Amore e dolore – CAPITOLO IV

L’incidente

L’inizio della giornata odierna, scandisce l’inesorabile ed inarrestabile andar del tempo, che sembra non fermarsi mai, senza concedere un attimo di tregua a nessuno. Anche se un nuovo giorno è iniziato, non ci sono cambiamenti riguardo alla nostra situazione familiare, e quel che è peggio, la tristezza di Melanie non sembra essere ancora svanita, neanche in minima parte. Sinceramente, inizio a non sopportare più il doverla vedere in  questo stato, così, ho deciso di fare qualcosa per lei. Entrambe amiamo andare in bici, perciò, ho pensato che una bella pedalata nella vicina campagna, potrebbe aiutarla a risollevarsi. Quindi, dopo aver messo al corrente della cosa nostra madre, visto che al momento viviamo da lei, abbiamo preso le nostre bici, e subito dopo siamo partite per farci un giro. È stato davvero bellissimo. Di solito, ogni volta che andiamo in bici, non ci spingiamo oltre luoghi già conosciuti o precedentemente visitati, fra cui ad esempio il parco, la casa di nostra nonna, o quella della mia amica Lindsay, tutte destinazioni, d’altro canto, facilmente raggiungibili. Stavolta, invece, abbiamo voluto cambiare un pò i nostri piani, imboccando infatti, il sentiero opposto alle nostre solite mete. Mentre pedalavamo per il sentiero, ci siamo fermate diverse volte per bere un sorso d’acqua, ognuna dalla propria bottiglietta, posta in uno zainetto che ci eravamo entrambe portate dietro. Durante la nostra “escursione”,  riuscimmo letteralmente a vedere di tutto: alberi, piante e fiori mai visti prima, novità che, ad essere sincera, neanch’io mi sarei mai aspettata di trovare. Ad un certo punto, ci stancammo di pedalare, così scendemmo dalle bici, e decidemmo di riposare sedendoci all’ombra di un grande albero a noi vicino. Una decina di minuti più tardi, quando decidemmo  di aver riposato abbastanza, montammo di nuovo sui sellini, pronte per tornare a casa. Avvisai Melanie di fare attenzione, di guardarsi bene attorno, e di non distrarsi, e lei fortunatamente capì al volo. Proprio sulla via del ritorno, però, accadde qualcosa che non potevo davvero aspettarmi. Stavamo pedalando l’una vicina all’altra, ad una distanza tale da non tagliarci la strada a vicenda, e intorno a noi era tutto tranquillo. Sul sentiero, che ora percorrevamo a ritroso, non c’era anima viva. C’era anche molto silenzio, che veniva ogni tanto interrotto dal cinguettio intonato di qualche uccellino. Pedalavamo tranquillamente, tutte e due alla stessa velocità, quando improvvisamente, vidi Melanie cadere dalla bici. In quel momento ero davvero molto spaventata. Era caduta con un tonfo, ed aveva urlato di dolore. Io, tentando di mantenere la calma, l’aiutai a rialzarsi, e subito dopo le chiesi come stesse. All’inizio non rispose, ma poi guardandola meglio, mi accorsi che aveva una ferita alla gamba, dalla quale, usciva anche del sangue. Non era una perdita copiosa, ma una volta accortasene anche lei stessa, si spaventò, e iniziò a piangere sia perché la ferita le bruciava, sia perché aveva paura. Eravamo ancora lontane da casa, e visto ciò che le era successo in quel momento, Melanie non era affatto nelle condizioni adatte per ricominciare a pedalare. Tentò comunque di farlo, ma io la fermai. La ferita che aveva, non era poi così grave, poiché consisteva soltanto in due o tre graffi sulla gamba destra. Continuava a ripetere che avvertiva una sensazione di bruciore, e poco dopo, notai anche che aveva difficoltà a camminare, difatti, era costretta a zoppicare per lenire il dolore. Dopo un pò, decisi di prendere il cellulare nel mio zainetto, e chiamai mia madre, per avvisarla di ciò che era capitato a Melanie. A nostra madre ci vollero all’incirca venti minuti per raggiungerci, e nel mentre, facevo il possibile per aiutare Melanie a mantenere la calma. Per calmare il bruciore che diceva di sentire, le bagnai la ferita con parte dell’acqua rimasta nella mia bottiglietta. Alla fine, quando nostra madre arrivò, la aiutammo a caricare le bici in macchina e tornammo a casa. Durante il viaggio, nostra madre ci pose parecchie domande, fra cui come Melanie si fosse fatta male, e perché non avesse fatto attenzione. Lei rispose che era stato tutto un incidente frutto di una sua temporanea distrazione, difatti, la sua caduta era stata causata dalla presenza di un ramoscello appuntito sul sentiero che stavamo attraversando. Una volta arrivate a casa, nostra madre le medicò la ferita e la fasciò stretta. Melanie iniziò a sentirsi meglio subito dopo essere stata medicata, e dopo circa tre giorni, il dolore sparì, la ferita si rimarginò, e le tornò a camminare senza problemi, come s nulla fosse mai successo. Nel corso della vita, ogni persona subisce vari tipi  di dolore, fra cui quello fisico e quello emotivo. L’unica pecca è che quello fisico prima o poi scompare, e le ferite subite si cicatrizzano, ma ciò non accade con quello emotivo.

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