, avevo semplicemente risposto ad una banale telefonata da parte di mia madre, per cui non riuscivo in alcun modo a giustificare il mio improvviso calo di concentrazione. Dopo un pò, mi misi a riflettere, e di colpo mi tornarono in mente le parole di mia madre. avevo un singolo pensiero fisso in testa. Dovevo, vista la mia curiosità, trovare il modo di scoprire chi fosse la persona che nostra madre aveva così tanta voglia di presentarci. Così, iniziai a spremermi le meningi nel tentativo di capirlo, ma per mia sfortuna, non ci riuscii. A causa di ciò, mi toccò cercare di tenere la mente occupata per evitare che quel pensiero tornasse, aspettando che mia madre tornasse a casa dalle sue commissioni, visto che sapevo bene che avrei incontrato e conosciuto quella persona solo allora. Le ci vollero all’incirca due ore, ma alla fine arrivò, e sia a me che a Melanie venne concessa l’occasione di conoscere questo, per così dire, ospite misterioso. Nostra madre ci presentò quell’ uomo come un suo amico, e noi fummo felici di conoscerlo. Io e Melanie pensavamo fosse soltanto un ospite, difatti, rimase a casa con oi per cena, e alla fine della stessa, nostra madre ci disse che aveva un annuncio davvero importante da fare. senza esitare infatti, confessò di aver mentito sull’identità dell’ospite, che a suo dire, era per lei, più di un semplice amico. Dopo aver sentito queste parole, Melanie la guardò senza capire. Avendo notato la cosa, nostra madre decise di scoprire le sue carte e spiegarsi meglio, asserendo, in tono felice e gioioso, che l’uomo che avevamo appena conosciuto, sarebbe diventato il nostro patrigno. A quel punto, Melanie le sorrise, ma io al contrario, iniziai a fissarla, arrabbiata e delusa. Ero davvero furiosa con lei. Non riuscivo a credere a ciò che aveva appena fatto. Ci aveva appena annunciato che un uomo che avevamo appena conosciuto, avrebbe preso il posto di nostro padre nelle nostre vite. In quel momento, oltre che essere adirata, avevo anche il morale a terra. Io voglio bene a mia madre, non posso negarlo, ma proprio non riesco ad accettare questa sua scelta. Io ho sempre voluto che le cose fra i miei genitori tornassero normali, ossia che la nostra famiglia tornasse quella che era un tempo, ma invece, non è stato così. In questo modo, un altro problema, si aggiunge alla già lunga lista di quelli che devo affrontare. Il concetto di unità familiare, può essere riassunto, per come la penso, nell’amore e nell’affetto che una madre ed un padre riversano sui propri figli, ma da quando mia madre ha disgraziatamente divorziato da mio padre, ed io e Melanie abbiamo dovuto affrontarlo, questo tipo di unità non esiste più, e tutto ciò mi avvilisce, poiché tutto quello che volevo, non era altro che un nucleo familiare unito.

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