16 anni: io e le mie scelte – CAPITOLO XX

La vita da madre

Circa due giorni fa, dopo mesi di attesa, ho finalmente dato alla luce le mie due bimbe, Emily ed Elizabeth. Entrambe sono state dimesse dall’ospedale subito dopo la nascita, e io con loro. Ora come ora, le abbiamo portate a casa, e invitato la mia famiglia a conoscerle. Mia madre e mia sorella, si sono subito mostrate felicissime per me quando gli ho comunicato di essere incinta, e sono sicura che saranno raggianti di felicità, ora che stanno per vedere le bambine per la prima volta in vita loro. Ad ogni modo, sono passate ormai due ore, da quando ho chiamato per invitarle da noi, e stranamente, ancora non si sono fatte vive. Volendo evitare di telefonare di nuovo, ho deciso di inviare un veloce messaggio a mia sorella, per assicurarmi che stessero arrivando e che non fosse successo niente di male. Fortunatamente, rispose quasi subito, scrivendo che dovevo scusarle, perché erano imbottigliate nel traffico. Mi tranquillizzai, e continuai ad aspettarle, dedicandomi, nel frattempo, ai miei doveri di madre. Stavo per perdere le speranze, e iniziai a pensare che non sarebbero più venute, quand’ecco che, mentre stavo dando da mangiare  ad Emily, sentii il clacson dell’ auto di mia madre. Così, tenendo in braccio la bambina, decido di guardare un attimo fuori dalla finestra, e noto che, per l’appunto mia sorella e mia madre erano appena arrivate. Prima di andare ad aprire la porta, feci segno a entrambe di aspettare, e corsi al piano di sopra a chiamare Jackson, avvisandolo che c’erano mia madre e mia sorella a casa con noi. Quando finalmente si decise a scendere, aprii la porta e le accolsi in casa. Entrambe sembravano molto felici di vedermi, ma, per quanto riguarda Courtney, lei era anche impaziente di conoscere le sue due nuove nipotine. Lo stesso discorso, valeva anche per mia madre, che era ansiosa di conoscere le bambine. Dopo avermi salutato, mi chiesero di vedere le bimbe, e io le accontentai. Stavo ancora tenendo in braccio la piccola Emily, così, decisi di presentarla a mia madre. Non appena la vide, mi disse che era davvero bellissima, e che sembrava somigliarmi avendo i capelli castani proprio come i miei. Poi, fu la volta di Elizabeth, che rubò il cuore a mia sorella. Infatti, mi disse che, proprio come la piccola Emily, anche la stessa Elizabeth era meravigliosa, e subito dopo aver finito la frase, iniziò ad accarezzarle lentamente la guancia. Lasciai che Courtney e mia madre tenessero in braccio le bimbe per un po’, finché per loro non arrivò l’ora di dormire. Detto fatto: dopo all’incirca una decina di minuti, chiesi sia a mia madre che a mia sorella, di lasciare che fossi io a prenderle in braccio per portarle nelle loro rispettive culle, e far sì che dormissero almeno per qualche ora. Sfortunatamente però, non fu così, perché no appena le adagiai nelle loro culle sperando che si addormentassero, iniziarono entrambe a piangere. Jackson, che era rimasto al piano di sotto assieme a mia madre e mia sorella, sentì le bimbe urlare, e corse di sopra nella loro stanza per chiedermi cosa c’era che non andasse.   Risposi che non lo sapevo, e visto che entrambe avevano appena mangiato e non avevano bagnato i pannolini, io e lui facemmo la cosa più logica che c’era da fare in quel momento, ossia prenderle di nuovo in braccio e passeggiare, aspettando che, una volta sfogatesi, si calmassero. Alla fine, questo stratagemma sembrò funzionare, e infatti, dopo circa venti minuti di continuo andirivieni per il corridoio, le bimbe si addormentarono i braccio a noi, spossate. Quindi, facendo attenzione a non svegliarle, le adagiammo di nuovo con cura nelle loro culle, spegnendo poi la luce della stanza e lasciandole riposare. Dopodiché, tornai giù in salotto, dove c’erano ancora mia madre e mia sorella ad aspettarmi. Passai una buona mezz’ora a chiacchierare con loro del più e del meno, ma in special modo di quanto fosse difficile per me, la vita di madre. Mia sorella mi rassicurò, asserendo che prima o poi mi ci sarei abituata, ed io, ringraziandola, sperai che avesse ragione. A quanto pare, questa sembra essere la mia nuova routine giornaliera, dedicata soprattutto alla cura delle bambine, ma anche al prosieguo dei miei studi universitari. Infatti, di recente, ho deciso di continuare a studiare seguendo degli specifici corsi online, sperando poi, in un prossimo futuro di prendere un diploma per corrispondenza. Ad ogni modo, riesco a dedicarmi ai corsi online, solo quando le bimbe riposano, o comunque, mi danno un pizzico di tregua, ma fortunatamente, grazie proprio a questo tipo di corsi, sono riuscita a recuperare tutte le lezioni universitarie perse dall’inizio della mia gravidanza. Per quanto riguarda il prendermi cura delle gemelle, non è affatto un compito difficile, sapendo che anche Jackson svolge a dovere il suo ruolo di padre, e mi da una mano ogni volta che può. Anche lui, in questo periodo si sta rimettendo in pari con gli studi attraverso i corsi online. Abbiamo entrambi deciso di seguire questa tipologia di corsi, per due semplici motivi. È più comodo e pratico vista la situazione in cui attualmente ci troviamo, ed è l’unico modo che abbiamo per continuare gli studi ed evitare di abbandonarli, sicché entrambi vogliamo ottenere un lavoro, io come insegnante, e lui come medico. L’unica pecca è che, almeno per ora, dobbiamo valutare cosa sia più importante, se lo studio, o le bambine. Decisioni di questo genere, a volte finiscono per farmi trovare in situazione di stallo, ma ad ogni modo, so di dover decidere abbastanza in fretta, e spero vivamente che la scelta che intraprenderò, non intacchi il benessere familiare. D’altronde, come ribadisco, mi piacerebbe davvero tanto diventare insegnante, ma credo che, per il bene delle bambine, sia molto meglio di no. Mi dispiace veramente smettere di inseguire questo mio sogno, m vista la situazione in cui mi trovo, penso che arriverò alla fine degli studi, mi diplomerò, e rinuncerò a cercare lavoro, lasciando che sia Jackson a farlo, in maniera tale da riuscire a mantenere me, se stesso e le bimbe senza problemi. Difatti, ora come ora, dedicarmi alla cura della casa e delle bambine, diventando quindi una casalinga, sembra essere l’unica delle opzioni disponibili, perché, anche se riuscissi a trovare un lavoro, proprio come Jackson, non ci sarebbe nessuno a prendersi cura delle bimbe in nostra assenza. L’unica soluzione che mi viene in mente riguardo questo, sarebbe chiedere aiuto alla mia famiglia, ma sfortunatamente nessuno può darmi una mano. D’altro canto mia madre ha già un gran da fare nel dividersi  fra il suo lavoro e la cura del mio fratellino Damien, mia sorella e mio fratello sono sempre impegnati per giorni interi con l’università, e mio padre anche lui è spesso in giro per lavoro. Gettare la spugna dopo quasi tre anni di studi potrebbe sembrare una follia, ma viste le circostanze, non credo affatto che, dopo il diploma, inizierò a cercarmi un impiego, bensì, mi limiterò, più semplicemente, a diplomarmi, dopodiché, l’intera faccenda potrà dichiararsi definitivamente chiusa. È senz’altro una decisione sofferta, questo lo capisco da me, ma è un sacrificio, il prezzo che si paga per una vita familiare stabile e felice.
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3 thoughts on “16 anni: io e le mie scelte – CAPITOLO XX

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