16 anni: Io e le mie scelte – CAPITOLO XXI

Il giorno della laurea

Sono ormai passati tre anni da quando ho iniziato gli studi universitari che ho poi abbandonato con la nascita delle mie due figlie, e ripreso da poco, studiando a casa, attraverso degli appositi corsi universitari on line. Dopo tre intensi anni di studi, è finalmente arrivato il giorno del mio diploma. Sono davvero felicissima. In fondo, sapevo che prima o poi, tutto il mio duro lavoro e i miei sforzi sarebbero stati ripagati. L’aver ottenuto il diploma universitario in storia e filosofia, per cui ho tanto lavorato, mi sono impegnata, e ho compiuto sforzi e sacrifici, è sicuramente una grande emozione, una gratifica, ed è ancora meglio sapere di poter condividere questa gioia assieme a tutta la mia famiglia. Ho già comunicato la notizia a mia madre e mia sorella, ma a loro dispiace di non poter venire e passare la giornata assieme a me come avevano promesso, perché il mio fratellino di tre anni si è di nuovo ammalato, quindi non possono lasciarlo a casa da solo, ma non importa, dopotutto, non sono affatto sola, perché con me ci sono comunque Jackson e le bambine, che, tra parentesi, più passa il tempo e più crescono, rendendomi sempre più orgogliosa di loro. Comunque, visto che oggi è sia per me che per Jackson, il giorno in cui ci diplomiamo, vogliamo essere sicuri di passare questa giornata nel migliore dei modi, e difatti, per festeggiare, abbiamo deciso, prima di uscire insieme nel pomeriggio, e poi di cenare in un ristorante vicino a casa. Ovviamente abbiamo dovuto portare con noi anche Emily ed Elizabeth, ma la cosa non si è affatto rivelata un problema. In effetti, all’inizio pensavo che non ci avrebbero fatto godere la serata, interrompendo la cena con continui pianti, ora per un motivo, ora per un altro, ma mi sbagliavo. Difatti, non emisero un fiato per tutto il tempo, poiché fortunatamente assopitesi. In fin dei conti, quella sera filò tutto liscio come l’olio, proprio come io e Jackson avevamo sperato, salvo poi, l’aver dovuto passare la prima mezz’ora del viaggio di ritorno a casa, a calmare Emily, che si era svegliata dal pisolino perché affamata. Io, che in quel momento tenevo in braccio entrambe le bambine, sapevo di non poter dare da mangiare alla piccola Emily, che, giustamente, stava cercando di esprimere, a modo suo, questo desiderio, così, sperando di risolvere in fretta la cosa, iniziai a cullarla, nella purtroppo vana speranza che si calmasse e tornasse a dormire. Visto che quel che avevo fatto, non aveva funzionato per niente, decisi di fare un ultimo tentativo, sempre sperando che i suoi pianti cessassero, così le diedi il suo ciuccio, che cominciò a succhiare ridacchiando divertita. Un’ora dopo, arrivammo finalmente a casa, e siccome sia io che Jackson eravamo letteralmente distrutti dall’inconveniente con le bambine, decidemmo di portarle nella loro cameretta e subito dopo, andare a letto anche noi. La serata, tutto sommato andò bene, e almeno siamo riusciti a goderci la cena, durante la quale, abbiamo anche brindato a questo nuovo traguardo. Mentre eravamo entrambi a letto, proprio prima che io mi addormentassi, Jackson si voltò verso di me, dicendomi che, ora che ci eravamo entrambi diplomati, pensava fosse davvero arrivata l’ora per lui, di cercarsi un lavoro, così stringemmo un patto, io, mi sarei dedicata completamente ed esclusivamente alla cura della casa e delle bimbe, e lui, avrebbe provveduto lavorando, al mantenimento di noi quattro. Ho pensato che la sua decisione di cercarsi al più presto un buon impiego, stata molto ben ponderata e peraltro presa al momento giusto. D’altronde, stiamo entrambi finendo i risparmi, e sappiamo molto bene che non possiamo continuare a vivere grazie al denaro dei nostri genitori e delle nostre rispettive famiglie. Inoltre,  miei genitori, mi hanno chiaramente detto e ribadito più e più volte, che qualora io e Jackson avessimo bisogno di un qualunque tipo d’aiuto, anche economico, loro sarebbero stati disposti ad offrircelo per quanto avessero potuto, precisando però che le cose non sarebbero potute andare così all’infinito, e che avremmo dovuto anche imparare a cavarcela da soli, con l’aiuto perciò, delle nostre sole forze. Jackson è un tipo molto attento e previdente, perciò penso che abbia intrapreso forse la migliore delle decisioni. Lui tiene molto sia a me che alla famiglia che insieme abbiamo creato, ed è attraverso gesti del genere, che, giornalmente me lo dimostra. Io lo amo, e questo non cambierà mai, ma credo che sia del tutto inutile dirlo, poiché lui ne è già a conoscenza. Dopotutto, se lui non mi amasse, non credo affatto che arriverebbe dov’è ora, bensì, lascerebbe perdere, lasciandomi completamente sola con due bambine a cui badare. Nel profondo, so che lui non adotterebbe mai questo tipo di comportamenti, perché adottandoli, finirebbe per essere qualcuno che non è, rischiando quindi, di diventare l’ombra di se stesso. Come coppia, noi due abbiamo sempre avuto i nostri alti e bassi, e continueremo sicuramente ad averli, ma amandoci ed essendo innamorati l’uno dell’altra, abbiamo ormai imparato ad accettare le nostre diversità, ci amiamo per come siamo, e questo è l’importante.
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