Amore e dolore – CAPITOLO I

Questa sono io

Mi chiamo Charlotte, e agli occhi di chi non mi conosce, posso sembrare, con ogni probabilità, una quindicenne come tutte le altre, alta, con i capelli castani e gli occhi verdi. In realtà, come soltanto in pochi sanno, io ho un passato piuttosto complicato, e inizialmente parlarne mi riusciva difficile, ma il tempo ha facilitato le cose, anche se ad oggi, quei ricordi mi fanno ancora stare molto male. Infatti, non molto tempo fa, quando io e mia sorella minore Melanie avevamo io nove e lei sette anni, i nostri genitori hanno deciso di divorziare, dopo un alquanto burrascoso matrimonio durato quasi un decennio. Loro litigavano spesso, il più delle volte per motivi futili, alcune volte anche davanti alle loro stesse figlie. Durante le varie liti, che scoppiavano spesso durante la cena, io rimanevo impietrita a guardarli, troppo spaventata per parlare o reagire in alcun modo. Il fatto che non andassero d’accordo dopo così tanto tempo passato insieme, non mi piaceva affatto, anzi, rattristava non poco sia me che la mia sorellina, la quale, spaventata almeno quanto me dalla vista di nostra madre e nostro padre che litigavano, decideva spesso di andare a nascondersi in camera da letto a piangere, sperando che tutto sarebbe prima o poi passato e che saremmo tornati ad essere una famiglia felice. Anche se allora ero soltanto una bambina, ero comunque più grande di lei, perciò cercavo sempre di rassicurarla, in modo che la paura e lo sconforto che la pervadevano, cessassero. Fortunatamente, nella maggioranza dei casi, riuscivo a farla smettere di piangere e tranquillizzarla, ed era un bene, ma più il tempo passava, più la situazione peggiorava, fino al raggiungimento, da parte di nostra madre, del punto di rottura. Dopo l’ennesimo litigio con nostro padre, decise infatti, che ne aveva avuto abbastanza, che a tutto c’era un limite, e che non sopportava davvero più vivere in quel modo. Così, quando io e mia sorella compimmo io dieci e lei otto anni, nostra madre divorziò da nostro padre che la lasciò fare, evidentemente anche lui stanco dei continui conflitti. Da allora sono passati all’incirca sei anni, e ognuno di noi ha avuto tempo per metabolizzare la cosa. Difatti, oggi sono cambiate parecchie cose. Io e Melanie ora abbiamo rispettivamente quindici e tredici anni, conduciamo una vita molto più tranquilla e rilassata rispetto a prima, e viviamo in un clima molto più sereno. L’unico aspetto negativo del divorzio, però, è che adesso la nostra famiglia non è più unita come prima, bensì è come se i nostri genitori avessero deciso di erigere un muro che li dividesse l’uno dall’altra, e in quanto a me Melanie, siamo continuamente costrette a cambiare casa, visto che stiamo una settimana con nostra madre ed una con nostro padre a causa della custodia congiunta dei figli, compromesso a cui i nostri genitori sono giunti, dopo un processo in tribunale il giorno del divorzio, visto che inizialmente nostra madre non voleva che avessimo contatti con l’uomo che l’aveva, a suo dire, ferita nel profondo. In un primo momento, le cose sembrarono andare bene, poiché tutte le liti, i conflitti e i diverbi erano finalmente cessati, e di conseguenza, la qualità della nostra vita familiare era molto migliorata. La situazione, sfortunatamente, si dimostrò essere soltanto temporanea e destinata a cambiare radicalmente nel giro di poco tempo. Difatti, passati pochi mesi dal divorzio stesso, le liti ricominciarono, come se non si fossero mai interrotte. I nostri genitori continuavano a litigare senza sosta, e un giorno, mentre ero nella mia stanza assieme a Melanie, sentii nostra madre che urlava al telefono. Della conversazione telefonica che stava avendo, non capii molto, essendo le parole di nostra madre, attutite dalla distanza che c’è fra la stanza mia e di Melanie e la cucina. A dirla tutta, le uniche frasi che riuscii davvero a capire furono:” Ho detto basta! Io con te ho chiuso! Smettila di infastidirmi. Sai cosa? Ci vediamo in tribunale se è questo quello che vuoi!”. Quelle frasi mi colpirono, e di colpo avvertii una strana sensazione, come se avessi appena ricevuto un pugno nello stomaco. In quel momento, ero così scossa da ciò che avevo appena sentito, da non riuscire a ragionare. Iniziai a pormi mille domande, fra cui perché stessero di nuovo litigando, e cosa c’entrasse il tribunale. Tutti i mei interrogativi, trovarono risposta all’incirca la settimana dopo, in cui compresi davvero ciò che stava  succedendo. Nostra madre, aveva fatto ricorso alle vie legali per far sì che nostro padre smettesse, una volta per tutte di importunarla. Tuttavia, per evitare ulteriori litigi e discussioni, dovette arrivare a stringere un accordo con nostro padre, secondo il quale gli sarebbe stato possibile vedere me e Melanie soltanto una volta ogni settimana per l’intera durata di quest’ultima secondo le decisioni di nostra madre. Ad essere sinceri, l’aver dovuto affrontare il divorzio dei nostri genitori alla tenera età di rispettivamente nove e sette anni, è stato sia, per me che per Melanie, uno scoglio davvero duro da superare e un sentiero piuttosto impervio da percorrere. Pensandoci, è strano come delle liti, possano portare alla divisione di una famiglia un tempo unita. Cose come questa, tuttavia accadono, e a volte, come in questo caso, si deve ricorrere a misure drastiche per evitare il peggio e salvare il salvabile della vita che hai con tutte le tue forze, cercato di preservare. Ad ogni modo, credo e spero vivamente, che i nostri genitori sappiano che io e Melanie li amiamo e li ameremo per sempre, nonostante tutto ciò che è successo.

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