16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO XXII

Sviluppi positivi

Come era inevitabile, un’altra settimana se n’è andata, finendo e lasciando il posto all’inizio di una nuova. Oggi, mi ritrovo a dover seguire scrupolosamente la mia solita routine giornaliera, che consiste nell’alzarmi presto, aspettare che le bimbe si sveglino, dar loro da mangiare, far loro il bagnetto, vestirle, e dopodiché, lasciare che si divertano con i loro giocattoli nel salotto di casa. Il tempo sta passando, e sia Emily che Elizabeth stanno crescendo. Infatti, proprio oggi, compiono un mese. Sono letteralmente stupefatta. È incredibile pensare che sia già passato un mese dalla loro nascita, eppure è così. Come tutti i bambini, andando avanti con la crescita e l’età, imparano ogni giorno nuove cose, e questo mi rende davvero orgogliosa di loro. Mi piace pensare che ogni giorno di vita sia per loro un viaggio alla scoperta dell’ignoto. Con l’andar del tempo, imparano a scoprire il mondo che le circonda e a modo loro, affrontarlo. Imparare, è per i bambini la base della crescita, poiché è proprio imparando che capiscono com’è fatto il mondo attorno a loro, affrontando e superando le sfide che giorno per giorno vengono proposte loro. A proposito di scoperte quotidiane, proprio ieri è successa una cosa che mi ha davvero reso felice ed incredula al tempo stesso. Sembrava essere un giorno come ogni altro, per una famiglia come la nostra, e infatti tutto stava filando liscio. Emily ed Elizabeth stavano tranquillamente giocando sul tappeto del salotto. Io ero con loro, ma non volevo interromperle, così mi limitai ad osservarle. Proprio mentre guardavo, mi accorsi che uno dei giocattoli preferiti di Elizabeth, un orsacchiotto di pezza, per essere precisi, le era accidentalmente scivolato di mano, cadendo per terra e finendo proprio sotto al divano. Alla bambina, ci vollero alcuni secondi per guardarsi attorno e realizzare che il suo giocattolo era sparito. D’improvviso, notai che stava per mettersi a piangere, e per evitare che accadesse, feci per alzarmi dalla poltrona dove ero seduta con lo scopo di raccoglierlo e restituirglielo, ma mi bloccai alla vista di quel che accadde subito dopo. Difatti, Emily cominciò di sua completa iniziativa, a gattonare verso il divano, fino a raggiungerlo, e riprendere l’orsacchiotto della sorellina, incastrato sotto quel pezzo d’arredo. Ma non era affatto finita lì, infatti, una volta raccolto da terra quel giocattolo, Emily ricominciò a gattonare, stavolta verso la sorella. Quando finalmente la vidi raggiungerla, assistetti al loro primo gesto d’affetto l’una verso l’altra. Emily restituì il giocattolo alla sorellina, che stava ancora piangendo, convinta di averlo perso per sempre, ed Elizabeth si calmò di colpo, accettandolo, e stringendo la piccola Emily a sé. La scena alla quale avevo appena assistito, era stato qualcosa di davvero incredibile. Insomma, hanno entrambe appena compiuto un mese d’età, ma non avrei mai potuto pensare che già a un mese, fossero capaci di gesti di questo genere. L’intera scena, mi lasciò stupefatta. Tutto lasciava presagire che il loro sviluppo cognitivo sarebbe proseguito su questa linea, sicuramente, continuando a crescere, avrebbero continuato ad imparare. Si poteva definirel’inizio di una catena di sviluppi positivi. Infatti, durante quella giornata, ci fu un’altra svolta positiva. Infatti, quel giorno, Jackson mi diede la notizia che aspettavo da tempo. Dopo innumerevoli tentativi, era finalmente riuscito a trovare un lavoro come medico nell’ospedale dove erano nate le nostre bambine. Quando me lo disse, non riuscii a crederci, continuavo a guardarlo incredula, non riuscendo davvero a capacitarmi della velocità con cui fosse riuscito a trovare lavoro. Ad ogni modo, quella era la verità, e io ne ero felice, perché sapevo che finalmente la nostra vita come una vera famiglia sarebbe potuta iniziare così come avremmo voluto. Finalmente avremmo potuto iniziare a vivere una vita completamente nuova, proprio come una famiglia. Certo, lo eravamo già, ma per iniziare a dovere la nostra vita familiare, l’unica cosa che mancava, era un lavoro stabile, con il quale avremmo potuto provvedere  al mantenimento dell’intera famiglia. Ora come ora, io credo, spero e desidero, che questo concatenarsi di sviluppi positivi, continui senza interrompersi né spezzarsi mai.
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